Un Phoenix Memory Airbag Step Down su quattro titoli bancari europei, con premi mensili dell’1% e barriera capitale al 50%.
Il consolidamento bancario continua a rappresentare uno dei temi dominanti del settore finanziario europeo, con l’Italia che si conferma uno dei mercati più dinamici sul fronte delle operazioni straordinarie. Dopo l’acquisizione di Mediobanca da parte di MPS, l’attenzione si è spostata sulla configurazione futura del gruppo senese, diventato il nuovo baricentro del risiko nazionale. Tra le ipotesi allo studio figura una possibile aggregazione con Banco BPM, che già a giugno aveva aperto a una “fusione tra pari” capace di dare vita a un gruppo con una capitalizzazione superiore a €50 mld. Secondo le indiscrezioni più recenti, gli advisor delle due banche starebbero ora approfondendo una struttura composta da azioni e da una componente in contanti, calibrata in modo da attribuire agli attuali azionisti partecipazioni coerenti con le rispettive valutazioni di mercato. L’operazione rappresenterebbe una possibile alternativa all’offerta concorrente di Intesa Sanpaolo su MPS. Banco BPM aveva precedentemente stimato benefici ante imposte per oltre €1,1 mld annui e un incremento dell’utile per azione superiore al 10%; i due istituti hanno confermato l’esistenza dei colloqui, mentre i dettagli definitivi della struttura finanziaria restano al momento oggetto di approfondimenti riservati. Parallelamente, l’operazione di UniCredit su Commerzbank è entrata in una fase decisiva. Dopo l’offerta volontaria, il gruppo italiano è salito al 47,59% del capitale, equivalente al 49,65% dei diritti di voto. Il nuovo equilibrio ha attenuato le resistenze tedesche: il governo Merz ha escluso ostacoli all’operazione, mentre il presidente di Commerzbank Jens Weidmann ha aperto al confronto sulle condizioni di un’eventuale integrazione, ancora subordinata alle autorizzazioni regolamentari.
È proprio in questo scenario, caratterizzato da un settore bancario sempre più concentrato e attraversato da numerose operazioni straordinarie, che si inserisce il Phoenix Memory Airbag Step Down (ISIN: CH1571725642) emesso da Leonteq e scritto su un basket composto da Commerzbank, Banco BPM, Intesa Sanpaolo e Société Générale. La struttura prevede il pagamento di premi condizionati dotati di effetto memoria (trigger premio posto al 50% dei valori di riferimento iniziali), pari all’1% (12% p.a.) a cadenza mensile fino alla scadenza di luglio 2030 (durata massima dello strumento pari a quattro anni). Al fine di contenere il drawdown nel caso di eventuali ribassi dei sottostanti, il prodotto è dotato di effetto airbag (fattore airbag pari a 2), che consente di ridurre significativamente la performance negativa del prodotto nel caso in cui uno dei titoli scendesse al di sotto della barriera capitale, conferendo al certificato una maggiore tenuta del prezzo durante la sua vita: nei certificati dotati di tale effetto la performance negativa verrà infatti calcolata a partire proprio dalla barriera, per una significativa riduzione delle perdite. Inoltre, il certificato potrà rimborsare anticipatamente il suo valore nominale, pari a 1.000 euro, a partire dalla data di osservazione dell’8 ottobre 2026 e per le successive date a cadenza mensile, qualora tutti i titoli rilevino al di sopra del 100% dei rispettivi valori di riferimento iniziali, con il trigger autocall che decresce poi dell’1% ogni mese fino ad arrivare al 60%.
Il prodotto è attualmente quotato sul segmento Cert-X di Borsa Italiana ad un prezzo lettera prossimo alla parità, per un rendimento potenziale a scadenza pari al 11,8% annualizzato circa. In caso di violazione della barriera, l’effetto airbag permette di ammortizzare la performance negativa: a fronte di una perdita del 70% del worst of Commerzbank, ad esempio, il certificato registrerebbe una flessione di circa il 40%, senza considerare gli eventuali premi incassati durante la vita dello strument


Report a cura di Pierpaolo Scandurra
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