Certificati su indici con cedole fino al 28,5% annuo

Giovanni Picone Giovanni Picone - 23/06/2026 08:55

La narrativa AI spinge al rialzo i rendimenti dei certificati ora anche sui basket composti da indici azionari con l’utilizzo dell’indice Kospi. In questo approfondimento una selezione di certificati per cavalcare la narrativa AI con gli indici azionari

Quando si parla di investire su titoli legati all'AI, l'attenzione degli investitori si concentra quasi sempre sul Nasdaq 100. Tuttavia, negli ultimi mesi è emerso un altro indice che sta beneficiando in modo diretto della stessa narrativa: il KOSPI 200, principale indice azionario della Corea del Sud. La particolarità del mercato coreano è la sua forte concentrazione sul settore deisemiconduttori, vero collo di bottiglia dell'intera rivoluzione dell'Intelligenza Artificiale.

Oggi Samsung Electronics e SK Hynix rappresentano una quota estremamente rilevante dell'indice e, a seconda delle metodologie di calcolo e dei momenti di mercato, arrivano a pesare complessivamente tra il 45% e oltre il 50% dell'esposizione ai titoli più rappresentativi del listino coreano. Pertanto, se fino ad oggi il mondo degli investimenti guardava con interesse i titoli legati al tema dell’intelligenza artificiale rivolgendosi ai singoli titoli per spingere il rendimento dei certificati, monetizzando l’elevata volatilità che accompagna questa gamma di sottostanti, l’inserimento del Kospi 200 all’interno dei basket di sottostanti indici azionari sa dare il medesimo boost al rendimento potenziale. Per questo la novità di questi giorni è l’arrivo sul secondario di una serie di prodotti che stanno snaturando il benchmark di rendimento che fino ad oggi contraddistinguevano i prodotti su indici azionari, particolarmente utili per la costruzione della componente core di portafoglio. 

Per questa ragione abbiamo deciso di fare un approfondimento in merito, analizzando le novità e spiegando perché è possibile per gli emittenti offrire questi rendimenti così elevati.

Perché il Kospi 200

Molti investitori associano l'AI esclusivamente a Nvidia.

In realtà, senza memoria ad alta velocità (HBM - High Bandwidth Memory), i processori AI non potrebbero operare in modo efficiente. È proprio qui che entrano in gioco Samsung Electronics e soprattutto SK Hynix. SK Hynix è diventata il principale fornitore mondiale di memorie HBM utilizzate nei sistemi Nvidia destinati ai data center AI. L'azienda ha recentemente avviato la distribuzione dei nuovi chip HBM4E ai principali clienti globali, con miglioramenti significativi in termini di velocità ed efficienza energetica.  A testimonianza della forza del trend AI, il 22 giugno 2026 si è verificato un evento impensabile fino a pochi anni fa.

Per la prima volta dal 2000, SK Hynix ha superato Samsung Electronics diventando la società quotata con maggiore capitalizzazione della Corea del Sud.  L'evento è stato determinato dall'esplosione della domanda globale di memoria destinata ai data center AI e dall'accelerazione degli investimenti dei grandi hyperscaler americani.  Si tratta di un passaggio simbolico importante: il mercato sta premiando non più il produttore di elettronica di consumo dominante, ma l'azienda maggiormente esposta alla catena del valore dell'Intelligenza Artificiale.

Un indice che amplifica la narrativa AI

La concentrazione del KOSPI 200 comporta un duplice effetto.

Da un lato aumenta la volatilità dell'indice, che tende a reagire in maniera molto sensibile alle notizie provenienti dal settore dei semiconduttori.

Dall'altro consente agli investitori di ottenere un'esposizione molto più diretta alla crescita della domanda AI rispetto a molti altri indici globali più diversificati. 

Non è un caso che il mercato coreano sia stato uno dei principali beneficiari del boom dell'AI nel corso del 2026, sostenuto proprio dalle performance di Samsung Electronics e SK Hynix. 

Proprio per via della narrativa AI, l’indice Kospi è divenuto progressivamente un indice sempre meno di “nicchia”. Gli investitoriesteri rappresentano ora il 38,3% della capitalizzazione di mercato del Kospi, con le partecipazioni straniere in titoli sud-coreani che sono salite fino a 1,39 trilioni di dollari, triplicando il valore del 2024.

Perché il KOSPI può aumentare i rendimenti dei certificati

All'interno di un basket composto da grandi indici azionari internazionali, la presenza del KOSPI 200 rappresenta un elemento distintivo. Non solo perché da visibilità a una gamma di titoli irraggiungibile singolarmente, ma anche perché consente di sfruttare una dinamica “tecnica” che ha fatto esplodere i rendimenti potenziali.

Gli emittenti di certificati utilizzano infatti la maggiore volatilitàimplicita sulla scadenza a breve dell'indice coreano per aumentare il premio riconosciuto agli investitori.

È proprio questa caratteristica che consente ad alcuni certificati oggi sul mercato di offrire rendimenti potenziali nell'ordine del 28,5% annuo, livelli impossibili raggiungibili con basket composti esclusivamente da S&P 500, Euro Stoxx 50 o FTSE MIB, e difficili anche per i basket contenenti indici “non tradizionali” come Cina e Brasile.

In altre parole, il KOSPI 200 non è soltanto un indice geografico, ma rappresenta una modalità indiretta per inserire nel portafoglio una forte esposizione al tema dei semiconduttori e dell'Intelligenza Artificiale, mantenendo al tempo stesso la diversificazione tipica di un basket multi-indice, andando anche a monetizzare un’elevata volatilità che sul comparto indici era fino ad oggi impossibile da sfruttare.

I motivi sono da ricercare nella skew di volatilità che oggi distingue l’indice.

Certificati su indici con cedole fino al 28,5% annuo 1

 

L’elevata volatilità è sulla parte corta dellescadenze in opzioni, che risulta essere la parte della curva che può portare maggior boost in termini di rendimento. Pertanto, per sfruttare questa dinamica gli emittenti stanno proponendo certificati su indici azionari con una scadenza più corta rispetto a quanto eravamo abituati un tempo.

Certificati su indici con cedole fino al 28,5% annuo

Arriviamo ora alla selezione di certificati, perché nell’ultima settimana abbiamo visto arrivare sul mercato secondario una serie di nuovi prodotti che andavano ad abbracciare l’indice sud-coreano, sia direttamente sul Kospi 200 che indirettamente sull’iShares MSCI South Korea, che hanno riscritto completamente le regole dei certificati su indici azionari.

Certificati su indici con cedole fino al 28,5% annuo 2

Fonte: FreeFinancePRO

Sfruttando la dinamica di volatilità sulla parte a breve della skew di volatilità Citigroup ha scalzato Natixis sul podio del certificato a più alto rendimento potenziale presente sul mercato italiano. Ad oggi, infatti, il Phoenix Memory Step Down (Isin XS3127855958) con il suo coupon mensile del 2,375% (pari quindi al 28,5% annuo) è senza ombra di dubbio il certificato a più alto potenziale di rendimento, superando il Phoenix Memory Step Down (Isin IT0006775974) di Natixis che con il 2,31% mensile si trova appena dietro nelle gerarchie.

Per quanto concerne il certificato di Citigroup, questo è agganciato ad un paniere di indici che vede il Kospi 200 affiancato ai classici asset che oggi troviamo all’interno dei tradizionali basket su indici azionari ovvero Eurostoxx Banks, Nasdaq 100 e Nikkei 225. Questo mix che sfrutta una fisiologica leva sulla correlazione, l’alta volatilità del tema AI, hanno permesso all’emittente su una scadenza di un solo anno e con barriera capitale tale da assorbire fino ad un -40% di ribasso dai livelli iniziali, di arrivare a strutturare un prodotto che per caratteristiche di rischio-rendimento era del tutto inedito.

Ad aumentare il boost sulla cedola, oltre al mix di sottostanti, anche un fattore legato al payoff del certificato che vede anche la presenza dell’opzione “fast” con autocall potenziale già a partire dalla prima data di rilevamento con Step Down del 2% mese che se da un lato facilita l’autocall, dall’altro rappresenta un valido elemento di asimmetria in più per “ammortizzare” i consueti rischi di mercato soprattutto legati agli indici più volatili. 

A dovere di cronaca, e lo citiamo anche a fini didattici, analizziamo anche il Phoenix Memory Step Down (Isin CH1550444090) firmato Leonteq e agganciato agli indici iShares China Large Cap, iShares MSCI Brazil, iShares MSCI Japan e iShares MSCI South Korea. Rispetto al certificato di Citigroup la scadenza è di due anni (12 giugno 2028). Rispetto a quella proposta, Leonteq si espone su una scadenza sulla skew di volatilità più lontana che monetizza meno.  Pertanto, pur esponendosi su un basket sulla carta più rischioso in quanto ancora più decorrelato, il rendimento potenziale scende all’1,5% mensile ovvero il 18% annuo. La logica è anche sulla scelta di avere rendimenti leggermente più bassi ma più a lungo, e può essere a mio avviso anche questa una valida chiave di lettura. Il certificato sfrutta solo in parte il boost sul rendimento di strutture “fast” perché la prima data per il potenziale autocall è prevista a settembre a trigger 98% per poi decrescere dell’1% mese. Quindi sulla carta può avere più probabilità di rimanere in vita più a lungo e in ottica di portafoglio può avere ugualmente senso avendo un unico prodotto che racchiude tutta una serie di indici azionari “paralleli” alla componente core fatta di indici maggiormente “value” e tradizionali. 

In conclusione, l’apertura dell’industria di emittenti anche sul Kospi sud-coreano consente agli investitori di avere accesso ad una precisa esposizione a uno dei trend strutturali più importanti dei prossimi anni e nel contempo di far arrivare le proposte Investment su indici azionari a livelli di rendimento fino ad oggi mai raggiunti. Un connubio interessante che era opportuno andare ad approfondire. 

A cura di Giovanni Picone
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