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EUR/USD: pericolo scampato? Cosa si aspettano i broker nel breve

20/02/2019 18:04

Sul mercato dei cambi è in atto un tentativo da parte dell'euro-dollaro di dare un seguito al rimbalzo partito dai minimi di venerdì scorso in area 1,125. Il cross si presenta ora una figura più in alto rispetto a questo bottom e sta provando a scavalcare la soglia di 1,135, con un lieve rialzo della moneta unica contro il biglietto verde.

In una giornata priva di dati macro di rilievo in America, l'euro prova a spingersi in avanti, sostenuto dall'indicazione arrivata nel pomeriggio sulla lettura preliminare della fiducia dei consumatori in Europa. Il dato si è attestato a -7,4 punti, in recupero rispetto ai -7,9 punti di gennaio, battendo le previsioni degli analisti che si aspettavano un peggioramento a -8 punti.


Sull'euro-dollaro però oggi si nota una certa cautela da ambo le parti, in attesa dell'evento clou della sessione odierna, rappresentato dalle minute del FOMC.
Due ore prima della chiusura di Wall Street saranno diffusi i verbali dell'ultima riunione di politica monetaria della Fed, tenutasi a fine gennaio.
Gli strategist di Unicredit non si aspettano novità di rilievo e prevedono che il documento in arrivo in serata confermi le aspettative sulla politica monetaria, quindi non dovrebbero registrarsi grandi ripercussioni sul mercato dei cambi.
Intanto ricordiamo che nelle ultime giornate il recupero dell'euro-dollaro è stato favorito, oltre che da una reazione puramente tecnica dopo i recenti cali, anche dall'ottimismo legato alle trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina che ha portato ad un indebolimento del biglietto verde. 
Secondo gli analisti di Societè Generale questo è l'unico modo per vedere un apprezzamento della moneta unica, spiegando che la BCE non ha altra scelta che lasciare che la valute UE si indebolisca, sperando in una svolta nei colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti, capace di risollevare la produzione dell'area euro.


Societè Generale evidenzia al contempo che il dollaro potrebbe anche non spingersi in avanti, aggiungendo che spetterà anche alla Fed decidere fino a che punto potrà apprezzarsi.
Di sicuro al momento l'euro-dollaro resta in fase di stalle, come spiegato da Unicredit, i cui analisti rimarcano come il cross fatichi ad allontanarsi con decisione da quota 1,13 al momento, con un mercato che continua a non vedere trend definiti in corso.

Secondo gli esperti l'attuale condizione dell'euro-dollaro è da ricondurre a due fattori di debolezza: da una parte ci sono dati deboli negli Stati Uniti e l'atteggiamento da colomba della Fed, e dall'altra ci sono aggiornamenti macro ancora più deboli nell'area euro, un mix di fattori che tendono ad annullarsi a vicenda, facendo sì che il cambio resti sostanzialmente ingessato.


Gli strategist di Unicredit non escludono però che nel brevissimo l'euro-dollaro possa continuare a recuperare, sulla scia di quanto avvenuto nei giorni scorsi. Molto dipenderà dai prossimi dati macro e in particolare da quelli in arrivo domani, con riferimento agli indici PMI di febbraio nel Vecchio Continente.

L'idea è che qualsiasi indicazione di miglioramento su questo fronte sarà letta con ottimismo dagli investitori, con ricadute positive per l'euro contro il dollaro.
La pensano diversamente i colleghi di ING, i quali ritengono che diversi fattori negativi potrebbero impedire un allungo del cross oltre quota 1,1375 nel breve.



La casa olandese infatti non esclude che i dati sull'attività manifatturiera in agenda domani possano rivelare un nuovo calo in termini di fiducia. A ciò si aggiunga che venerdì l'agenzia Fitch potrebbe confermare le sue prospettive negative sull'Italia, tagliando il rating a "BBB-".

Questo potrebbe avere ricadute negative sull'euro che al momento sembra voler approfittare dell'arretramento del dollaro. La debolezza di quest'ultimo però a detta di ING dovrebbe essere di breve durata, visto che l'ascesa dei prezzi del petrolio potrebbe offrire un sostegno all'inflazione Usa e di conseguenza al biglietto verde.


Del resto gli analisti della casa olandese credono che non ci siano ancora le condizioni per assistere ad un rilevante deprezzamento del biglietto verde, visto che non è sufficiente in tal senso la decisione della Fed di sospendere almeno per ora il percorso di rialzo dei tassi di interesse.

INH ritiene che la BCE con buona probabilità lascerà che l'euro di deprezzi, ma se l'economia Usa dovrebbe mostrare segnali più rilevanti di frenata, allora si riaprirebbe la guerra delle valute  e a quel punto gli Stati Uniti potrebbero decidere di deprezzare nuovamente il dollaro.


Anche gli analisti di Mitsubishi UFJ Financial Group si aspettano che la valuta Usa mantenga ancora un relativo sostegno, visto che lo scenario complessivo al di fuori degli Stati Uniti si conferma abbastanza cupo.
Gli esperti non escludono in ogni caso nuovi indebolimenti per il dollaro, che si materializzerebbero nel caso in cui dovessero arrivare ulteriori dati macro negativi dall'opposta sponda dell'Atlantico.

Uno scenario di questo tipo infatti potrebbe indurre gli investitori a credere che la Fed possa rinunciare a nuovi aumenti dei tassi di interesse, arrivando addirittura a valutare la possibilità di un taglio degli stessi già quest'anno.
In generale lo scenario generale resta ancora favorevole per il biglietto verde, come evidenziato dagli analisti di MPS Capital Services.

Questi ultimi segnalano che l'euro-dollaro potrebbe aver trovato un buon supporto in area 1,12/1,125, lasciando così la porta aperta ad un ulteriore rimbalzo tecnico nel breve.
Per i mesi a venire però gli esperti di MPS Capital Services si aspettano ancora un dollaro forte, alla luce di un calo di liquidità negli Stati Uniti, dei rischi politici nell'area euro e di un quadro macro debole a livello globale.


Fonte: News Trend Online

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