Stiamo per chiudere il quinto mese positivo di fila

Gaetano Evangelista Gaetano Evangelista - 26/03/2024 12:52

Gli investitori immuni dal condizionamento esterno hanno messo da parte succulente plusvalenze da quando alla fine di ottobre sono maturati i segnali d'acquisto sul mercato azionario. Brutte notizie invece per chi ha prediletto il reddito fisso.

Il tempo scorre rapidamente quando ci si diverte. Sono passare ben 100 sedute di borsa da quell’ormai mitico minimo di fine ottobre 2023 che ha costituito una opportunità irripetibile di ingresso a sconto sul mercato azionario a vantaggio di investitori impermeabili ai condizionamenti esterni.
Il rialzo è stato appagante non solo per intensità ed estensione, ma anche per contenimento del rischio. Mentre il mercato obbligazionario denuncia una perdita anche in termini total return, un benchmark globale come lo S&P500 non ha mai subito un ripiegamento superiore al 2%. E dire che una volta li chiamavano mercati “di rischio”. Per inciso, questa è soltanto l’ottava volta dal 1950 che la borsa americana sperimenta un rialzo di analoga durata senza fornire alcun dispiacere agli investitori lungo il suo cammino; ed è eloquente esaminare il comportamento storico registrato nei mesi successivi...

Adesso ci si incomincia a chiedere: ma se l’economia va così bene, con il rischio di una recessione nel 2024 ormai spazzato via; perché mai ridurre il costo del denaro con cui la congiuntura va così d’accordo? Yardeni sul Financial Times ha fornito una mezza risposta: se l’inflazione scendesse al 2.0%, un Fed Funds rate sui livelli correnti comporterebbe un policy rate reale al 3.25-3.50%, con seri rischi di far deragliare l’espansione. Una risposta che non convince del tutto, ma tant’è: dubitiamo che la banca centrale americana arriverà ad aumentare i tassi in un anno elettorale, onde scongiurare eventuali surriscaldamenti.
In effetti per maggio non se ne parla, ma la probabilità che il 12 giugno il Fed Funds rate sia limato di un quarto di punto, è data al 75%; all’87% che l’easing sia varato prima di agosto. Certo fa notizia un allentamento del costo del denaro con le borse sui massimi storici. Ma sarebbe tutt’altro che la prima volta.

Dal 1980 una circostanza simile è stata registrata ben 20 volte, dunque esiste un'ampia casistica a corredo, il che ancora una volta consente di delineare degli scenari a favore degli investitori che studiano la storia. Il Delta System suggerirebbe un minimo per la fine della corrente settimana. Nulla per cui perdere il sonno, viste le premesse citate, con Wall Street che sta per chiudere positivamente il quinto mese consecutivo. La settimana passata lo S&P500 ha chiuso per due giorni consecutivi oltre la Bollinger band superiore: una escursione “estrema” già sperimentata altre volte nel recente passato. Il Rapporto Giornaliero di oggi mostra cosa è occorso al mercato nelle circostanze analoghe a quella recente.

Gaetano Evangelista

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