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Se il mercato azionario è incerto, i bond sono in crisi nera

19/04/2022 13:27

Molti conoscono il “barometro Gennaio”, ma pochi sanno della capacità previsionale del mese corrente, e della combinazione nefasta che produce un saldo negativo in ambo i mesi. Non a caso il nostro modello di asset allocation è insolitamente cauto dalla fine di novembre.

Al termine di una settimana che vede di nuovo brillare un asset ancora negletto come le materie prime (+6% il Bloomberg Commodity), il mercato obbligazionario fornisce ancora una cocente delusione ai tanti investitori che in questi ultimi due lustri hanno voltato le spalle ai listini azionari, prediligendo la “sicurezza” (?) del reddito fisso (soltanto negli Stati Uniti, +1.4 trilioni di raccolta netta, contro -2.2 trilioni dei fondi azionari, ed a fronte di performance incomparabili).

La passata ottava il valore del mercato obbligazionario globale si è ridotto di altri 400 miliardi di dollari, portando la perdita complessiva di ricchezza ad oltre 6 trilioni dai massimi.

Se Atene piange, Sparta non ride. I mercati azionari la passata settimana hanno subito una limatura di quotazioni, intimoriti dalle prospettive di una recessione: che secondo l’ex segretario al Tesoro USA Summers, sono da quantificare fra il 50 ed il 75% di probabilità entro i prossimi due anni.

Lo S&P500 ha reagito ripiegando prima del weekend “lungo”: una circostanza peraltro storicamente inconsueta, e seguita nella maggior parte dei casi da ulteriori sacrifici di prezzo nei giorni successivi.


Questo renderebbe ancora più ardua la possibilità di chiudere il mese corrente con un saldo positivo.
Molti sono a conoscenza di un “barometro Gennaio”, ma pochi sanno della capacità previsionale del mese corrente, e della combinazione nefasta che produce un saldo negativo in ambo i mesi citati. Ne riparleremo a tempo debito.

Dopo le sistemazioni tecniche mensili incomincia un nuovo ciclo.

Wall Street è sempre salita, cinque giorni dopo la scadenza di aprile delle opzioni, dopo che la settimana in questione si è chiusa con saldo negativo: 10 su 10 negli ultimi trent’anni. Il che sconfessa quanto poc’anzi segnalato a proposito di un calo prima di un weekend lungo.
Ma a queste contraddizioni dovremmo essere ormai abituati. Non a caso il nostro modello di asset allocation è insolitamente cauto dalla fine di novembre.

Quel che è peggio, è che negli Stati Uniti un Hindenburg Omen è stato già registrato in ben 3 delle ultime 5 sedute.

Non siamo a livelli di guardia, ma ciò esprime bene la fragilità del recupero delle ultime settimane.

Discorso che si può estendere a Piazza Affari, dove gli indici sono rimbalzati brillantemente sui supporti che ne hanno contenuto la caduta. Peccato però che il conseguente rimbalzo non abbia ancora avuto ragione della barriera mostrata nel Rapporto Giornaliero di oggi.

Autore: Gaetano Evangelista Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata


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Asset Bond Obbligazioni Mercati

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