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EUR/USD: BCE digerita, palla alla Fed. L'euro salirà ancora?

18/03/2019 17:19

Sul mercato delle valute prosegue il recupero dell'euro-dollaro che, superata l'incertezza di giovedì scorso, quando si è avuta una discesa a poca distanza dalla soglia di 1,13, ha ripreso subito la via dei guadagni il giorno dopo.
La moneta unica ha provato a spingersi in avanti anche oggi, ma dopo un top intraday a ridosso di area 1,136 il cross si è mosso a passo di gambero, riportandosi in prossimità della parità, con un frazionale rialzo ora a 1,1333
La seduta odierna non ha fornito spunti di particolare rilievo sul fronte macro, fatta eccezione per l'unici aggiornamento Usa rappresentato dall'indice Nahb che a marzo è rimasto fermo a 62 punti, contro i 63 punti previsti dal consensus.
Il dato non ha avuto grande impatto sull'euro-dollaro che grazie ai recuperi delle ultime sedute si è riportato sui valori pre-BCE.


Nella seduta del 7 marzo scorso il cross sulla scia dell'annuncio delle misure accomodanti dell'Eurotower e delle dichiarazioni del presidente Draghi, aveva subito un crollo verticale.
Le quotazioni erano scese così a segnare nuovi minimi dell'anno, aggiornando anche quelli del 2018, con un bottom fin poco sotto quota 1,118.

Da questi minimi si è avuto però un forte recupero, favorito anche da alcuni deludenti aggiornamenti macro diffusi negli Usa, con riferimento ad esempio alla produzione industriale e ancor prima al report sull'occupazione relativo al mese di febbraio, con i non farm pay-rolls ben sotto le previsioni degli analisti.


Indicazioni che non hanno offerte alcun sostegno al dollaro e così l'euro ne ha approfittato, raggiungendo proprio oggi nell'intraday i massimi del 4 marzo scorso.
L'attenzione degli investitori è ora rivolta all'appuntamento di mercoledì, quando si concluderà il meeting della Fed che se da una parte lascerà invariati i tassi di interesse, dall'altra potrebbe fornire preziose indicazioni sulle mosse future in materia di politica monetaria.

Ripercussioni sono attese sul mercato delle valute e in particolare sul dollaro che a detta di ING però dovrebbe essere in grado di mantenere il proprio valore contro le monete che offrono meno rendimento come quelle del G10.
La casa olandese si aspetta che mercoledì la Banca Centrale americana rivede al ribasso le sue previsioni sui futuri rialzi dei tassi di interesse e questo dovrebbe aumentare l'appeal degli asset di rischio.
Per gli analisti di Danske Bank la Fed annuncerà dopo domani solo un nuovo incremento del costo del denaro quest'anno e questo dovrebbe essere dal mercato come un atteggiamento da colomba che offrirà dunque un sostegno all'euro nei confronti del dollaro.


A detta di Danske Bank questa settimana la Fed sarà cruciale per determinare se assisteremo o meno ad un nuovo crollo del cross. Gli analisti continuano però a ritenere possibili altri due rialzi del tassi di interesse da parte della Banca Centrale americana visto che la loro view sull'economia a stelle e strisce continua ad essere improntata alla positività.



Questo potrebbe supportare il biglietto verde, ma non necessariamente questa settimana, quando invece si guarderà venerdì agli aggiornamenti sugli indici PMI tanto in America quanto in Europa. 
Un appuntamento che potrebbe avere ricadute negative sul recupero in atto dell'euro-dollaro, visto che negli Stati Uniti le previsioni sono per una lettura discreta dei suddetti indicatori, mentre in Europa potrebbe essere ancora qualche delusione.


La conferma di uno scenario di questo tipo andrà a favorire il dollaro contro l'euro, anche considerando che sul fronte della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina la possibilità di un accordo si è nuovamente allontanata e difficilmente si approderà ad un intesa prima di aprile.

Diversa la previsione dei colleghi di Swissquote, i quali ritengono che la Fed continuerà a mantenere un atteggiamento accomodante, come atteso dal mercato. Quest'ultimo però sta sottovalutando una revisione al ribasso anche rilevante delle previsioni economiche per gli Stati Uniti.


Le indicazioni che giungeranno in tal senso tra due giorni, secondo Swissquote faranno soffrire non solo l'azionario, ma anche il dollaro contro l'euro, visto che gli investitori dovranno mettere in conto una frenata della congiuntura e un indebolimento dell'inflazione.
Gli analisti guardano quindi con fiducia alle prospettive della moneta unica che, dopo il forte recupero già avviato dai minimi della prima decade di marzo, sembra aver digerito molto rapidamente le parole di Draghi e le mosse della BCE.


Secondo Swissquote sembra che gli investitori si siano accorti che non sia solo l'Eurotower ad aver premuto il pedale del freno.
L'idea è che il futuro del cross euro-dollaro sarà dettato principalmente dalle prospettive di crescita dell'Europa e degli Stati Uniti.
Quelle riferite all'opposta sponda dell'Atlantico sono considerate sovrastimate visto che sta per svanire l'effetto benefico dei tagli fiscali voluti dal presidente Trump.

Gli esperti di Swissquote si aspettano quindi che l'euro-dollaro riprenderà a salire, anche se dovrà fare i conti con un percorso ad ostacoli. La prima tappa indicata entro l'estate è rappresentata da quota 1,15, per poi guardare all'obiettivo successivo di area 1,24 per fine 2019.

Fonte: News Trend Online

TAG:

Dollaro Economia Europa Eurusd Federal reserve Mercati

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