Analisi Settimanale Mercati Finanziari - 24 Gennaio 2026

Michele Clementi Michele Clementi - 24/01/2026 07:52

Mercosur, il Parlamento sfida la Commissione: l’Europa tra paralisi politica e ipocrisia commerciale

Il Parlamento europeo ha respinto la mozione di sfiducia contro Ursula von der Leyen con 390 voti contrari, 165 favorevoli e 10 astenuti, salvando formalmente la presidente della Commissione ma certificando, nei fatti, la profonda frattura politica che attraversa oggi le istituzioni comunitarie. La mozione, presentata dal gruppo dei Patrioti per l’Europa – che riunisce Lega, Fidesz di Viktor Orbán e il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella – chiedeva le dimissioni della Commissione in seguito alla firma dell’accordo commerciale UE-Mercosur del 17 gennaio scorso.

Se la Commissione ha evitato la caduta, l’accordo con il Mercosur ha invece subito un colpo durissimo. Con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astenuti, l’Europarlamento ha deciso di sottoporre l’intesa al vaglio della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, una mossa che rischia di congelarne l’entrata in vigore per anni. Un esito che rappresenta un vero e proprio boomerang politico per Bruxelles e che ha spaccato in modo evidente la maggioranza che sostiene Ursula von der Leyen.

Il motivo della controversia

Agricoltura e foreste: gruppi ambientalisti e parte del settore agricolo temono che l’accordo possa facilitare importazioni di prodotti legati a pratiche di deforestazione e concorrenza sleale, mettendo pressione sui prezzi e sugli standard produttivi europei

Maggioranze incoerenti e linee nazionali

Il voto di Strasburgo ha messo a nudo la fragilità delle famiglie politiche europee. All’interno di Renew Europe, ad esempio, i delegati francesi hanno votato compatti a favore della mozione, insieme ai connazionali degli altri gruppi, confermando come sul Mercosur prevalga la logica nazionale su quella europea.

Anche l’Italia si è presentata divisa: Fratelli d’Italia, Forza Italia e Partito Democratico hanno votato contro la mozione, quindi a favore dell’accordo; Lega, Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle si sono invece schierati per il suo affossamento. Una fotografia che restituisce l’immagine di un’Unione incapace di esprimere una posizione coerente su uno dei dossier strategici più rilevanti della sua politica commerciale.

L’Europa e il regno dell’ipocrisia

Le istituzioni comunitarie predicano apertura, multilateralismo e regole comuni, ma nei momenti decisivi non seguono i principi che proclamano. L’élite politica e burocratica continua a presentarsi come moralmente e normativamente superiore rispetto al resto del mondo. L’accordo eliminerebbe di oltre il 90% i dazi doganali su beni scambiati tra i due blocchi, coinvolgendo circa 780 milioni di persone e circa un quarto del PIL globale.

Il voto sul Mercosur mostra un’Unione insicura, divisa e incapace di scegliere, prigioniera delle proprie paure interne mentre il contesto globale si fa sempre più competitivo e conflittuale. Finché Bruxelles non risolverà questa frattura tra retorica e realtà, tra ambizione globale e paralisi politica, ogni accordo commerciale resterà ostaggio delle contraddizioni europee.

Eurizon Global Outlook 2026 – Riepilogo dell’evento a Milano

  • Eurizon ha illustrato a Milano il Global Outlook 2026 in un evento dedicato agli investitori istituzionali — inclusi fondazioni, compagnie assicurative, casse di previdenza e collocatori collegati e non al gruppo Intesa Sanpaolo —.

2. Scenario macroeconomico previsto

  • Il 2026 è descritto come un anno di continuità nell’evoluzione del ciclo economico globale, proseguendo l’espansione economica post-Covid ormai al settimo anno.
  • Il quadro generale si basa su: 

    Politiche fiscali favorevoli alla crescita nei principali paesi.

    Inflazione sotto controllo, elemento chiave per evitare shock sui mercati finanziari.

3. Politiche governative e monetarie

  • Negli Stati Uniti la politica fiscale resta moderatamente espansiva, supportando la domanda interna.
  • In Europa, gli stimoli sono rinforzati da investimenti in infrastrutture e difesa.
  • Banche centrali:
    • La Federal Reserve dovrebbe completare un ciclo di tagli ai tassi.
    • La BCE manterrebbe una politica monetaria neutrale dopo gli aggiustamenti precedenti.

4. Asset class e prospettive di mercato

Reddito fisso

  • Rimane centrale nella costruzione dei portafogli, con titoli di Stato che offrono rendimento reale positivo e protezione in periodi di turbolenza.

Credito

  • Gli spread creditizi sono compressi, ma il credito è ancora considerato una fonte di rendimento aggiuntivo all’interno di portafogli bilanciati.

Mercati azionari

  • Si prevede prosecuzione del trend di crescita sostenuta dall’aumento degli utili societari.
  • Il settore tecnologico mostra valutazioni elevate, che richiedono un approccio selettivo, mentre altri segmenti del mercato appaiono più coerenti con multipli storici di lungo periodo.

5. Messaggio chiave per gli investitori

  • La visione centrale per il 2026 è una fase di stabilità piuttosto che di rottura dei trend economici, con un ciclo globale maturo ma ancora favorevole.
  • Le priorità suggerite da Eurizon per affrontare il nuovo anno includono:
    • Qualità degli attivi nei portafogli.
    • Diversificazione delle asset class.
    • Gestione professionale attiva per navigare in uno scenario con rischi geopolitici e macroeconomici presenti.

Curiosità

Discorso tenuto dal primo ministro canadese Mark Carney al World Economic Forum di Davos 2026:

1. Tesi centrale:
Carney ha affermato che l’“ordine mondiale basato sulle regole” del dopoguerra è finito e che il mondo sta entrando in una nuova fase di rivalità fra grandi potenze dove le istituzioni multilaterali tradizionali (come WTO, ONU, COP) hanno perso efficacia. In questo contesto, ha dichiarato che i paesi di media potenza (come il Canada) non sono impotenti, ma devono agire collettivamente e strategicamente per difendere i propri interessi e valori. 

2. “Se non sei al tavolo, sei nel menù”:
Una delle frasi chiave del discorso — diventata virale — è che le medie potenze devono unirsi perché se non si siedono “al tavolo delle decisioni” finiranno per essere “servite nel menù” dalle grandi potenze. 

3. Ruolo delle medie potenze e strategia:
Carney ha proposto un approccio definito “realismo basato sui valori”:

  • Principi fondanti: sovranità, integrità territoriale, rispetto dei diritti umani e divieto dell’uso della forza eccetto nei casi previsti dalla Carta ONU.
  • Pragmatismo: riconoscendo che gli interessi divergono e che non tutti i partner condividono gli stessi valori, ma che cooperazioni strategiche possono massimizzare l’influenza globale.
  • Ha sottolineato che, di fronte a un ordine mondiale in frantumi, i paesi devono rafforzare la propria autonomia strategica in settori chiave come energia, alimentazione, minerali critici, finanza e catene di fornitura. 

4. Nuovo approccio diplomatico ed economico del Canada:
Carney ha illustrato come il suo governo stia diversificando le relazioni internazionaliattrarre investimenti massicci:

  • Taglio delle tasse, rimozione di barriere interne al commercio,
  • Investimenti di grandi dimensioni in energia, IA, minerali critici, infrastrutture e difesa,
  • Partenariati strategici con Unione Europea, Cina, Qatar e altri,
  • Trattative in corso con India, ASEAN e Mercosur.
    Questa strategia serve a potenziare l’autonomia economica e politica del Canada anziché dipendere da un singolo partner dominante. 

5. Critica implicita alla politica di potenze maggiori:
Sebbene non abbia sempre nominato esplicitamente leader specifici, il discorso è stato percepito come una critica alla politica unilaterale e coercitiva delle grandi potenze (principalmente gli Stati Uniti), dato il contesto di tensioni crescenti legate a tariffe, dispute su Groenlandia e rappresaglie economiche. 

6. Reazioni e impatto politico:

  • Il discorso ha ricevuto standing ovation e attenzione internazionale
  • Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha risposto con commenti provocatori, sostenendo che “il Canada esiste grazie agli Stati Uniti” e revocando a Carney un invito a un’iniziativa internazionale. Carney ha replicato ribadendo l’indipendenza e i valori del Canada. 

Conclusione:
Il messaggio centrale del premier canadese a Davos è che, in un mondo dove l’ordine internazionale tradizionale è in rottura, le medie potenze devono cooperare strategicamente e costruire nuove forme di alleanze basate su valori condivisi e autono­mia strategica, piuttosto che affidarsi semplicemente alle vecchie strutture e alla benevolenza di grandi stati. 

LA SETTIMANA IN BORSA

Sono stato impegnato a tenere corsi fuori ufficio e leggevo le notizie in maniera sporadica durante la giornata e la sensazione tornato a casa giovedì sera era quella di un mercato fortemente ribassista ed invece a sorpresa scopro che i principali indici europei sono a un punto percentuale dai massimi storici e il Russel 2000, indice delle small cap americane ha toccato un nuovo record storico. Spesso percezione della realtà data dai notiziari è ben lontana da quanto è realmente successo.

Specifica Europa

Saltato il Mercosur, l'accordo con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, che poteva anche essere vista come una forza nelle future trattative con Trump oltre che un potenziale aumento delle esportazioni future, Italia e Germania hanno stretto un accordo di collaborazione per lavorare insieme per l'approvvigionamento di materie prime critiche. Se in futuro a questo accordo si unirà un terzo stato europeo allora diventerà una barzelletta: ci sono un italiano, un tedesco e un...

Performance settimanali degli indici europei

I principali listini europei hanno chiuso contrastati:

  • DAX (Germania): -0,23%
  • CAC 40 (Francia): +0,38%
  • FTSE MIB (Italia): -0,81%
  • FTSE 100 (Regno Unito): -0,51%
  • EURO STOXX 50: +0,31%
  • MSCI Europe: -1,08%
  • EURO STOXX 600: +0,21%

Specifica Usa

Non solo il dietrofront momentaneo di Trump dell'uso della forza per annettere la Groenlandia o la decisione della Corte Suprema di confermare Lisa Cook come governatrice della Fed nonostante gli attacchi del Tycoon per presunti documenti falsificati per ottenere un mutuo, a rincuorare i mercati finanziari ci ha pensato anche il CEO di Nvidia - Jensen Huang - che nel suo discorso a Davos ha preannunciato un futuro radioso per l'intelligenza artificiale, parole che rassicurano chi inizia a pensare che le spese fatte dalle aziende in chip forse non avranno il ritorno sperato.

Performance settimanale degli indici Usa e mondo

I listini americani chiudono la settimana piatti:

  • S&P 500: -0,35%
  • Nasdaq: -0,06%
  • Russell 2000: -0,32 %
  • MSCI World: -0,22%
  • MSCI Emerging Market: +1,09%
  • MSCI China: -0,54%

Dati macro: 

Il Pil negli Stati Uniti è salito al 4,4% dal 3,8% precedente, livelli di crescita post pandemia si potrebbe dire, ovviamente la crescita così forte crea pressioni inflattive ed infatti questa è tornata a salire seppure di misura al 2,8% dal sorprendente dato precedente del 2,7%. In Germania l'indice ZEW che misura il sentiment degli istituzionali è salito a 59,6, livelli che non si vedevano dal 2021.

Analisi tecnica e valutazioni: 

Le parole del Ceo di Nvidia hanno ridato vitalità alle big cap, ma si nota come alla rotazione settoriale in atto negli ultimi mesi già da tempo era in atto una rotazione continentale, con i mercati che hanno rincorso per 15 anni che ora già da tempo sono diventati trainanti e portatori di forza. Questo significa che in America, nonostante l'economia forte e flussi in entrata comunque buoni, ci sia un lento deflusso che controbilancia la domanda verso altri mercati ed infatti l'indice americano meglio impostato in forza è il Russell che dalla pandemia era rimasta attardato rispetto ai più blasonati S%P e Nasdaq.

Conclusioni

Cosa dirà domani Trump? Ormai fai fatica a scrivere una considerazione che in 24 ore è già vecchia con una novità sul tavolo o meglio, sulla bocca del Tycoon. L'incontro con Putin per la pace in Ucraina doveva essere centrale ed ecco che per l'occasione viene tirato in ballo l'Afghanistan per attaccare nuovamente la Nato e ferire la Gran Bretagna definendoli soldati codardi, paurosi di stare vicino al fronte. I 457 soldati morti ringraziano il non premio Nobel per la pace.

Prospettive per la prossima settimana

Si entrerà nel vivo delle trimestrali e nelle prossime due settimane si tireranno le somme sulla tendenza della media dei risultati con la metà delle società che avranno comunicato i dati della propria società. Ovviamente in due settimane Trump potrà prendersi la scena con qualsiasi dichiarazione gli passerà per la testa e quello che tutti temiamo e che seppure sembrerà una idiozia quello che dice molto probabilmente lo porterà a termine o almeno andrà avanti fin dove e quando gli è permesso.

 

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