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C'è pessimismo, ma non capitolazione a Piazza Affari

25/01/2022 13:18

Paradossalmente, il recupero di ieri sera sui listini americani non è una buona notizia. Ulteriori declini sono da mettere in conto. Powell punta a spingere l'economia USA verso la recessione? Opportuna la riduzione dell'esposizione all'Equity, suggerita dal modello di asset allocation.

Le prospettive di un restringimento caotico della politica monetaria, mandano al tappeto i listini azionari mondiali.
Il Dow Jones arriva a cedere più di mille punti nel momento di massima intensità delle vendite: una prima volta assoluta. C’è anche un certo mean reverting, con le borse ed i settori più performanti nel 2021, che in queste prime settimane del nuovo anno pagano pegno; ma senza dubbio gli investitori appaiono nervosi; e speranzosi che la Fed put sia attivata.

Non è così scontato.

L’economia nelle ultime settimane ha deluso: prima le vendite al dettaglio, poi il NY Empire Manufacturing; infine, il clamoroso MarkIt PMI Servizi di ieri. Il freno macro è stato attivato, ma questo non sembra dissuadere il governatore Powell dal proposito di recedere dal fronte del tightening: il mandato ricevuto in sede di rinnovo appare ora sempre più esplicito.

Secondo il mercato a termine, il Fed Funds rate sarà aumentato a marzo, e poi probabilmente ad inizio maggio, a fine luglio ed infine alla fine dell’anno.

Non mancano però voci che esortano la Fed ad un atteggiamento molto più restrittivo. E sì che le aspettative inflazionistiche, dall’inizio dell’anno, sono in caduta libera.


Nel frattempo il Price/Earnings forward è calato da inizio anno di due punti: da 21.5 a 19.6 volte.
Questo è abbastanza fisiologico in un contesto di tassi reali crescenti; ma diventa un problema quando non è compensato da una dinamica degli EPS sufficientemente convincente, e compensativa. La borsa USA ieri è stata salvata nel finale da un grappolo di acquisti da program trading, che farebbe ben sperare per la performance dei prossimi tre mesi, ma lo scenario immediato è incerto, ed il recupero visto nel finale, dopo un saldo gravemente negativo; paradossalmente non è una notizia così esaltante.

Piazza Affari non si sottrae al sell-off, con gli indici che terminano la seduta a ridosso della vitale media mobile a 200 giorni.

Il Panic Index si impenna a tripla cifra ma, a differenza di fine novembre, questa volta non si registra una formale capitolazione, nonostante più del 94% delle azioni scambiate abbiano terminato la seduta in ribasso.

Lo scorso anno un Panic Index superiore ai 100 punti ha sempre segnalato una esasperazione degli operatori, con conseguente minimo immediato; ma la perdita dell’argine citato renderebbe vano il pessimismo conseguito, e probabili ulteriori sacrifici di prezzo, prima della ripartenza.

Autore: Gaetano Evangelista Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata


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Borsa Economy Federal reserve Usa

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