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Segnali deboli, riemergono i vecchi demoni della TRY

08/07/2019 14:30

Segnali deboli in questo lunedì estivo

By Peter Rosenstreich

Mentre le piazze asiatiche si preparavano alla chiusura, i mercati europei hanno aperto in rosso. I dati solidi sull’occupazione USA, pubblicati venerdì, hanno fermato temporaneamente le speculazioni su un taglio del tasso di 50 punti base dalla Fed a luglio.
Il mercato aveva scontato interamente un taglio di 25 punti base per questo mese, ma sono rientrate le voci su un ulteriore allentamento. Al momento si mette in conto un taglio da 100 punti base per il 2019, ma la resilienza dell’economia USA mette a rischio questa previsione. I rendimenti dei titoli di Stato sono rimbalzati marginalmente, sulla scia dei dati, inaspettatamente forti, sul mercato occupazionale USA.

Pur avendo subito un rallentamento, negli USA la crescita dell’occupazione rimane robusta, se si considerano i dieci anni di espansione economica. I rendimenti dei decennali USA sono saliti di 8 punti base, al 2,03%, dando uno stimolo all’USD contro le altre valute G10. Questa settimana il fattore determinante tornerà a essere l’incertezza legata agli scambi commerciali.
I negoziati fra Cina e USA dovrebbero riprendere già questa settimana. Dai lanci d’agenzia pare che Huawei sarà l’argomento principale nelle prossime tornate di negoziati.

Nel frattempo sembra scemare (poiché in sostanza non è cambiato nulla) la buona volontà emersa dal comunicato del G20 della scorsa settimana, in cui si condannava il protezionismo con la promessa che le banche centrali avrebbero sostenuto l’espansione economica.

Gli ultimi dati in arrivo dalla Germania indicano che il motore della crescita economica europea continua a perdere colpi. Nello specifico, in Germania il settore dell’automobile è stato danneggiato dal calo della domanda cinese. A questo punto, neanche gli stimoli della BCE basteranno a sostenere le rosee previsioni economiche della Germania.
Nemmeno il previsto allentamento monetario ha portato a una distensione delle controversie commerciali e questo pesa sulla fiducia e sul sentiment. Il sentiment per l’azionario europeo è migliorato in previsione di una politica monetaria più accomodante. Tuttavia, un riprezzamento più marcato dovrà essere accompagnato dalla ripresa economica, per cui le prospettive si sono indebolite.

Il trading estivo e l’assenza di notizie fanno presagire brusche oscillazioni della volatilità, piuttosto che un puro trading direzionale.


Riemergono i vecchi demoni della TRY

By Vincent Mivelaz

Probabilmente i mercati si prenderanno un po’ di tempo per valutare l’impatto globale della notizia di sabato circa il licenziamento del governatore della banca centrale turca (TCMB) Murat Cetinkaya, il cui mandato era iniziato nell’aprile del 2016.

Le discussioni costruttive al vertice G20 fra il presidente turco Tayyip Erdogan e il presidente USA Donald Trump avevano dato sollievo alla lira turca nelle ultime settimane. Ma probabilmente ci sarà un’inversione di tendenza; la tempistica per una modifica della forward guidance della banca centrale turca è, infatti, pessima, visti il calo significativo del vantaggio sulle operazioni di carry trade in TRY e il rafforzamento del dollaro; le previsioni sui tagli del tasso della Fed passano infatti in secondo piano dopo i dati ottimistici sul lavoro.

Gli investitori tornano quindi a interrogarsi sull’indipendenza della TCMB, cosa che lo scorso anno era costata alla TRY un forte deprezzamento contro le valute major (USD/TRY: +40%) e che aveva esercitato pressioni sul settore bancario turco.

Questo scenario potrebbe ripresentarsi perché un rapido dietrofront della politica monetaria verso tagli del tasso alla prossima riunione di politica monetaria, in calendario il 25 luglio 2019, probabilmente confermerà il comunicato, esercitando pressioni al rialzo sull’inflazione turca.
La valutazione di giugno di Moody’s sul credito sovrano della Turchia, il cui rating spazzatura è peggiorato ulteriormente (da Ba3 a B1), e la notifica, a un gruppo di 18 banche, inclusi i due istituti statali Ziraat Bank e Vakifbank, circa il deterioramento dei loro profili di credito, confermano la vulnerabilità del settore finanziario turco a misure estreme di politica monetaria.

In prospettiva, è dunque prevedibile un rally sostenuto della coppia USD/TRY.

Dopo essere rimbalzato dal minimo da 2 mesi a 5,5967 (minimo 04/07/2019), ora l’USD/TRY scambia a 5,7260 e nel breve termine si dirige verso 5,80.

Autore: Claudio Zanetti Fonte: News Trend Online
 


TAG:

Analisi tecnica Banche Economia Europa Mercati Segnali Usa

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Enel Moody's corporation Usd-try


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