Qual è la relazione fra guerre e mercati azionari

Gaetano Evangelista Gaetano Evangelista - 03/03/2026 10:27

Il fattore geopolitico si impone ancora una volta, ed esige l'attenzione degli investitori. In questi primi due mesi dell'anno Wall Street è praticamente piatta: meno di mezzo punto percentuale di guadagno. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

 un mercato azionario spaccato in due tronconi, quello USA: con alcune società particolarmente capitalizzate che zavorrano l’indice, altrimenti ben più tonico. A febbraio la differenza di performance fra lo S&P equipoderato e quello pesato per capitalizzazione, supera i 4 punti percentuali: è il gap di prestazione più elevato da aprile 2009. Reduce da un nuovo record, lo S&P EW guadagna da inizio anno già il 6.8%.

Una questione dimensionale, ma soprattutto settoriale: con energetici, Materials e Consumer Staples, caldeggiati nell'Outlook di inizio anno, che guadagnano già più del 16% in questo 2026, mentre il Tech langue sui minimi di performance assieme ai finanziari. La stessa seduta di venerdì, negativa per l’indice generale, ha visto la metà dei settori chiudere in progresso di oltre un punto percentuale: il rischio, in questi casi, è di gettare via il bambino con l’acqua sporca. 

Il fattore geopolitico si impone ancora una volta, ed esige l'attenzione degli investitori. In questi primi due mesi dell'anno Wall Street è praticamente piatta: meno di mezzo punto percentuale di guadagno. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Gli ottimisti sottolineano la notevole resilienza del listino americano, a fronte di una serie di drammatiche minacce: dall’intelligenza artificiale adesso coltello a doppia lama all’opacità di Nvidia, dalle incertezze dei dazi doganali alla crisi in Medio Oriente. I pessimisti argomentano che sia soltanto questione di tempo, e che presto i nodi verranno al pettine.

In ogni caso la diversificazione quest’anno sta pagando appieno: mentre la borsa americana è rimasta al palo negli ultimi quattro mesi, gli altri listini azionari mondiali hanno letteralmente spiccato il volo: fornendo copiose plusvalenze, che torneranno utili al momento opportuno. 

E dire che, nonostante nel 2026 i due terzi degli indici azionari salgono già di oltre il 5%, con solo il dieci percento delle piazze azionarie mondiali in territorio negativo, e con Wall Street mestamente in 27esima posizione per performance; il resto del mondo continua a vantare fondamentali di tutto rispetto. Come l’Italia, con un Price/Earnings inferiore a 14 volte, un Price /Sales di 1.4 e un dividend yield del 4.4%. E non è un caso isolato...

L’apertura negativa con cui si inaugura questa settimana, va nella direzione di una debolezza attesa all’inizio della corrente ottava. Resta confortante il saldo positivo del primo bimestre a Wall Street: un +0.48% sperimentato in un numero sufficiente di occasioni, per definire un interessante modello previsionale, che condivideremo nel Rapporto Giornaliero di domani.

Gaetano Evangelista - https://www.ageitalia.net

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