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Borsa italiana stabile: Ftse Mib invariato

13/09/2017 17:54

Borsa italiana stabile: Ftse Mib invariato.

Mercati azionari europei in leggero rialzo. Wall Street poco mossa: a ridosso della chiusura delle borse europee, S&P 500 -0,1% (nuovo massimo storico intraday), Nasdaq Composite -0,1%, Dow Jones Industrial invariato. A Milano il Ftse Mib ha terminato invariato, il Ftse Italia All-Share a -0,02%, il Ftse Italia Mid Cap a -0,23%, il Ftse Italia Star a +0,05%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che negli USA l'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che, nella settimana terminata lo scorso 8 settembre, le scorte di petrolio sono aumentate di 5,888 milioni di barili.

Le stime degli analisti erano fissate su un incremento di 3,238 milioni barili. L'indice grezzo dei prezzi alla produzione USA ha evidenziato, nel mese di agosto, un incremento dello 0,2% su base mensile dopo il calo dello 0,1% della rilevazione precedente. Su Base annuale il PPI è salito del 2,4% (consensus +2,5%).
Eurostat ha reso noto che nel mese di luglio la produzione industriale della Zona Euro e' cresciuta del 3,2% su base annua. A giugno la produzione era cresciuta del 2,8%, rivista da +2,6%. Su base mensile la produzione industriale ha registrato una crescita dello 0,1% in linea con le attese ma superiore rispetto alla rilevazione precedente (-0,6%).

Eurostat ha reso noto che nel secondo trimestre del 2017 il numero degli occupati nella Zona Euro e' cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente (consensus +0,3%). Su base annuale il numero degli occupati è salito dell'1,6% rispetto allo stesso periodo del 2016. Nel Regno Unito l'ONS (Ufficio Nazionale di Statistica) e l'ILO (International Labour Organization) rendono noto che nel trimestre maggio-luglio il tasso di disoccupazione si e' attestato al 4,3%, in calo rispetto al trimestre precedente e al consensus, entrambi fissati al 4,4%.

Ad agosto il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione e' diminuito di 2.800 unita' (le aspettative erano fissate su un incremento di 600 unità). In Germania l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all'inflazione di agosto. L'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1% su base mensile ed è aumentato dell'1,8% su base annuale, in linea con le attese e con la rilevazione precedente.
L'indice armonizzato è cresciuto dello 0,2% su base mensile ed è cresciuto dell'1,8% su base annua.

Positivi i bancari con l'indice Ftse Italia Banche a +0,41%. In verde Intesa Sanpaolo (+0,69%) e UniCredit (+0,06%) che hanno ceduto l'11,176% del capitale di Eramet (Intesa il 7,114% e UniCredit il 4,062%) incassando complessivamente 169,4 milioni di euro.

Sale anche Mediobanca (+0,63%): Pirelli ha comunicato la disdetta disdetta sull'intera quota dell'1,79% apportata al patto di sindacato che controlla Piazzetta Cuccia con il 30,69%. Banco BPM (+1,68% a 3,27 euro) in evidenza grazie a UBS che ha avviato la copertura sul titolo con raccomandazione buy e target a 4,00 euro.
Si segnala inoltre che il servizio Ifr di Reuters riferisce che la banca guidata da Giuseppe Castagna ha dato mandato a un gruppo di banche per avviare colloqui con investitori istituzionali in vista del lancio di un'obbligazione subordinata di tipo Tier 2 di importo benchmark a 10 anni. Secondo indiscrezioni la raccolta ordini per il bond potrebbe partire domani giovedì 14 settembre.

Banca Intermobiliare (+6,01%) in netto rialzo. Si avvicina la fine del mese di settembre, termine indicato dalla controllante Veneto Banca in liquidazione per la stipula del contratto di vendita della quota dell'80,5% di Bim.

Giovedì scorso Veneto Banca ha comunicato che Attestor Capital e BRM Barents sono stati ammessi alla fase finale per la discussione e negoziazione delle rispettive offerte, senza vincoli di esclusiva. Secondo indiscrezioni anche Warburg e JC Flowers avevano presentato offerte.

*Accelerano nel finale Unipol Gruppo Finanziario (+2,38%), *Yoox Net-A-Porter Group (+2,21%), Buzzi Unicem (+1,37%) e UnipolSai (+1,24%).

*In rialzo Saipem (+0,90%) e Tenaris (+1,62%) *grazie al greggio che sale sui massimi da giovedì scorso, nonostante i dati EIA sulle scorte settimanali USA, cresciute ben oltre le attese.

Ieri l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) ha alzato la stima di crescita della domanda mondiale di greggio nel 2017 a 96,8 milioni di barili al giorno (+1,42 milioni di barili rispetto al 2016). Inoltre secondo Bloomberg, OPEC e paesi alleati stanno discutendo di un'estensione dei tagli alla produzione oltre marzo 2018: una decisione in tal senso potrebbe essere presa nel meeting di fine novembre.
Resta attardata Eni (+0,07%) che a inizio pomeriggio ha annunciato un accordo di cooperazione con China National Petroleum Corporation (CNPC) "al fine di collaborare in Cina e all'estero nei settori dell'esplorazione e produzione di olio e gas, gas e GNL, trading e logistica, raffinazione e petrolchimica".


Mediaset (-4,98% a 2,94 euro) accelera al ribasso nel pomeriggio e tocca a 2,9160 euro il minimo da fine 2016.

Oggi Macquarie ha peggiorato il giudizio sul titolo da outperform a underperform e ridotto il target da 4,30 a 2,10 euro. Gli analisti della banca australiana hanno giustificato il drastico cambio di opinione su Mediaset spiegando che la precedente valutazione era basata sull'ipotesi di lancio di OPA da parte di Vivendi (+2,78%), ipotesi che ora sembra allontanarsi a causa degli ostacoli posti dalla regolamentazione italiana.
Ricordiamo che oggi si riunisce il Consiglio dell'AgCom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni): secondo indiscrezioni (nell'ordine del giorno l'argomento non è presente) potrebbe essere discussa una proposta presentata da Vivendi per congelare i rilievi di violazione delle norme del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi che imporrebbe al gruppo di cedere entro un anno dalle contestazioni dello scorso aprile le quote di Telecom Italia o, in alternativa, di Mediaset.

Sempre secondo indiscrezioni la proposta prevede il passaggio delle quote eccedenti il 9,99% di Mediaset a un "blind trust", operazione che permetterebbe ai francesi di evitare la vendita forzata della quota del gruppo di Cologno Monzese.

Si conferma debole Luxottica (-2,24%) su indiscrezioni secondo cui le autorità antitrust europee avrebbero preoccupazioni in merito alla fusione da 46 miliardi di euro tra il gruppo italiano e la francese Essilor International (-2,33%) annunciata a inizio anno.

La Commissione europea dovrebbe sottoporre alle due società le sue rilevazioni in settimana, per poi pronunciarsi, il 26 settembre, in merito alla richiesta di approvazione dell'operazione presentata il 22 agosto scorso. Già una decina di giorni fa Margrethe Vestager, commissaria UE per la Concorrenza, aveva dichiarato che la fusione richiederà un'accurata verifica da parte delle autorità antitrust europee.

Telecom Italia (-0,82%) in calo. Il Sole 24 Ore scrive che l'ipotesi di nomina di Amos Genish ad amministratore delegato nella riunione del cda di fine mese potrebbe slittare.

Si attende infatti la decisione del governo sull'eventuale esercizio dei poteri speciali: la riunione decisiva del comitato golden power è prevista per il 25 settembre. L'azionista di controllo Vivendi potrebbe decidere di attendere la chiusura del processo prima di procedere alla nomina al vertice di Telecom del suo ex Chief Convergence Officer, attualmente Direttore Operativo della compagnia telefonica ma con un contratto di consulenza.

Utility in flessione anche oggi, ancora appesantite dalla debolezza dell'obbligazionario eurozona.

L'indice EURO STOXX Utilities segna -0,7%. A Milano perdono quota soprattutto Terna (-1,36%) e Italgas (-0,97%): quest'ultima intende crescere in Italia anche per linee esterne. Lo ha fatto capire ieri l'a.d. Paolo Gallo a margine della cerimonia di festeggiamento per i 180 anni del gruppo a Palazzo Madama, Torino.
Il manager ha dichiarato che è sostanzialmente pronta un'offerta vincolante per le attività italiane della distribuzione di gas messe in vendita dalla spagnola Gas Natural Fenosa. L'intento è quello di aggiudicarsi gli asset, ma senza strapagarli. Italgas dovrà affrontare la concorrenza quasi sicura di 2i Rete Gas (controllata dai fondi F2i e Ardian), mentre Engie e Green Network sembrano interessate alla divisione vendita.

Le ultime indiscrezioni riferiscono però del possibile inserimento della cinese Shanghai DaZhong che punterebbe invece all'intero pacchetto e per questo motivo potrebbe essere avvantaggiata.

Vendite su Digital Bros (-5,19%). La società del digital entertainment ha pubblicato stamane i risultati dell'esercizio chiuso il 30 giugno 2017.
Il periodo ha visto ricavi lordi in crescita del 29,2% a 142,4 milioni di euro, ma un utile netto di 11,3 milioni in contrazione di 9,9 punti percentuali.

*Netta flessione per ePrice (-7,53%) *che ha chiuso la prima metà dell'anno con una perdita da 10,33 milioni di euro a fronte di un utile da 8,48 milioni registrato nello stesso periodo del 2016.

I ricavi sono però cresciuti del 9% a 91,22 milioni e il GMV (gross merchandise value, ovvero la spesa effettiva dei clienti sui siti di e-Commerce e sul marketplace) è aumentato del 12,8% a 121,5 milioni di euro.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)

Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online
 

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