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Bomba Irpef: crolla la busta paga e si annullano i bonus

03/06/2020 08:38

Una bomba è pronta a sganciarsi sulla nostra busta paga e sui bonus elargiti dal Governo: quella dell'Irpef. Se da più parti, anche quelle più vicine al premier Giuseppe Conte, è stata messa in evidenza la necessità di alleggerire il cuneo fiscale, di ampliare il bonus da 80 euro in busta paga ad una più amplia platea di contribuenti e si è messa in evidenza la necessità di rafforzare la detrazione d'imposta decrescente è anche vero che tutto rischia di essere annullato dall'Irpef.

La trappola dell'Irpef, che strangolerebbe la busta paga dei lavoratori e del loro bonus, ipoteticamente potrebbe coinvolgere qualcosa come 900mila lavoratori.

Irpef: una trappola in agguato per la busta paga ed il bonus

Iniziamo a spiegare le cose con un po' di ordine.

L'emergenza innescata dal coronavirus ha scombinato un po' le regole del gioco. Comprese quelle legate al riassetto tributario italiano che sarebbe dovuto esser partorito proprio in questi giorni. Il Governo si è trovato costretto a mettere sul piatto tutta una serie di bonus per aiutare sia i lavoratori che hanno continuato a lavorare, che quelli rimasti a casa senza lavoro.

Per il bonus 80 euro in busta paga in questi giorni ha iniziato a circolare l'ipotesi secondo la quale dovrebbe salire fino a 100 euro, ma che, soprattutto, dovrebbe coinvolgere una platea più ampia di lavoratori dipendenti.

Uno degli altri sussidi messi in campo sarebbe quello della detrazione d'imposta crescente riservata ai contribuneti con un reddito compreso tra i 28 ed i 40 mila euro annui. In questo caso è necessario aprire una piccola nota: se l'ampliamento della platea dei beneficiari del bonus è un correttivo strutturale, che potrà valere anche per gli anni successivi; lo stesso non vale per la detrazione d'imposta, che sarà valida solo e soltanto per il secondo semestre 2020.

Secondo la Banca d'Italia, questo tipo di scenario potrebbe presentare degli aspetti che definirli paradossali è dir poco.

Per poter capire questa nostra definizione è necessario comprendere il concetto di aliquota marginale: nel caso in cui ci sia un aumento del reddito in termini di imposte, si arriverà a perdere i trasferimenti monetari e i contributi.

Come cambia la busta paga con Irpef e bonus

Cerchiamo di andare un po' nello specifico e di capire come cambi la nostra busta paga, quando si incrociano l'Irpef ed il bonus.

Con il nuovo assetto, l'aliquota arriverà a superare il 100%: questo significa che per quasi 900mila lavoratori, con un reddito compreso tra i 28 ed i 30 mila euro nel 2021, avrebbero una convenienza maggiore a ridurre il proprio reddito imponibile per aumentare quello netto.


Proviamo a fare un esempio, così è più facile rendersi conto di quanto stia accadendo.
Nel caso in un lavoratore aumentare anche solo di un euro il proprio guadagno, mettiamo i caso che passasse da 29.000 a 29.001 euro, il reddito netto disponibile passerebbe da 22.600 a 21.400 euro (per effetto della maggiore aliquota Irpef che andrebbe a pagare). Calcolatrice alla mano, questo significa perdere qualcosa come 1.200 euro. 

Per poter portare i reddito netto (o quello disponibile che dir si voglia) a 22.600 cosa dovrebbe fare il lavoratore? Dovrebbe riuscire a far crescere il reddito lordo fino a 30.140 euro.

Fermo restanto che gli importi in busta paga, soprattutto per i dipendenti, non sono contrattabili facilmente, l'alternativa più corretta sarebbe quella di confermare la detrazione aggiuntiva anche dopo il 2020. In questo caso lo Stato di ritroverebbe a perdere qualcosa come 3 miliardi di euro.

Il Governo salverà la nostra busta paga?

 

L'obiettivo del Governo giallorosso, in una primo momento, sembrava quello si introdurre una patrimoniale.

Le numerose proteste, che si sono alzate nei giorni successivi all'uscita dell'indiscrezione, hanno fatto sì che l'esecutivo cambiasse le carte in tavola, parlando di una grande riforma della tassazione in Italia.
Il nodo intorno al quale dovrebbe svilupparsi tutto il fisco dovrebbe essere quello della progressività. In estrema sintesi, chi guadagna di più deve pagare più tasse.

Tra le mille proposte che sono circolate, c'è anche chi ha pensato di cancellare le aliquote, chi ha pensato di agire sugli scaglioni e chi ha pensato di sostituirli con un algoritmo, che possa assegnare ad ogni singolo contribuente un'aliquota specifica in base a quanto guadagna.

In estrema sintesi possiamo dire che per il momento ci sono troppe idee, a volte fin troppo confuse. Il Governo giallorosso sembrerebbe convinto ad andare fino in fondo e varare una bella riforma fiscale. Che molto probabilmente penalizzerà le tasche dei contribuenti: non importa che siano dei lavoratori dipendenti o dei ricchi possidenti terrieri.
Ma soprattutto ignorando le richieste che arrivano da più parti, che propendono per un reale abbattimento della pressione fiscale in modo da dare una vera e propria boccata d'ossigeno a professionisti, imprese e famiglie.

 

Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online
 

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