I fondi speculativi restano short sul mercato

Gaetano Evangelista Gaetano Evangelista - 04/01/2023 16:03

Apple scende dal piedistallo, ma è crisi nera per tutto l'universo Growth. Di converso, si difendono meglio Piazza Affari ed in generale i listini Value. Nel caso della borsa italiana nessuna meraviglia, alla luce del boom di utili generato negli ultimi dodici mesi.
 

Piazza Affari conferma i buoni segnali di lunedì, con uno spunto che eclissa in ampia misura il tonfo sperimentato nella prima metà di dicembre. La sollecitazione esemplare della solita, puntuale media mobile a 200 giorni dunque produce l’attesa reazione. Resta da vedere ora se e in che misura agirà l’azione di disturbo della borsa USA.
Il club esclusivo americano si restringe sempre di più. Le società che vantano una capitalizzazione di mercato trilionaria si sono dimezzate da sei a tre. Tesla e Meta non fanno più parte della Top Ten e ieri anche Apple ha dovuto lasciare il piedistallo di unica compagnia dal valore superiore ai 2000 miliardi di dollari. Il segmento Growth continua ad esercitare la sua maledizione nei confronti degli adepti, ma la crisi ha una solida base razionale, e trova spiegazione nel segnale primario di inversione di tendenza scattato l’anno scorso in primavera, nei confronti del più promettente comparto Value.
Sotto questa prospettiva, non sorprende che Piazza Affari ed il Footsie britannico abbiano più chance e generino performance migliori. Con il FTSE MIB che, peraltro, dopo anni di purgatorio finalmente si propone con la sua inedita leadership in termini relativi: negli ultimi dodici mesi gli utili per azione sono esplosi del 75%, di gran lunga più e meglio della dinamica globale, a singola cifra; mentre gli EPS dell’Eurozona, Italia inclusa, crescono di “appena” il 18%.
Sono rimaste ormai 24 ore alla chiusura del primo setup stagionale di questo inverno, e sebbene come dettagliato nel rapporto di ieri la nostra attenzione si rivolga più verso gli indicatori che abbiamo in casa, che l’anno scorso hanno anticipato in modo spettacolare la debacle del 2022; sarà ad ogni modo istruttivo verificare con quale piede intende partire il mercato.
Come riportato nel CoT Index Report, i fondi speculativi sono net short sui future sugli indici azionari americani per oltre 100 miliardi di dollari. Il saldo netto negativo qui è stato conseguito a marzo, e non più abbandonato: una posizione fino ad ora felice e profittevole, che evidentemente non appare in procinto di essere neutralizzata né tantomeno ribaltata a stretto giro.

 

a cura di Gaetano Evangelista

www.ageitalia.net

 

 

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