Stop auto a combustione 2035: in arrivo deroga per e-fuels

27/03/2023 17:49

Stop auto a combustione 2035: in arrivo deroga per e-fuels

Le scelte degli italiani sull'auto in vista del 2035...

Nonostante il rinvio (a inizio mese, su spinta anche dell'Italia) dell'approvazione della proposta di Regolamento europeo per vietare la vendita di nuove auto benzina/diesel a partire dal 2035 il destino dei veicoli a combustione interna pareva segnato.
Prima o poi verranno vietati e quindi è bene iniziare a pensare alle scelte che dovranno essere effettuate in futuro.

A tal proposito Facile.it ha commissionato a mUp Research e Norstat un sondaggio sulle ipotesi di scelta degli italiani. In caso di cambio auto prima del 2035 (cosa che capiterà a quasi tutti) il 38,7% opterà per un'ibrida, mentre il 17,9% andrà direttamente su una full electric.

Interessante notare che quasi il 10% non acquisterebbe l'auto ma sceglierebbe il noleggio a lungo termine.

...e dopo

E dopo il 2035 se dovesse essere confermato lo stop alla produzione e vendita di veicoli a benzina/diesel? La percentuale degli acquirenti di auto full electric sale a oltre il 33% (più di uno su tre), addirittura al 46,8% nella fascia di età 18-24 anni.
La percentuale di coloro che sceglierebbe il noleggio a lungo termine si conferma a ridosso del 10% mentre ben il 7% farebbe una scelta ancor più radicale utilizzando i mezzi pubblici. Circa il 30% invece ammette di non essersi ancora fatto un'idea di quello che farebbe al momento di acquistare un'auto dopo il 2035.

La Commissione UE apre la porta agli e-fuels

Ma il 2035 è ancora lontano e possono succedere molte cose.

Alla fine della scorsa settimana la Commissione Europea ha annunciato di aver trovato un accordo con la Germania per l'utilizzo degli e-fuels. É possibile che venga decisa una deroga al divieto per le auto a combustione interna a patto che utilizzino i combustibili sintetici come carburanti.

Si tratta degli electrofuel, ovvero carburanti realizzati con un processo di elettrolisi dell’acqua e sintesi di CO2.
Hanno un impatto zero perché la CO2 rilasciata dallo scarico dell'auto a seguito della combustione è uguale a a quella prelevata dall'atmosfera e utilizzata nel processo di produzione dell'e-fuel.

Festeggia la Germania, l'Italia mastica amaro

L'accordo ha lasciato fuori i biocarburanti (prodotti a partire da biomasse come grano, mais, bietola, canna da zucchero e olio di palma) che invece erano sostenuti dall'Italia e che sono sviluppati da Eni.

Si è preferito puntare sui biocarburanti in quanto gli e-fuels sono stati considerati dall'Unem, l’Unione aziende petrolifere, inefficienti dal punto di vista della resa energetica. Al momento gli e-fuels sono prodotto i n Germania e Islanda con progetti in via di realizzazione in Spagna, Norvegia, Danimarca, Svezia.

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