Nvidia, trimestrale oltre le attese: ricavi record e crescita mondiale
Mercoledì 25 febbraio 2026 Nvidia ha pubblicato i risultati del quarto trimestre fiscale 2026 e dell’intero esercizio, registrando numeri record e ben al di sopra delle stime di mercato.
Dati principali del trimestre
- Ricavi trimestrali: 68,1 miliardi di dollari, +73% su base annua e +20% rispetto al trimestre precedente, superando le attese degli analisti.
- Utile per azione (EPS): 1,62 $ per azione, anch’esso sopra le previsioni.
- Ricavi annuali (FY2026): 215,9 miliardi di dollari, +65% rispetto all’anno fiscale precedente.
- Margine lordo: circa 75%, uno dei livelli più solidi del settore.
Questi risultati non solo rappresentano un nuovo record storico per Nvidia, ma consolidano la sua crescita come fornitore chiave per il boom dell’intelligenza artificiale globale.
Data center: il motore della crescita
Il segmento Data Center, che fornisce hardware e soluzioni per l’IA e il cloud computing, è stato il vero protagonista:
- Ricavi Data Center: 62,3 miliardi di dollari, +75% su base annua, rappresentando oltre il 90% delle vendite totali del trimestre.
Questo dato riflette la domanda esplosiva di chip per l’addestramento e l’inferenza di modelli di intelligenza artificiale avanzati, soprattutto da parte di grandi aziende tecnologiche e fornitori di cloud.
Previsioni e outlook per il nuovo trimestre
Nvidia è andata oltre i risultati passati, fornendo anche una guidance positiva per il trimestre in corso:
- Ricavi attesi nel Q1 fiscale 2027: circa 78 miliardi di dollari, ben al di sopra delle stime di consenso.
Questa previsione indica che la società non vede segnali di rallentamento nella spinta alla spesa per infrastrutture AI.
Cosa significa per l’economia e la tecnologia globale
I risultati trimestrali di Nvidia ribadiscono alcuni trend economici e tecnologici chiave:
Domanda AI ancora in forte espansione
La crescita travolgente nei data center mostra che le aziende stanno investendo sempre più in infrastrutture per AI generativa e computing ad alte prestazioni.
Nvidia come barometro del settore tech
Essendo leader nel mercato dei chip per intelligenza artificiale, i conti di Nvidia sono spesso interpretati come un indicatore avanzato della salute degli investimenti tecnologici globali.
Sfide e rischi
Nonostante i risultati solidi, permangono dubbi su potenziali rischi, come la concentrazione della domanda su pochi hyperscaler o pressioni competitive da parte di altri produttori di chip avanzati.
Conclusione
La trimestrale di Nvidia pubblicata ieri è stata una delle più forti nella sua storia: ricavi e utili record, guida ottimistica, e un ruolo sempre più centrale nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Questi numeri confermano la sua leadership nel settore tecnologico e influenzano significativamente il sentiment degli investitori sui mercati globali.
“The 2028 Global Intelligence Crisis”
L’articolo è un esercizio di scenario speculativo scritto come se fosse un memo macroeconomico datato 30 giugno 2028, ossia dal futuro. Non è una previsione concreta di ciò che accadrà, ma una simulazione per esplorare rischi poco studiati legati alla diffusione dell’intelligenza artificiale (IA).
Scenario principale descritto
Nel memo immaginario del 2028, Citrini Research descrive una crisi economica globale scatenata dal fatto che l’IA è diventata così potente e diffusa da sostituire rapidamente grandi porzioni di lavoro umano, soprattutto nel settore white-collar. Questo porta a:
- Disoccupazione elevata: il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti raggiunge circa 10,2 %, con milioni di lavoratori qualificati senza lavoro.
- Mercati in forte calo: l’indice S&P 500 cala del 38 % rispetto ai massimi del 2026, mentre l’economia reale si indebolisce.
- Economia “fantasma” (Ghost GDP): la produttività e il PIL nominale restano solidi perché l’output aumenta grazie alle macchine, ma la spesa reale e la domanda aggregata si deprimono perché le persone occupate (e quindi consumatrici) diminuiscono drasticamente.
Meccanismo di feedback negativo
Il report evidenzia un circolo vizioso:
- Le aziende adottano IA per ridurre i costi del lavoro.
- L’IA sostituisce lavoratori a un ritmo rapido, soprattutto nei lavori cognitivo-professionali.
- I consumi calano perché gli ex-lavoratori hanno meno reddito.
- Per compensare la domanda debole, le aziende investono ancora di più in IA per tagliare i costi, spingendo la spirale ancora più in basso.
Questo loop viene definito “human intelligence displacement spiral” ed è presentato come un rischio sistemico senza freni naturali in questo scenario.
Impatto sui mercati e sull’economia
Secondo lo scenario:
- Gli indici azionari e i modelli finanziari collassano man mano che la domanda dei consumatori si contrae.
- Settori basati su intermediazione, servizi e software tradizionali vengono colpiti pesantemente.
- Settori ad alta intensità di IA (ad es. infrastrutture cloud e chip) possono continuare a generare profitti, ma senza sostenere l’economia reale.
- Il mercato dei mutui e dei consumer credit viene messo sotto stress, poiché un’economia con pochi spazi per il reddito reale fatica a sostenere il debito delle famiglie.
Messaggio centrale
Il rapporto non è una predizione, ma un esercizio di riflessione critica.
L’autore stesso sottolinea che questo è uno scenario ipotetico costruito per esplorare rischi a “coda lunga” legati all’adozione accelerata dell’IA, non una previsione certa.
L’obiettivo è stimolare la discussione su come la tecnologia potrebbe ridefinire in maniera profonda e potenzialmente destabilizzante il mercato del lavoro, la distribuzione del reddito e l’economia globale se l’IA diventasse troppo efficace troppo in fretta.
Curiosità
Il fondo sovrano più grande del mondo: il modello Norvegia
Il Government Pension Fund Global della Norvegia è oggi il fondo sovrano più grande del pianeta. Spesso viene chiamato “fondo petrolifero”, ma in realtà è molto più di un semplice salvadanaio delle entrate energetiche.
Perché è stato creato?
Negli anni ’90 la Norvegia capisce che il petrolio del Mare del Nord non durerà per sempre.
Nel 1990 il Parlamento istituisce il fondo con un obiettivo chiaro:
Trasformare una ricchezza temporanea (petrolio e gas) in ricchezza permanente per le future generazioni.
Il primo versamento arriva nel 1996.
Quanto è grande?
Oggi il fondo vale circa 1.500–1.700 miliardi di dollari (il valore oscilla con i mercati).
Possiede in media circa l’1,5% di tutte le azioni quotate al mondo.
È gestito dalla banca centrale norvegese attraverso Norges Bank (divisione NBIM).
Come investe?
La strategia è sorprendentemente semplice e trasparente:
- ~70% azioni globali
- ~25% obbligazioni
- ~5% immobili non quotati e rinnovabili
Investe in oltre 70 Paesi e in migliaia di aziende.
Non fa trading speculativo: è un investitore passivo, molto diversificato e con orizzonte lunghissimo.
La regola d’oro: non spendere il capitale
La Norvegia ha introdotto una disciplina fiscale cruciale:
Il governo può utilizzare solo il rendimento atteso reale del fondo (circa il 3% annuo), non il capitale.
Questo significa:
- Il fondo non viene intaccato.
- Le future generazioni beneficeranno ancora della ricchezza petrolifera.
- L’economia evita il surriscaldamento (la cosiddetta “maledizione delle risorse”).
Investimenti etici: cosa NON compra
Nel 2015 ha iniziato a disinvestire gradualmente dal carbone.
Questa politica è supervisionata da un comitato etico indipendente.
E le armi “normali”?
Qui la questione è più sfumata.
Il fondo può detenere partecipazioni in aziende che producono sistemi di difesa convenzionali, ad esempio grandi gruppi aerospaziali e della difesa occidentali, purché:
- non producano armi vietate dalle convenzioni internazionali
- non violino i criteri su diritti umani o diritto umanitario
Negli ultimi anni, soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina, in Norvegia c’è stato un dibattito politico su quanto sia coerente investire nella difesa pur avendo linee guida etiche restrittive. Ma ad oggi non esiste un divieto totale sul settore difesa.
Chiunque può consultare online:
- tutte le partecipazioni
- i voti nelle assemblee
- le linee guida etiche
- i rendimenti annuali
È probabilmente il fondo sovrano più trasparente al mondo.
Dal 1998 il rendimento medio annuo reale è stato intorno al 3–4% sopra l’inflazione, nonostante:
La chiave è l’orizzonte intergenerazionale.
Il fondo orvegese dimostra tre principi fondamentali:
- Separare politica e gestione finanziaria
- Pensare in termini di decenni, non di trimestri
- Accettare la volatilità come prezzo del rendimento
LA SETTIMANA IN BORSA
Settimana senza particolari notizie, considerato che la precedente si era conclusa con la sentenza della Corte Suprema relativamente ai dazi. Trump ha alzato la voce durante il week end, minacciando nuovi dazi per i prossimi cinque mesi al 10% e poi al 15%, successivamente ha dichiarato di aver già avuto la disponibilità in poche ore dai rispettivi paesi di mantenere i dazi già decisi previa sentenza della Corte, poi il silenzio. Il Cancelliere tedesco Merz andrà la prossima settimana per tastare il terreno per l'UE dopo aver rinviato il voto della Commissione Europea sul precedente accordo che doveva tenersi questa settimana.
Specifica Europa
Zitti zitti sia l'Eurostoxx 50 che lo stoxx 600 toccano nuovi massimi in settimana, il fatto che ci siano pochi titoli legati all'intelligenza artificiale sta offrendo spunti interessanti per i nostri listini, ma bisogna considerare che se mai fosse vero che la nuova tecnologia sarà devastante per la crescita americana creando disoccupazione in vari settori, non bisogna credere che questo non accadrà anche in Europa o nel resto del mondo, ma spesso gli investitori preferiscono inseguire le storie come vengono raccontate piuttosto che fermarsi a pensare.
Performance settimanali degli indici europei
I principali listini europei hanno chiuso in rialzo facendo nuovi massimi:
- DAX (Germania): +1,17%
- CAC 40 (Francia): +0,98%
- FTSE MIB (Italia): +1,09%
- FTSE 100 (Regno Unito): +2,17%
- EURO STOXX 50: +0,44%
- MSCI Europe: +1,01%
- EURO STOXX 600: +0,98
Specifica Usa
Negoziati in Iran, caso Epstein e dazi non sono stati abbastanza per stimolare Trump questa settimana. Che stia poco bene? Giusto una novità per quanto riguarda le elezioni e il modo di votare giusto per darci un antipasto del caos che regnerà in occasione della campagna elettorale che entrerà nel vivo la prossima estate per finire a novembre con le elezioni di Mid Term, sperando che non ci sia un nuovo attacco alla Casa Bianca. Poi venerdì dopo Venezuela e Groenlandia ora il nuovo 51° stato degli Stati Uniti sarà Cuba, ormai alla fame a causa dell'embargo petrolifero. Questa è una vicenda che meriterebbe oltre al Nobel per la Pace anche qualche riflessione.
Performance settimanale degli indici Usa e mondo
i listini americani chiudono in ribasso mentre salgono gli emergenti:
- S&P 500: -0,44%
- Nasdaq: -0,95%
- Russell 2000: -1,18%
- MSCI World: +0,87%
- MSCI Emerging Market: +1,77%
- MSCI China: -2,94%
Dati macro:
L'inflazione nell'area Euro rimane sotto controllo con l'Italia e Francia all'1%. Bene anche i dati sulla crescita: Pil Germania +0,4% e Francia +1,1%, nonostante i dati sulle immatricolazione delle auto francesi e tedesche in forte calo, rispettivamente -38% e - 21%. In America i prezzi ai produttori sono balzati dello 0,5% portandosi al 2,9% su base annua su aspettative di un più modesto 2,6%. Forse rimescolando i dazi qualcosa potrebbe cambiare? Certo che queste notizie allontanano un taglio dei tassi.
Analisi tecnica e valutazioni:
Quasi tutti gli indici mondiali sono sui massimi, non solo quelli europei o emergenti, ma anche lo S&P è stato a meno di un punto percentuale durante la settimana dai massimi di ottobre. Se non si guardasse il grafico, sembrerebbe che il Nasdaq sia in un bear market a doppia cifra ed invece la verità è che semplicemente da quattro mesi si sta muovendo in un trading range che potrebbe essere distribuzione o accumulazione, ma è sempre difficile capire ex ante quale delle due fasi stiamo vivendo.
Conclusioni
Nvidia con un utili in rialzo del 75% sembra essere la causa di tutti i mali come se producesse droga piuttosto che chip. Si parlava di bolla e sarebbe stata tale se con una notizia così positiva, tutti i titoli legati all'AI avessero registrato rialzi a doppia cifra, come successe nel 2000, quando anche Seat Pagine Gialle che faceva l'elenco telefonico saliva senza un domani che sarebbe stato senza più il telefono a filo solo perché aveva aperto un sito web.
Prospettive per la prossima settimana
Finito febbraio, non certo un mese entusiasmante statisticamente, in genere il peggiore del semestre aureo novembre - maggio, si potrebbe anche riprendere a salire.