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Permane l’ottimismo in vista delle riunioni della BCE e del FOMC

09/09/2019 15:00

Gli stimoli globali spingono l’ottimismo

By Peter Rosenstreich

Per i partecipanti al mercato il weekend era iniziato con notizie contrastanti. A partire dal rapporto sul lavoro USA, che aveva mostrato un lieve indebolimento dei dati NFP rispetto alle attese, in linea con il recente rallentamento.
Intanto la Cina ha annunciato un taglio di 50 punti base del coefficiente di riserva obbligatoria (RRR), ora ai minimi dal 2007, per tutte le istituzioni finanziarie e, per istituti selezionati, un taglio del coefficiente RRR di 100 punti base. Questa mossa della PBoC arriva dopo il segnale di ulteriori stimoli per combattere il rallentamento economico dal Consiglio di Stato.

Dubitiamo, tuttavia, che questa mossa sia l’inizio di un ciclo aggressivo di allentamento. Le esportazioni cinesi sono calate inaspettatamente nel mese di agosto: c’è stata, infatti, una brusca frenata degli scambi commerciali con gli USA sull’onda dell’escalation della guerra commerciale.
L’USD/CNY continua a mostrare una volatilità inattesa e scambia fra 7,15 e 7,11. In vista del settantesimo anniversario della Repubblica popolare cinese, prevediamo che la valuta si stabilizzerà.

In Europa, il surplus commerciale primario tedesco, non destagionalizzato, riferito a luglio, è salito a €21,4 miliardi a fronte dei €17,4 previsti e dei €16,6 miliardi di giugno.

Il surplus corretto dagli effetti del calendario è salito da €18,0 a €20,2 miliardi, spinto dall’aumento dello 0,7% m/m delle esportazioni e dal calo dell’1,5% m/m delle importazioni. Tuttavia, anche se il dato primario appare solido, la crescita tendenziale delle esportazioni resta debole.
Vista la debolezza del motore economico dell’Europa, ora Draghi (BCE) è sotto pressione per dare un forte segnale di politica monetaria. Permane l’interrogativo sulla composizione del pacchetto di misure. Ci aspettiamo che la BCE confezioni un pacchetto che includa tagli dei tassi sui depositi, sistemi di tassi a scaglioni e nuovi acquisti di asset.

L’insieme delle misure di allentamento da economie importanti, come la Cina e la BCE, avrà un effetto positivo sulla propensione al rischio. Gli stimoli globali conteranno più delle notizie negative di breve termine. I trader del forex dovrebbero monitorare valute deteriorate come l’AUD e l’NZD in vista di un ulteriore recupero.
L’AUD/USD ha formato una base rialzista, lo sfondamento della resistenza costituita dalla media mobile a 55 giorni, pari a 0,6874, dovrebbe innescare un’estensione a 0,7101.


La Fed non prevede, né si aspetta, una recessione

By Arnaud Masset

Venerdì scorso, il presidente della Fed Jerome Powell ha partecipato a una sessione di domande e risposte a Zurigo, l’ultima opportunità per avere un aggiornamento sul pensiero della Fed circa lo stato dell’economia e della politica monetaria.

Purtroppo Powell non è stato generoso nei commenti e si è limitato a esporre posizioni e opinioni già note. Ha ribadito la sua visione positiva sulle prospettive economiche, ripetendo più volte che “l’outlook più probabile per l’economia rimane favorevole, con una crescita moderata, un mercato occupazionale forte e l’inflazione di nuovo vicina al nostro obiettivo del 2 percento”.
D’altro canto, ha avvertito che “ci sono rischi significativi come il rallentamento della crescita globale, l’incertezza sulle politiche commerciali e la persistente debolezza dell’inflazione”. Ha poi spiegato che la “crescita è stata spinta soprattutto dalla spesa dei consumatori, che rappresenta il 70% dell’economia, i consumatori sono forti, come pure il settore dei servizi.

Il settore manifatturiero e gli investimenti delle aziende sono stati più deboli, al momento risultano piatti o in lieve ribasso, ma rappresentano una parte più piccola dell’economia. Alla fine ha ripetuto che la Fed non gestisce la politica commerciale, né esprime la sua opinione a riguardo, ma ha ricordato che “l’incertezza intorno alla politica commerciale frena gli investimenti di alcune società”.
Niente di nuovo. I mercati speravano di ottenere notizie più ghiotte. Dovranno aspettare un’altra settimana.

Nel complesso, crediamo che i commenti puntino a un taglio di 25 punti base alla riunione del FOMC di settembre. Il mercato ha già iniziato a scontare lentamente una sforbiciata di 50 punti.

Stando ai future sul tasso dei Fed Fund, c’è solo una probabilità del 4% di una mossa del genere il 18 settembre, rispetto al 25% di una settimana fa.

Autore: Swissquote Fonte: News Trend Online
 


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