Pensioni, nuovi chiarimenti dall'INPS sulle aliquote di rendimento: cosa sono e quando si applicano

29/08/2025 10:15

Pensioni, nuovi chiarimenti dall'INPS sulle aliquote di rendimento: cosa sono e quando si applicano

In un recente Messaggio, l'INPS ha fornito importanti chiarimenti sulle aliquote di rendimento relative alla parte retributiva della pensione.

Ossia le nuove aliquote introdotte dalla Legge di Bilancio 2024, previste per le pensioni dei dipendenti in uscita anticipata dal lavoro.

Ma cosa sono esattamente queste aliquote di rendimento e quando si applicano?

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Pensa alla Pensione con Salvatore Spinosa.

Pensioni, cosa sono le aliquote di rendimento e quando si applicano

Per farla breve, le aliquote di rendimento sono dei parametri che permettono di trasformare in pensione una quota della retribuzione annua (la cosiddetta quota retributiva).

L?importo dell?assegno viene infatti calcolato applicando due coefficienti differenti, a seconda che gli anni di contribuzione siano maturati prima o dopo l?entrata in vigore della riforma pensionistica del 1995.

In particolare, con le nuove disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2024, chi ha maturato al 31 dicembre 1995 un?anzianità contributiva inferiore a 15 anni vedrà l?applicazione di un?aliquota del 2,5% per ogni anno.

A patto di essere iscritti ad alcune specifiche casse previdenziali. Queste aliquote si applicano infatti al calcolo delle pensioni dei dipendenti pubblici iscritti alle principali casse pensionistiche speciali, quali:

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    CPDEL (Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali),

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    CPS (Cassa Pensioni Sanitari),

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    CPI (Cassa Pensioni Insegnanti di asilo e scuole elementari parificate),

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    CPUG (Cassa Pensioni Ufficiali Giudiziari, aiutanti e coadiutori).

Proprio per questi dipendenti, con il Messaggio 2491/2025, l'INPS ha voluto fornire ulteriori chiarimenti riguardo all'applicazione di queste aliquote.

Pensioni, novità dall'INPS sulle aliquote di rendimento

Stando a quanto riportato nel Messaggio, la deroga all'applicazione delle nuove aliquote non è prevista "nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro per dimissioni intervenute a partire dall'anno 2025 in presenza di un'età anagrafica pari o superiore a 65 anni ma inferiore a 67?.

Invece, la deroga si applica nei casi in cui il dipendente, dopo essere stato trattenuto in servizio oltre i 67 anni, decida di dimettersi prima del compimento dei 70 anni.

Mentre, "chi presenta dimissioni volontarie prima dell?età prevista per la pensione di vecchiaia non potrà beneficiare della deroga e vedrà applicate le nuove aliquote di rendimento".

Nota particolare per quanto riguarda l'innalzamento del limite ordinamentale per i dipendenti pubblici.

Come già anticipato tempo fa, da quest?anno l?età per la risoluzione obbligatoria del rapporto di lavoro è stata elevata da 65 a 67 anni, con la possibilità di trattenere in servizio i dipendenti che svolgono mansioni "non diversamente assorbibili? fino al compimento dei 70 anni.

Sempre nel suo Messaggio, l'INPS precisa che "per effetto delle modifiche ai limiti ordinamentali, detta disciplina derogatoria trova applicazione per le pensioni di vecchiaia liquidate a carico della Cpdel, della Cps della Cpi e della Cpug a seguito di risoluzione obbligatoria del rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica Amministrazione".

Ma attenzione: non è prevista alcuna deroga per i dipendenti di enti che hanno perso la natura pubblica ma sono rimasti iscritti alla CPDEL.

Pensioni, novità per chi esce con Ape Sociale, Quota 41 e Anticipata

Sempre l'INPS nel Messaggio specifica che chi conclude l?Ape Sociale e consegue il diritto alla pensione di vecchiaia continuerà a vedere applicate le aliquote precedenti.

Al contrario, nel caso di pensione anticipata, "le quote di pensione retributive con anzianità contributiva inferiore a 15 anni al 31 dicembre 1995 devono essere determinate con le aliquote di rendimento di cui all?allegato II della legge di Bilancio 2024".

Per quanto riguarda invece i lavoratori precoci (ovvero i beneficiari della pensione "Quota 41"), le nuove disposizioni non si applicheranno a coloro che hanno maturato e certificato i requisiti di accesso entro il 31 dicembre 2023.

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