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Finanziari e tecnologici colpiti da tensioni a Hong Kong

29/05/2020 12:00

Durante la seduta di giovedì, gli indici azionari USA sono diventati negativi: le crescenti tensioni per la nuova legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong e gli attacchi di Donald Trump contro i social media hanno infatti generato qualche presa di profitto dopo i massimi da quasi tre mesi registrati dalle azioni americane.

I titoli finanziari e tecnologici hanno subito le perdite più consistenti a New York.
Twitter è scivolato del 4,4% perché Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per rimuovere parte delle protezioni legali di cui godono le società dei social media, dopo che, nei giorni scorsi, Twitter aveva annunciato una verifica delle informazioni contenute nei suoi tweet.

Analogamente a Twitter, anche Facebook (-1,61%) ha registrato una flessione, mentre Snap ha compiuto un rally del 7,35%, nella speranza che la malasorte di Twitter si trasformi in un’opportunità per i concorrenti. La battaglia personale di Trump contro i social probabilmente non durerà molto, se le sue accuse si dimostrano prive di fondamento.
Ma il fatto che la ripresa dal Covid ora potrebbe provocare discrete prese di profitto sui titoli tecnologici e far spostare i capitali verso settori che dovrebbero trarre maggiore beneficio dalla riapertura delle aziende costituisce un grave rischio per il comparto tecnologico USA. La minore appetibilità dei titoli tecnologici potrebbe frenare l’intera ripresa, considerando l’elevata quota di mercato dei titoli tecnologici negli indici.

Dal canto loro, i titoli finanziari sono sotto pressione per le crescenti tensioni fra gli USA e la Cina; i funzionari USA hanno detto che non “sono contenti” della nuova legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong, che restringe diritti e libertà, e che venerdì annunceranno la loro reazione alla nuova legge.

Reazione che probabilmente metterà a repentaglio lo status speciale di Hong Kong come centro finanziario globale, peggiorando le relazioni, già tese, con la Cina. Venerdì HSBC Holdings (-2,16%) è stato uno dei titoli con le maggiori perdite, Bank of China è scivolata dello 0,70%.

Il deterioramento del sentiment di mercato ha pesato anche su gran parte degli indici asiatici.
Sulla scia di dati economici contrastati, le borse di Tokyo e Sydney hanno ceduto rispettivamente lo 0,25% e lo 0,70%. Il Composite di Shanghai è sceso dello 0,11% e l’Hang Seng ha ampliato le perdite, con un calo dello 0,68%, prima di quello che potrebbe diventare un altro weekend caotico nelle strade di Hong Kong, mentre cresce il rischio di un intervento militare dalla Cina.

L’attività sul FTSE (-0,71%) e sul DAX (-1,12%) suggerisce che i titoli europei potrebbero capovolgere parte delle perdite di questa settimana prima della campanella di chiusura settimanale.

I titoli finanziari dovrebbero continuare a risentire delle apprensioni a Hong Kong, mentre assistiamo a una correzione ribassista più marcata dei titoli energetici sulla scia della stagnazione dei prezzi del petrolio.


Il greggio WTI annaspa dopo l’aumento inaspettato delle scorte di petrolio USA.
Come emerge dagli ultimi dati dell’EIA riferiti alla scorsa settimana, le scorte USA sono aumentate di 7,9 milioni di barili, rispetto al calo di 2,5 milioni stimato dagli analisti, facendo scemare l’interesse per la dinamica calo dell’offerta / aumento della domanda. I venditori sui massimi sono in agguato vicino ai $35 al barile.

Potremmo assistere a un’altra flessione verso l’area di supporto a $32/30.

Sul forex, il dollaro US è precipitato, i capitali verso i beni rifugio si sono infatti orientati verso yen, franco svizzero e oro.

L’EUR/USD è salito oltre quota 1,11 sulla scia del diffuso indebolimento dell’USD e della speranza che il pacchetto di salvataggio fiscale da 750 miliardi di euro, di cui c’è tanto bisogno, dia uno stimolo all’economia dell’Eurozona.

La recente proposta della Commissione Europea deve essere prima approvata, ma probabilmente i quattro paesi cosiddetti “frugali” alla fine parteciperanno, anche se ci sono incertezze sull’implementazione dello storico pacchetto di aiuti. Dal punto di vista tecnico, il recupero dell’euro potrebbe accelerare, se venisse sfondata la resistenza a 1,1160 (61,8% di Fibonacci) e si puntasse alla media mobile a 100 giorni, nei pressi di quota 1,1225.

Il cable testa al rialzo la resistenza in corrispondenza della media mobile a 50 giorni.

Un ulteriore calo dell’USD potrebbe fornire una botta di energia nel breve termine alla sterlina, ma le prospettive di medio termine rimangono negative, perché le apprensioni per una Brexit senza accordo probabilmente freneranno l’interesse prima dell’area 1,25/1,2515 (supporto psicologico / media mobile a 100 giorni).
I rialzi della sterlina potrebbero essere interessanti opportunità di acquisto sui massimi, mentre incombe uno stallo alla prossima tornata di negoziati sulla Brexit in programma la prossima settimana. Il Regno Unito inizierà a prepararsi a un divorzio senza accordo, se la prossima settimana non ci saranno progressi concreti nei colloqui.

Una Brexit senza accordo si rifletterebbe così più concretamente sul prezzo, provocando venti contrari per la sterlina.

Infine, si sta formando un supporto vicino a 1,3730 nell’USD/CAD, perché il venir meno del rally del petrolio inizia a pesare sul loonie (CAD). I dati sul PIL in uscita oggi dovrebbero confermare un calo del 9% a marzo.
Oltre alla stagnazione della ripresa del petrolio, le cifre sulla crescita potrebbero far preoccupare i tori del CAD, innescando qualche presa di profitto e facendo tornare l’USD/CAD di nuovo sopra la sua media mobile a 100 giorni (1,38).

By Ipek Ozkardeskaya

Autore: Swissquote Fonte: News Trend Online
 

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