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Ftse Mib: spunti di trading. Azimut e FinecoBank sotto la lente

18/09/2019 07:50

L'analisi del Ftse Mib

Ancora una seduta in calo a Piazza Affari che dopo il ribasso accusato in avvio di settimana a continuato a perdere terreno ieri.

Il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 21.801 punti, con una flessione dello 0,76%, accusando la peggiore performance in Europa.

A penalizzare Piazza Affari ieri hanno contribuito da una parte il netto allargamento dello spread BTP-Bund che ha appesantito il settore bancario, dall'altro la performance negativa dei titoli oil sulla scia del deciso ritracciamento del petrolio.

Il Ftse Mib nelle battute iniziali ha anche a provato a rimbalzare, ma dopo essersi avvicinato a quota 22.000 punti è tornato a perdere terreno, fermandosi in area 21.800.

Con discese al di sotto di questo sostegno la flessione dell'indice proseguirà in direzione di area 21.500, dove verrà chiuso il gap-up del 4 settembre scorso.

L'eventuale cedimento anche dei 21.500 punti aprirà le port ad ulteriori ribassi verso i 21.250 punti prima e in seguito in direzione di area 21.000, in corrispondenza della quale è atteso un ritorno degli acquisti.

Solo con un ritorno del Ftse Mib al di sopra dei 22.000 punti si potrà assistere ad un recupero verso i 22.180 punti, dove verrà chiuso il gap-down lasciato aperto in avvio di settimana.

Oltre area 22.200 l'indice si spingerà in avanti verso i massimi dell'anno ni area 22.350, violata la quale ci sarà spazio per un test dei 22.500 punti, con proiezioni successive a 22.800 punti prima e a 23.000/23.100 punti in seguito.

Azimut: buona impostazione rialzista in attesa di un nuovo innesco

Conclusione leggermente positiva per Azimut ieri che si è mosso in controtendenza rispetto al Ftse Mib, con un progresso dello 0,23%.

Il titolo continua a mostrare segnali di forza dopo quello di lunedì, quando ha contenuto le perdite rispetto all'indice di riferimento.

Gli ultimi giudizi espressi dalle banche d'affari su Azimut sono improntati alla cautela, visto che Equita SIM lunedì scorso ha ribadito la raccomandazione "hold", con un prezzo obiettivo a 16 euro, e lo stesso rating è stato reiterato da Banca IMI, con un target price a 17,7 euro.

La conferma di questa due giudizi è arrivata dopo le indicazioni contenute nella Lettera al Risparmiatore dello scorso fine settimana che ha confermato le linee guida strategiche fornite da Azimut in occasione dell'Investor Day di inizio giugno.

Dal punto di vista tecnico il titolo conferma una buona impostazione dopo il recupero dai minimi di luglio in area 15,2 euro e ora sta lottando con la soglia dei 17 euro, messa sotto pressione a partire dalla sessione del 5 settembre.

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Con conferme al di sopra di questo livello Azimut dovrà confrontarsi con due livelli intermedi a 17,15 e a 17,3 euro, prima di un approdo in area 17,5 euro.

L'ostacolo più importante da superare sarà quello dei 17,65/17,7 euro, violato il quale per Azimut si apriranno le porte per un ritorno in area 18 euro prima e in seguito sui top dell'anno a 18,16 euro.


Molto positiva sarà la violazione di questo massimo che vedrà il titolo allungare verso i top del 2018 a 19/19,1 euro.

Al ribasso un primo campanello di allarme per Azimut scatterà con discese sotto i 16,6/16,5 euro, visto che la rottura di tale soglia sarà foriera con buona probabilità di un'accelerazione ribassista verso i 16 euro prima e i 15,7/15,6 euro in un secondo momento.

L'eventuale abbandono di area 15,7/15,6 euro farà aumentare il rischio di un ribasso più ampio tale da riportare Azimut sui minimi di agosto in area 15,2 euro.

FinecoBank: quadro tecnico ancora precario.

Si torna sui minimi 2019?

Diversamente da Azimut, ieri FinecoBank ha vissuto una seduta molto pesante, accusando un ribasso del 4,14% a 9,36 euro, che lo ha portato a registrare una delle peggiori performance tra le blue chips.

Il titolo mostra indubbiamente una maggiore volatilità rispetto ad Azimut ed è caratterizzato da una struttura tecnica ben più fragile, come testimoniato anche dall'andamento degli ultimi mesi e in particolare delle ultime settimane.

Mentre Azimut si trova circa un euro più in basso i massimi dell'anno, FinecoBank mostra la stesa distanza ma dai minimi del 2019, aggiornati nella sessione del 16 agosto a 8,42 euro.

Un livello dal quale si è pure avuto un bel recupero che per ora è stato bloccato dalla soglia dei 10 euro, visto che l'avvicinamento di questo livello ha riportato pesanti vendite sul titolo.

FinecoBank non più tardi di ieri si è fermato a poca distanza dal supporto dei 9,3 euro, la rottura del quale spingerà verso i 9,2 euro che difficilmente riusciranno ad arginare la discesa.

Per il titolo infatti sarà elevato il rischio di un ritorno in area 9/8,9 euro, sotto cui sarà importante la tenuta del supporto a 8,8 euro.

Con lo sfondamento di questo sostegno FinecoBank con buona probabilità vedrà un'accelerazione ribassista verso i minimi dell'anno in area 8,4 euro.

Molto negativo sarà l'abbandono di questo livello che proietterà le quotazioni verso gli 8,2 e gli 8 euro in prima battuta.

La tenuta di area 9,3 euro potrebbe favorire un primo recupero di FinecoBank verso i 9,5 euro, ma sarà ben più importante un allungo in direzione dei 9,95/10 euro.

Solo oltre questa barriera diventerà più credibile un allungo del titolo verso i 10,2 e i 10,5 euro, prima di pensare ad un ritorno sui massimi di luglio in area 10,75/10,8 euro, il raggiungimento dei quali appare prematuro almeno per il momento.

Fonte: News Trend Online
 


TAG:

Analisi Bull or bear Ftse mib Maximum Minimum Supports and resistances Trading

GRAFICI:

Azimut Crude oil Finecobank Ftse mib Gap inc Spread btp-bund 10y


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