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Il reddito di cittadinanza abolito: cosa c’è di vero?

30/11/2021 13:01

Nel corso degli ultimi mesi, è capitato spesso che siano state diffuse notizie ed indiscrezioni in merito ad una possibile abolizione del reddito di cittadinanza che avrebbe potuto condurre così ad una sospensione, sia temporanea che, in alcuni casi, definitiva, del sostegno al reddito per i nuclei familiari.

Tuttavia, per i cittadini diventa fondamentale comprendere quali siano effettivamente gli aspetti e le cause che potrebbero andare a determinare la perdita completa del reddito di cittadinanza, in ottemperanza delle disposizioni fornite da parte della squadra di Governo. In tal senso, infatti, è necessario sottolineare che l’esecutivo ha previsto alcune situazioni particolari che rappresenterebbero fattori di rischio per la decadenza del diritto ad usufruire della carta reddito di cittadinanza.

Vediamo, quindi, cosa c’è di vero in merito alle notizie che vedono il reddito di cittadinanza abolito, quali sono gli aspetti che potrebbero provocare la sospensione temporanea del beneficio del RdC o la sua definitiva eliminazione.
 

Reddito di cittadinanza abolito: le novità sulla decadenza del beneficio

In seguito alla nomina di Mario Draghi come attuale Presidente del Consiglio dei Ministri e, dunque, con la formazione della nuova squadra dell’esecutivo avvenuta soltanto agli inizi dell’anno 2021, si sono susseguite varie indiscrezioni in relazione ad una possibile imminente abolizione del reddito di cittadinanza.

Effettivamente l’attuale premier Draghi si è più volte espresso contrario al sostegno del RdC, considerandolo inadeguato a portare avanti i motivi e gli obiettivi per cui era stato introdotto nel 2019 dal Movimento 5 Stelle, ovvero quello di incentivare la ricerca di un’occupazione lavorativa.

Tuttavia, nonostante il clima di incertezza in cui si trova attualmente il reddito di cittadinanza, il rischio di un’abolizione definitiva di tale sostegno risulta essere assai lontano. Ciononostante, con il rifinanziamento che sarà previsto con la nuova Legge di Bilancio 2022, dal Governo Draghi, potrebbero essere disposte nuove modifiche e cambiamenti in relazione al sostegno del RdC, che andrebbero così a ridefinire il sistema dei pagamenti e la platea di potenziali beneficiari del beneficio.

Bisognerà però aspettare ancora qualche settimana per poter avere un quadro completo di tutte le novità sul reddito di cittadinanza, che potrebbero entrare in vigore a partire dal prossimo gennaio 2022, con la nuova Manovra finanziaria.

 

Perdita dei requisiti: perché viene abolito il reddito di cittadinanza

Dunque, una volta chiarita la natura della notizia che vede come protagonista il reddito di cittadinanza abolito, è necessario anche precisare quali sono tutti i casi che potrebbero portare ad una sospensione o addirittura ad una decadenza del diritto al RdC.

A questo proposito, come riportato all’interno dell’apposita sezione del sito governativo dedicato al Reddito di Cittadinanza, è possibile individuare alcuni fattori principali che determinerebbero la perdita del reddito di cittadinanza. Tra questi, rientrano i casi in cui uno o più componenti del nucleo beneficiario decidono di non effettuare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro oppure di non sottoscrivere al documento legato al Patto per il lavoro oppure al Patto per l’inclusione sociale.

Inoltre, si potrebbero verificare anche dei casi in cui i componenti titolari del reddito di cittadinanza non aderiscano ai progetti utili alla collettività del proprio Comune oppure che non partecipano alle iniziative di riqualificazione o di formazione, senza un giustificato motivo. In entrambe le situazioni, questi fattori andrebbero a determinare una perdita del reddito di cittadinanza nei confronti dell’interno nucleo familiare.

A questo proposito, è opportuno sottolineare che potrebbero andare incontro alla decadenza del reddito di cittadinanza, anche quei cittadini che decidono di rifiutare più di tre offerte di lavoro, che sarebbero state congruamente corrisposte.
 

Abolizione del reddito di cittadinanza: i motivi principali

Secondo quanto evidenziato dal sito governativo sul reddito di cittadinanza, gestito da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, vi sono delle situazioni in cui i cittadini non rispettano una serie di condizioni oppure di requisiti obbligatoria, in maniera prevalentemente volontaria.

Si tratta di casi che potrebbero determinare non soltanto una perdita definitiva del diritto al reddito di cittadinanza, ma anche il rischio di reclusione da due a sei anni, nei confronti di quei cittadini che presentano delle documentazioni oppure delle dichiarazioni false oppure omissive.

In questo contesto, rientrano delle situazioni particolari come nel caso in cui il cittadino decide di non comunicare entro i termini stabiliti dal decreto-legge di riferimento, un’eventuale variazione relativa alla condizione occupazione propria oppure di membri del proprio nucleo familiare, facendo riferimento alla Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Analogamente, sono inclusi anche i casi in cui il titolare del reddito di cittadinanza provvede a trasmettere delle comunicazioni mendaci, al fine di ottenere un importo maggiorato del beneficio.
 

Scadenza del reddito di cittadinanza: quando si verifica?

Il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, attraverso cui sono state introdotte una serie di disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, ha previsto inoltre anche un altro fattore che potrebbe determinare la perdita temporanea del beneficio.

Si tratta effettivamente della scadenza temporale del reddito di cittadinanza, il quale potrà essere erogato in maniera automatica e continuativa direttamente sulla carta elettronica predisposta, per un massimo di diciotto mensilità.

In questo senso, una volta trascorso tale periodo di riferimento, i cittadini titolari del sostegno potranno effettivamente procedere con la richiesta per ottenere il rinnovo del reddito di cittadinanza, la quale potrà essere accettata esclusivamente a seguito della relativa verifica dei requisiti e delle condizioni di accesso obbligatorie.

 

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