Non c'è soltanto Wall Street

Gaetano Evangelista Gaetano Evangelista - 23/05/2024 10:20

Lo S&P500 ha migliorato i massimi assoluti, quest'anno già per la 24esima volta: vacillano i record storici. Nel frattempo gli altri listini azionari mondiali non restano certo a guardare, con la metà delle borse a loro volta in prossimità dei massimi storici.

Ieri il governatore Waller ha fatto ben due apparizioni, ripetendo quasi a memoria il copione che ormai notoriamente ci aspettiamo dai banchieri centrali americani: la politica monetaria è restrittiva (opinabile), occorre pazientare dopo il rimbalzo dell’inflazione nel primo trimestre, non si prefigurano tagli dei tassi nell’immediato, ma nemmeno incrementi del costo del denaro nel 2024.
Il mercato a termine prezza poco meno di 2 probabilità su 3 di taglio del Fed Funds rate a settembre: il che risulta non poco impegnativo, in piena campagna elettorale. Non ci sorprenderemmo se Powell agisse soltanto a bocce (politiche) ferme, prima probabilmente di preparare i bagagli.

Verosimilmente, altro orienta benignamente i mercati azionari in questo momento. Con la earnings season sostanzialmente conclusasi con un pieno successo, sul fronte monetario gli operatori sono interessati alle misure che saranno adottate per rilanciare la finestra di sconto con cui gli istituti di credito si finanzieranno nei prossimi mesi. L’intento è quello di rimuovere lo stigma che circonda le banche che dovessero bussare al prestatore di ultima istanza per rimediare liquidità temporanea.
Ieri sera lo S&P500 ha brillato ancora una volta, dimostrando la fondatezza della previsione di un consolidamento destinato ad esaurirsi a 5.000 punti, e conseguendo il 24esimo nuovo massimo storico quest’anno. A questo ritmo i record supereranno le 60 volte nel corso del 2024: che risulterebbe così il quinto migliore anno della storia.
Ovviamente una piena esposizione in azioni – all’80%, in media – dal mese di novembre, ha consentito di catturare buona parte di questi profitti. Certo non dispiacerebbe assaggiare qualche altro piatto. Ad un certo punto, la borsa americana per quanto appetitosa potrebbe risultare stucchevole...

Sotto questa prospettiva bisognerà seguire con grande attenzione l’evolversi sull’indice MSCI che sintetizza l’andamento di tutti i listini azionari mondiali escluso quello americano. L’indice è alle prese con quota 2.400 punti, che mostra una certa capacità contenitiva. Non a caso.
Come si ricorderà, infatti, da queste parti si colloca la resistenza che nel corso del 2021 contenne l’avanzata del benchmark: qui si colloca il massimo del 2007, e sempre qui il rialzo del 2020-21 eguaglia in estensione il bull market del 2009-14. Salirvi oltre, oltre a condurre prevedibilmente a nuovi massimi storici, favorirebbe un’estensione delle quotazioni all’incirca di 200 punti dai correnti livelli. Sarebbe ora.

di Gaetano Evangelista
www.ageitalia.net

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