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Petrolio: dopo il crollo, la rimonta. ActivTrades lancia due CFD per investire sul prezzo spot del greggio

03/06/2020 09:39

Il petrolio è senz’altro stato uno degli strumenti finanziari protagonisti in questi ultimi mesi. Dapprima con il crollo senza precedenti di fine aprile e poi con la rimonta delle ultime settimane. Si colloca in questo scenario, di forte volatilità e grande interesse verso l’oro nero il lancio di due nuovi prodotti da parte di ActivTrades, per poter investire sul petrolio senza dover fare il rolling fra le scadenze dei futures. Sono infatti disponibili due CFD sul prezzo di WTI e Brent che permettono ai trader di non dover effettuare il rollover su questi strumenti.  I Cfd (contratti per differenza) di ActivTrades consentono infatti di replicare in modo lineare l’andamento di un’attività sottostante (in questo caso rappresentata appunto dal prezzo spot del petrolio WTI americano e del Brent europeo). Con i Cfd non sono previste commissioni ma solo il “costo implicito” di bid/ask spread praticato dal broker. Se si vogliono mantenere aperte posizioni in overnight (ossia per uno o più giorni) è previsto il pagamento di un tasso swap, mentre se si opera nell’intraday (ossia quando si aprono e chiudono le posizioni nel corso della stessa giornata) non sono previsti costi aggiuntivi. Questi contratti non hanno scadenza a differenza dei tradizionali CFD sui futures del petrolio con scadenza, che permangono nell’offerta di ActivTrades.

È ancora il momento di acquistare petrolio?

Con i CFD di ActivTrades è possibile fare trading sia long che short sul petrolio, quindi le occasioni sui mercati non mancano.

Esaminiamo lo scenario degli ultimi mesi sul petrolio. Nel mese di aprile le quotazioni del petrolio hanno messo a segno un impressionante crollo, scivolando per la prima volta in territorio negativo. Alla base del collasso dei prezzi troviamo un ampio ventaglio di fattori, riconducibili al temporaneo blackout della domanda, a sua volta derivante dalla frenata economica generata dal coronavirus. Riassumendo il tutto, il repentino quanto improvviso calo globale della domanda, quantificabile in circa 30 milioni di barile al giorno, ha determinato un clamoroso sold-out nei magazzini americani. 

Il punto di riferimento per il trading sul petrolio è dato dai Contratti future su WTI e Brent scambiati al CME, che hanno appunto una scadenza, data in cui viene scambiato un certo numero di barili di petrolio ad un determinato prezzo, appunto quello cui si è acquistato il contratto. Per la scadenza di maggio, i costi di stoccaggio erano saliti spaventosamente, divenendo proibitivi in una fase in cui gran parte delle strutture erano occupate già da altre scorte petrolifere non consumate. Questa particolarissima situazione ha fatto sì che nella giornata del 20 aprile gli investitori fossero pronti a pagare pur di non doversi trovare costretti a ricevere ingenti quantitativi di petrolio, senza la possibilità di stoccarli. Le scadenze successive non sono scese in negative, generando quello che tecnicamente viene definito contango, ossia prezzi maggiori per le scadenze più lontane nel tempo.

Lo scenario è però cambiato radicalmente nel mese di maggio, quando gli investitori hanno iniziato a puntare su una progressiva riapertura dei vari paesi e, conseguentemente su una ripresa della domanda, accompagnata da una riduzione della produzione (e dalla chiusura di alcuni impianti negli Stati Uniti, non in grado di sopravvivere a prezzi troppo bassi).

Crollo e ripresa del prezzo del petrolio (grafico da ActivTrader)
fonte: ActivTrader platform



Il prezzo del petrolio ha via via ripreso vigore, con il WTI che ha chiuso il mese di maggio in area 35 dollari al barile, mentre il Brent è arrivato oltre i 38 dollari al barile. Questo anche grazie ai tagli alla produzione decisi dall’OPEC in questi mesi. Lo scenario, a questo punto, è quello di un petrolio in netta ripresa, ma le incertezze restano dietro l’angolo. Prima fra tutte il rischio di una recessione globale nei prossimi mesi, con il rischio di un calo della domanda. Ma anche un’eventuale seconda ondata del coronavirus potrebbe frenare nuovamente la domanda di greggio. La volatilità pare dunque destinata a rimanere elevata sul petrolio, con numerose opportunità per investire sul petrolio, anche grazie ai cfd spot e futures offerti da ActivTrades.


Analisi a cura di Carlo Alberto De Casa, capo analista presso ActivTrades
Fonte: www.activtrades.com
 
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



TAG:

Cfd Petrolio Futures

AUTORI:

Carlo alberto de casa

GRAFICI:

Crude oil Future plc Oro

TRADERPEDIA:

Futures Investitori Petrolio Volatility (chaikin's)


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