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La strana correzione

22/07/2021 12:00

Mi rendo conto che a molti deve essere sembrata una cosa quantomeno strampalata vedere i  mercati azionari proseguire anche ieri nel recupero, dopo che la scorsa settimana e soprattutto lunedì scorso abbiamo visto una scivolata simile ad una grandinata estiva. Tanto più che ieri abbiamo addirittura visto una cosa che da parecchi giorni non vedevamo, cioè una notevole sovra performance europea rispetto a Wall Street.

Però tutto va inquadrato nel contesto.
Innanzitutto il rabbioso rimbalzo europeo: +1,78% per Eurostoxx50, ma ancor meglio per chi era stato maggiormente penalizzato dalla scivolata dei giorni precedenti, come l’italiano FtseMib (ieri +2,36%) e lo spagnolo Ibex (+2,50%).

Lo stupore svanisce se pensiamo che martedì la prima gamba del rimbalzo europeo era stata piuttosto corta e non paragonabile a quella attuata dagli indici USA.

Perciò il recupero di forza di ieri,  a ben vedere, non è ancora riuscito ad allinearsi a Wall Street. Infatti dal minimo di lunedì alla chiusura di ieri sera Eurostoxx50 è riuscito a recuperare il 61,8% (Fibonacci…) del calo attuato dal massimo del 14.7 al minimo di lunedì scorso.
Invece l’indice USA SP500, che ieri ha aggiunto al rimbalzo di martedì un altro +0,82%, ha già recuperato il 78% circa del calo dal suo massimo storico al minimo di lunedì scorso.

Resta da spiegare la ritrovata baldanza di Wall Street, testimoniata dalle ultime due sedute.

Ma solo a chi non ha letto i miei ultimi due commenti, ed in particolare quello di ieri mattina.

Nella seconda parte del commento ieri ho inquadrato la situazione di SP500 nell’ambito della teoria delle onde di Elliott, classificando l’onda che si sta evolvendo dopo la rottura del supporto di 4.289 di lunedì scorso come onda (iv) (per i molto neofiti iv è il numero 4 scritto in caratteri romani).

Tutte le quarte onde di un movimento direzionale sono correttive.

Perciò siamo nella fase correttiva del rialzo attuato da onda (iii). La correzione è partita ovviamente dal massimo storico di 4.394 e dovrebbe essere composta da 3 onde di grado inferiore: A – B – C.

L’onda A, ribassista ed impulsiva, ha svolto il compito di portare l’indice sul minimo di lunedì scorso, a quota 4.233.
A partire dalla parte finale della seduta di lunedì e fino ad ora, con possibilità di vedere un’ulteriore estensione, siamo entrati nell’onda B, che dovrebbe essere una correzione rialzista di A. L’obiettivo canonico della correzione attuato da una onda B è in genere contenuto entro il 61,8% di ritracciamento di onda A.

Sono però frequenti correzioni anche maggiori. Sembra questo il caso, dato che SP500 ha già corretto il 78% del ribasso di onda A. Addirittura, quando l’onda (iv) arriva dopo il troncamento dell’onda (iii) prima che questa raggiunga gli obiettivi minimi di estensione previsti, non è infrequente che il movimento dell’onda B di (iv) ritracci anche più dell’intero movimento dell’onda A, magari andando a raggiungere l’obiettivo che l’onda (iii) ha mancato.

Pertanto, siccome l’onda (iii) questa volta è effettivamente terminata anzitempo e prima di arrivare al suo obiettivo minimo, che avevo indicato a quota 4.440, non ci dobbiamo stupire dell’ampiezza del rimbalzo dell’onda B, che oggi potrebbe addirittura proseguire ancora un po’ prima di fare almeno un po’ di pullback.
E, dopo il pullback potrebbe persino arrivare a 4.440, compiendo la missione che non è riuscita all’onda (iii) di ordine superiore. Tuttavia questa onda “anomala” dovrebbe essere seguita poi dall’onda C, che dovrebbe avere caratteristiche simile all’onda A terminata lunedì scorso e portare nuovamente indietro il mercato, per ripulirlo e prepararlo al grosso e prolungato impulso rialzista dell’onda (v) di ordine superiore.


Al di là dei conteggi delle onde, la situazione dei mercati prima del temporale della scorsa settimana e di lunedì era fortemente rialzista e non possiamo pensare che una fase euforica si concluda così in fretta.

Se ci pensiamo bene, negli ultimi giorni non è successo nulla di nuovo che abbia mutato il contesto di fondo dei mercati. La FED non sembra affatto intenzionata a smettere di pompare liquidità, anzi. I rendimenti sul mercato obbligazionario sono ulteriormente scesi e hanno raggiunto martedì scorso addirittura  1,13% sul Treasury Bond decennale (-0,44% sul Bund decennale).
Con rendimenti così bassi e con quelli reali precipitati in USA oltre il -4%, dove si possono mettere i soldi al di fuori dell’azionario?

Perciò le correzioni sono sempre possibili, ma fino a quando non cambierà l’atteggiamento delle banche centrali ogni correzione sarà ancora occasione d’acquisto.

Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online
 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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