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Asia-Pacific in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde l'1,89%

19/05/2022 08:30

Dopo un nuovo sell-off abbattutosi su Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, precipitato del 4,73% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in negativo è stata confermata ma su toni più moderati. Se a sostenere i listini Usa martedì erano stati i positivi dati sulle vendite retail in aprile, il retail è rimasto ancora protagonista, ma in negativo, con i crolli del 6,79% e soprattutto del 24,93% registrati da Walmart e Target.
Tanto che a Wall Street il settore tecnologico non è più il peggiore: è stato superato da Consumer Discretionary, affondato di oltre il 30% nel 2022. In Asia-Pacific lo scenario ribassista vede due sole piazze ancora in positivo quest'anno, quelle di Singapore e Indonesia. La tendenza estremamente negativa viene confermata dalla contrazione superiore al 2% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in ribasso di circa lo 0,20% ma il deciso indebolimento dello yen sul biglietto verde non riesce a sostenere la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti l'1,89% (fa meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dell'1,31%).

Sul fronte macroeconomico, in aprile le esportazione dal Giappone sono rimbalzate del 12,5% annuo, in rallentamento rispetto al 14,7% di marzo e sotto al 13,9% del consensus di FactSet. Il dato segna comunque la quattordicesima espansione consecutiva. Le importazioni sono invece cresciute del 28,2% annuo, contro il 31,2% precedente e il 35,0% atteso.
Il risultato è stato un deficit della bilancia commerciale più che raddoppiato a 839 miliardi di yen (6,20 miliardi di euro) ma sotto ai 1.150 miliardi (8,50 milioni di euro) del consensus. Si tratta del nono mese consecutivo in deficit per la bilancia commerciale del Giappone.


Nel periodo gennaio-aprile 2022 le entrate fiscali sono scese del 4,9% annuo in Cina, attestandosi a 7.430 miliardi di yuan (1.048 miliardi di euro).

La spesa pubblica è invece salita del 5,9% annuo a 8.090 miliardi (1.141 miliardi di euro). Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shenzhen Composite guadagnano infatti circa lo 0,10% e lo 0,30% rispettivamente, contro uno Shanghai Shenzhen Csi 300 poco sotto la parità.
Molto male Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti una perdita ampiamente superiore al 2% (e la performance è praticamente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul è di circa l'1,30% la flessione del Kospi, mentre a Sydney è stato dell'1,65% il ribasso dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)

Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata


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