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Busta paga: in aprile arriva un bonus. Ecco a chi!

16/04/2021 19:24

Il mese di Aprile sarà per la busta paga di alcuni un mese più ricco.
Per altri bisognerà aspettare forse ancora qualche settimana, per vedere una busta paga più pesante. Ma non mancano le notizie shock, che farebbero rabbrividire chiunque, sia per come la proposta è stata presentata che soprattutto per le tempistiche.

Per rimanere imparziali, allora vediamo cosa potrebbe accadere nella busta paga di Aprile.

Busta paga di Aprile: arriva un bonus

Il pagamento delle retribuzioni avviene in base al contratto collettivo nazionale del lavoro afferente alla specifica categoria di lavoratori.
Il pagamento si base dunque su regole che differiscono da contratto a contratto, come ad esempio il numero di giorni o ore lavorative. Ma c'è una regola che vale per tutti. Quando si lavora in una giornata festiva o la festività ricade di domenica, al lavoratore spetta una retribuzione aggiuntiva. Una sorta di bonus che si esaurisce in quel mese. 

Secondo la legge 260/1049 e successive modifiche, sono considerati giorni festivi oltre alla domenica (normale giorno di riposo settimanale) alcune specifiche date per ricorrenze civili e religiose, nelle quali di norma il lavoratore non dovrebbe svolgere alcuna attività lavorativa .

Si tratta di :

  •  1º gennaio;
  •  6 gennaio Epifania
  • il giorno di lunedì dopo Pasqua (mobile);
  • 25 aprile  Festa della liberazione
  • 1 maggio Festa del lavoro
  • 15 agosto Assunzione della Beata Vergine Maria
  • 1 novembre Ognissanti
  • 8 dicembre Immacolata Concezione
  • 25 dicembre -giorno di Natale
  • 26 dicembre.
    Santo Stefano

Alcuni contratti inoltre prevedono come giorno festivo anche quello del Santo patrono della città in cui ha sede l'attività lavorativa. 

Cosa spetta ai lavoratori in questi giorni? Ai lavoratori retribuiti in misura fissa spetta lo stipendo integrale , senza importi aggiuntivi né decurtazioni, mentre per i lavoratori retribuiti a ore spetta la normale retribuzione globale giornaliera  ragguagliata a 1/6.

Va  sempre fatto riferimento anche alle previsioni dei CCNL.

Nel mese di Aprile 2021, ricorrono due festività. Il lunedì dell'Angelo che quest'anno è caduto il 5 Aprile, e il 25 aprile (Festa della Liberazione) che cadrà di domenica.
In queste due giornate, i lavoratori, oltre a restare a casa, perchè appunto festa, percepiscono una retribuzione. Nel caso del 25 aprile, cadendo di domenica, si percepire una maggiorazione retributiva, come se fosse un bonus, pari ad una giornata lavorativa.

Tuttavia è necessario fare riferimento al proprio contratto collettivo nazionale del lavoro per verificare come sono trattate le festività sia infrasettimanali che quelle che ricadono di domenica.

Ad aprile in busta paga c'è anche il bonus Irpef

Come ormai avviene da giugno del 2021, in busta paga si riconosce il bonus Irpef, come misura del taglio del cuneo fiscale.

Il bonus Irpef è stato introdotto con il decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2020, n. 21. Esso prevede per i redditi percepiti da lavoro dipendenti ed altri redditi assimilati un bonus mensile direttamente pagato in busta paga che va a sostituire il vecchio bonus Renzi.
Infatti il nuovo bonus fiscale è di 100 euro al mese per dodici mesi per tutti i redditi imponibili non superiori a 28.000 euro.

Per i redditi fino a 28.000 euro il bonus è di 1.200 euro annui, mentre per redditi superiori fino a 40.000 euro, l'importo si riduce fino ad azzerarsi, secondo questa formula:

  • 480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo annuo e` superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro;
  • 480 euro per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro se il reddito complessivo annuo e` superiore a 35.000 euro, ma non a 40.000 euro.

Per reddito imponibile è stato chiarito che non concorrono a formarlo il reddito derivante dall’abitazione principale e relative pertinenze; i premi di risultato soggetti all’imposta sostitutiva del 10%.

Mentre devono essere sommati i redditi derivanti da immobili soggetti alla cedolare secca.

La PA festeggia con una busta paga con 107 euro in più

In data 10 marzo, alla presenza del Ministro della Pubblica Amministrazione Brunetta, è stato firmato il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale con cui la PA affronterà i prossimi mesi ed anni un radicale cambiamento per trovarsi pronta ad essere il perno di tutti i progetti che nasceranno dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La riforma della PA è stata chiesta dall'Unione Europea come condizione necessaria per far affluire in Italia i circa 192 miliardi di euro del piano EU Next Generation.  


La partenza di questa riforma è stata data con i rinnovi dei contratti per il triennio 2019-2021.
In totale sono state stanziate risorse per 3,8 miliardi. Con questo denaro, comunque pubblico, l'impatto che genererà sulla busta paga dei dipendenti pubblici è nell'ordine di un aumento del 4% pari a 107 euro mensili, interessando oltre 3 milioni di lavoratori in questo settore. 

Quando i dipendenti pubblici si vedranno l'aumento dei 107 euro in busta paga? Come riportato nel piano, il Governo emanerà all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) gli atti di indirizzo di propria competenza per il riavvio della stagione contrattuale.

In data 15 aprile 2021 è stata sottoscritta l’Ipotesi del Contratto collettivo nazionale quadro per la definizione dei comparti e delle aree per il periodo contrattuale (2019-2021). Ora si dovrà aspettare la fase di negoziazione.

Come sarà la busta paga nella PA

L'incremento medio della busta paga nella Pubblica Amministrazione è di 107 euro.
Essendo una media, essa deriva dai differenti comparti che compongono la PA. Per ognuno di essi le variazioni saranno differenti. Leggiamo insieme come sarà allora la busta paga nelle varie PA. 

L'aumento maggiore spetterà ai dipendenti che lavorano negli enti pubblici non economici (come l'Inps e l'Inail) le cui retribuzioni superano in media i 40mila euro.

Ad essi spetterà un incremento mensile di 126 euro.

Subito dopo ci saranno i lavoratori delle Agenzie fiscali che dovrebbe vedersi riconoscere un incremento di 116,76 euro.

Seguono con poco più di 97 euro lordi mensili i dipendenti del servizio sanitario (esclusi i medici, che invece fanno parte del personale dirigente e hanno una contrattazione separata). 

Nei ministeri - dove lavorano circa 140mila dipendenti e la retribuzione media è di 30.211 euro - l'aumento lordo mensile a regime dovrebbe essere di 94,58 euro.

Con meno 16 euro rispetto alla medi si posizionano gli impiegati pubblici delle amministrazioni locali come i Comuni.

A loro toccherà un incremento di 91 euro circa, considerando che le retribuzioni sono le più basse tra i comparti (29.135 euro in media).

Fanalino di coda troviamo il comparto scuola. Le risorse destinate alla scuola, circa 1,7-1,8 miliardi di euro, consente di aumentare la busta paga di 87 euro in media, compreso l’elemento perequativo da 11,50 euro medi previsto dal precedente Ccnl 2016-2018.

 

Un prelievo forzoso sulla busta paga dei dipendenti

L'annuncio è arrivato a mezzo Tweet, da parte di Piercamillo Falasca, già membro della direzione nazionale di Più Europa, da febbraio è stato nominato da Mara Carfagna suo consigliere al ministero per il Sud e la coesione territoriale e fa parte anche della task Force del ministro dell’Economia Daniele Franco sul Pnrr.

Qual è la proposta che è circolata sul social dell'"uccellino"? Mettere le mani sulla busta paga dei dipendenti con un contributo del 5-10%. Questo il suo tweet:

Continuo a credere che un contributo del 5-10% a carico di contrat Autore: Gianni Carbone Fonte: News Trend Online

 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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Futures Indicators and oscillators

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-media- Esso Next plc


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