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La Fed premerà il grilletto? Imminente rally della GBP

19/06/2019 14:00

La Fed premerà il grilletto?

By Arnaud Masset

Ieri l’azionario globale è schizzato alle stelle dopo che Mario Draghi ha lasciato intendere che la BCE è pronta a lanciare un’altra tornata di stimoli in caso di mancata accelerazione dell’inflazione.
L’Euro STOXX 50 ha guadagnato fino al 2,60%, attestandosi a 3.458 punti, livello massimo da inizio maggio; anche negli USA le azioni hanno trovato richieste migliori: l’S&P 500 ha toccato i 2.930 punti, in rialzo dell’1,40% durante la seduta, perché gli investitori suppongono che la Federal Reserve seguirà le orme della BCE.

Negli ultimi mesi Donald Trump ha esercitato forti pressioni sul presidente della Fed Jerome Powell, incolpandolo di aver fatto deragliare l’economia USA restringendo inutilmente le condizioni monetarie.

Vale la pena osservare che la guerra commerciale contro la Cina, innescata dal presidente Trump, ha peggiorato la situazione, perché ha accelerato il rallentamento economico globale e obbligato la Fed a interrompere il suo restringimento quantitativo e anche un altro rialzo del tasso. Sembra che alla fine Trump otterrà i tagli del tasso.
La moneta unica è scesa in modo generalizzato, l’EUR/USD ha ceduto lo 0,40%, scivolando sotto 1,1181, ma poi si è stabilizzata intorno a 1,12. L’entità modesta della flessione dell’EUR/USD suggerisce che i partecipanti al mercato prevedono che, alla riunione di maggio, anche la Fed assumerà una posizione più da colomba.

Secondo l’agenzia Reuters, però, i colleghi di Mario Draghi non si aspettavano un intervento così accomodante, hanno detto che si è accennato alla possibilità di un taglio del tasso e alla proroga degli acquisti di asset quantitativi, ma che non si era raggiunto un consenso.

Ci aspettiamo quindi toni più da colomba da Powell, ma non una svolta significativa. In effetti, le attuali condizioni economiche non giustificano una modalità accomodante a tutto tondo, soprattutto perché fra gli investitori si diffonderebbe il panico.



La BoE dovrebbe innescare un rally della GBP

By Vincent Mivelaz

Non è cambiato granché nella retorica della Banca d’Inghilterra (BoE).
Sebbene gli investitori mettano in conto un taglio del tasso entro la fine dell’anno sulla scia del rallentamento dell’attività manifatturiera, delle incertezze legate alla Brexit e delle continue dispute commerciali, i banchieri della BoE mantengono la loro impostazione da falco, preferendo alzare i tassi a un ritmo più veloce di quanto previsto dai mercati finanziari.

Perciò è molto probabile che il comunicato della BoE o i verbali della riunione di politica monetaria di giovedì continuino a suggerire un ulteriore restringimento e ciò darà una spinta alla sterlina britannica. Ma la probabilità di un movimento al rialzo rimane comunque meno ragionevole nelle circostanze attuali.

Anche se il PMI manifatturiero è entrato in territorio di contrazione, a 49,4 punti, per la prima volta dal luglio 2016 e la produzione industriale a/a è scesa del -1% ad aprile, entrando in territorio negativo per la prima volta nell’anno in corso, la crescita reale delle retribuzioni, esclusi i bonus, si è attestata al 3,4% e la disoccupazione è ai minimi storici, sostenendo l’impostazione della BoE.

La pubblicazione, il 28 giugno, del PIL riferito al secondo trimestre dovrebbe dare agli investitori un buon quadro sull’andamento futuro dell’economia britannica. Molto probabilmente i consumi interni sono cresciuti, ma la flessione degli investimenti fissi, dovuta a una potenziale Brexit dura, dovrebbe pesare sul PIL.
Di conseguenza, la probabilità che quest’anno la BoE alzi i tassi è piuttosto bassa, poiché, anche dopo la scadenza del 31 ottobre 2019, si profilano diversi scenari per la Brexit (accordo, niente accordo e proroga dell’articolo 50).

Le riunioni di politica monetaria di Fed e BoE dovrebbero fornire supporto alla coppia GPB/USD, che nel breve termine si dirige verso 1,2606.

Autore: Swissquote Fonte: News Trend Online
 


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