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UBS: robusta crescita degli utili, allevia il timore del COVID-19

27/07/2021 17:30

Mark Haefele, Chief Investment Officer Global Wealth Management UBS AG, ha così evidenziato la robusta crescita degli utili societari che in parte allevia i timori legati alla recrudescenza della pandemia.

  • Al centro dell'attenzione *

_**I timori dei mercati legati alle varianti del coronavirus sono comprensibili, ma eccessivi _

La diffusione della variante Delta, più contagiosa, ha continuato a generare punte di volatilità la scorsa settimana e il 19 luglio le azioni globali hanno perso l'1,6% in un solo giorno.

I nuovi casi di COVID-19 negli Stati Uniti sono aumentati del 70% su base settimanale e i decessi del 26%, secondo i dati dei Centers for Disease Control (CDC).

Al contempo il dottor Anthony Fauci, Consigliere medico capo del Presidente Biden, ha dichiarato che la variante Delta è ormai il ceppo dominante in tutto il mondo.
Nonostante questa tendenza sfavorevole, il rimbalzo azionario della scorsa settimana (+1,2% per le azioni globali, che si sono portate su nuovi massimi) ci è parso giustificato. La maggior parte dei dati sembra confermare che i vaccini sono efficaci contro le nuove varianti e, a parità di contagi, riducono il numero di ospedalizzazioni e decessi.

Ad esempio, i CDC hanno sottolineato anche che i pazienti non vaccinati ricoverati per COVID-19 sono il 97% del totale. La minore pressione sui sistemi sanitari fa diminuire il rischio di nuovi lockdown nazionali. Ci aspettiamo che il processo di normalizzazione dell'economia prosegua, dando sostegno alla crescita e ai mercati azionari.

Crediamo inoltre che gli investitori si concentreranno principalmente sulla robusta crescita degli utili e sulle politiche monetarie ancora espansive.

Conclusione: probabilmente la pandemia causerà nuovi picchi di volatilità e il ritmo delle vaccinazioni su scala globale è sceso a 29 milioni di dosi al giorno, da un massimo di 40 milioni, ma la lotta al coronavirus continua ad avanzare.

Consigliamo agli investitori di posizionarsi in vista delle riaperture e della ripresa.

*Gli utili aziendali sostengono le posizioni orientate alla reflazione *

**Il tono brillante con cui si è aperta la stagione degli utili del 2T21 ha aiutato i mercati a ritrovare rapidamente la calma dopo l'ondata di preoccupazione legata al COVID-19.
L'S&P 500 ha quindi chiuso la settimana con un rialzo del 2%, portandosi su nuovi massimi. Finora circa il 25% delle società dell'S&P 500 in termini di capitalizzazione di mercato ha pubblicato i risultati trimestrali, che hanno superato le aspettative nell'87% dei casi.

Nel complesso, i profitti battono le stime di circa il 20%.

Oltre a sostenere il clima di mercato, i dati sugli utili favoriscono anche la rotazione dai titoli growth a quelli ciclici. Questa dinamica si è invertita di recente: il Russell 1000 Value ha perso il 2% da inizio giugno, mentre il Russell 1000 Growth ha guadagnato il 10%. Tuttavia, i profitti dei settori ciclici superano le attese con uno scarto maggiore rispetto a quelli dei comparti growth, pari al 25% per le società finanziarie statunitensi contro il 10% di quelle tecnologiche.

Questa settimana diversi giganti hi-tech pubblicheranno i risultati del 2T21, ma molti di loro faticheranno a battere le stime nei prossimi trimestri, soprattutto perché i confronti annuali si fanno più impegnativi.

Conclusione: crediamo che la solida crescita degli utili continuerà a sostenere le azioni.

Le previsioni di consenso sono diun aumento dei profitti del 72% su base trimestrale, contro la nostra attesa dell'80% su base aggregata. Ci aspettiamo un'espansione degli utili dell'S&P 500 del 40% nell'intero 2021 (200 dollari) e del 10% nel 2022 (220 dollari). A nostro avviso i settori ciclici, tra cui finanza, industria ed energia, traineranno la prossima fase del rialzo.

*La BCE dimostra che l'orientamento delle banche centrali rimane espansivo *

**Negli ultimi tempi i timori di una stretta monetaria prematura in grado di arrestare la crescita hanno contribuito ad alimentare la volatilità dei listini, ma sono stati ridimensionati dalle ultime decisioni e dichiarazioni delle banche centrali, che continuano a sostenere attivamente la crescita.

La scorsa settimana la Banca centrale europea (BCE) ha dato chiare indicazioni ai mercati, impegnandosi a mantenere i tassi in territorio ampiamente negativo a fronte dei livelli d'inflazione ancora bassi.

La Presidente dell'istituto Christine Lagarde ha affermato che è assolutamente prematuro parlare di ritirare il programma di acquisto di obbligazioni per l'emergenza pandemica da 1850 miliardi di euro.
A sua volta, a inizio mese la People's Bank of China ha annunciato una riduzione di 50 punti base (pb) del coefficiente di riserva obbligatoria per quasi tutte le banche cinesi, il primo intervento espansivo generalizzato da gennaio 2020. La notizia rafforza la nostra convinzione che Pechino stia adottando un orientamento più espansivo in un contesto di ripresa altalenante.


Ci aspettiamo infine che, in occasione della riunione di politica monetaria di questa settimana, la Federal Reserve (Fed) ribadisca il suo approccio graduale nei confronti dell'avvio del tapering. Il Presidente della Fed Jay Powell ha indicato che gli acquisti di obbligazioni proseguiranno finché non saranno stati compiuti ulteriori progressi significativi sul fronte dell'occupazione.

L'andamento deludente degli ultimi dati sul mercato del lavoro, tra cui l'aumento delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione di 51 mila unità a 419 mila nella settimana al 17 luglio, indica che l'obiettivo non è ancora stato centrato. Conclusione: gli stimoli forniti dalle banche centrali dovrebbero sostenere le azioni, ma rendono più ardua la caccia ai rendimenti.

Tuttavia, le occasioni non mancano.

*Deeper Dive *

_**La robusta crescita degli utili allevia la preoccupazione per il COVID-19 di Mark Haefele, Global Chief Investment Officer _

La settimana scorsa l'S&P 500 ha toccato un nuovo massimo storico, ma dietro il rialzo del 2% si cela un'elevata volatilità.
In apertura di settimana il listino ha risentito della diffusione della variante Delta, più contagiosa, ma ha recuperato rapidamente il terreno perso quando gli investitori si sono concentrati sui robusti fondamentali delle imprese. La ritrovata forza del mercato ci sembra giustificata e crediamo che l'indice possa continuare la sua corsa.

Il 19 luglio i Centers for Disease Control (CDC) hanno reso noto che i nuovi casi di COVID-19 negli Stati Uniti sono aumentati del 70% su base settimanale e i decessi del 26%.

Al contempo il dottor Anthony Fauci, Consigliere medico capo del Presidente Biden, ha dichiarato che la variante Delta è ormai il ceppo dominante in tutto il mondo.
Nel Regno Unito sono state revocate le ultime restrizioni all'attività sociale ancora in vigore, ma secondo il Professor Neil Ferguson, uno degli artefici della strategia del lockdown britannico, è «quasi inevitabile» che i nuovi casi giornalieri salgano da 40-50 mila a 100 mila, se non addirittura il doppio.

Continuiamo tuttavia a credere che le campagne vaccinali nei Paesi sviluppati abbiano fatto calare notevolmente il rapporto tra contagi e decessi. È importante notare che il balzo più significativo dei nuovi casi negli Stati Uniti riguarda gli stati con tassi di vaccinazione inferiori alla media, tra cui Arkansas, Florida, Louisiana, Missouri e Nevada.
I CDC hanno sottolineato anche che i pazienti non vaccinati ricoverati per COVID-19 sono il 97% del totale.

I sistemi sanitari cominciano a trovarsi sotto pressione in alcune aree come la Louisiana, dove la popolazione vaccinata è solo il 36% contro la media nazionale del 49%. Aumenta quindi il rischio che vengano reintrodotte restrizioni mirate su scala locale, ma difficilmente le autorità statunitensi torneranno a prendere in considerazione un lockdown generalizzato.

Inoltre, gli stati economicamente più rilevanti degli Stati Uniti tendono a registrare i tassi di vaccinazione più alti. La nostra previsione è esposta al rischio di un'improvvisa impennata dei ricoveri o dei decessi nei Paesi con alti tassi di vaccinazione o di una modifica della funzione di reazione dei governi o dei cittadini in termini di tolleranza all'aumento dei nuovi casi.

Se a volte gli investitori sembrano ancora sopravvalutare il rischio che il COVID-19 rappresenta per i mercati, crediamo che continuino anche a sottovalutare la forza del recupero degli utili aziendali statunitensi. Finora circa il 25% delle società dell'S&P 500 in termini di capitalizzazione di mercato ha pubblicato i risultati trimestrali, che hanno superato le aspettative nell'87% dei casi.

Nel complesso, i profitti battono le stime di circa il 20%.

Le previsioni di consenso per la crescita degli utili dell'S&P 500 su base annua per questo trimestre sono state riviste al rialzo al 72%, dal 66% all'inizio della stagione degli utili, ma la nostra attesa è più vicina all'80%.
Ci aspettiamo un'espansione degli utili dell'S&P 500 del 40% nell'intero 2021 (200 dollari) e del 10% nel 2022 (220 dollari). Oltre a sostenere il clima di mercato, i dati sugli utili favoriscono anche la rotazione dai titoli growth a quelli ciclici. Questa dinamica si è invertita di recente: il Russell 1000 Value ha perso il 2% da inizio giugno, mentre il Russell 1000 Growth ha guadagnato il 10%.

Tuttavia, i profitti dei settori ciclici e value superano le attese con uno scarto maggiore rispetto a quelli dei comparti growth, pari al 25% per le società finanziarie statunitensi contro il 10% di quelle tecnologiche. Questa settimana diversi giganti hi-tech pubblicheranno i risultati del 2T21, ma molti di loro faticheranno a battere le stime nei prossimi trimestri, soprattutto perché i confronti annuali si fanno più impegnativi.
Nel nostro scenario di riferimento ci aspettiamo che la riapertura delle economie su scala mondiale prosegua anche nel secondo semestre, a fronte dei progressi delle vaccinazioni.

Riteniamo quindi opportuno mantenere Fonte: News Trend Online

 

© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata



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