Da BNP Paribas arriva una nuova serie di certificati di investimento della serie Credit Linked Certificates, che consente di ottenere premi fissi annuali tra il 4,25% (p.a.) e il 5,75% (p.a.) dell’Importo Nozionale a seconda del prodotto.
Tra questi, segnaliamo quello con codice ISIN XS3312413779 e numero di serie CE7965VBO.
Un nuovo prodotto finanziario con garanzia di BNP Paribas S.A. basato sul debito Senior di tre grandi realtà del panorama tech: HP Inc., Dell Inc. e Meta Platforms, Inc.
Una selezione non casuale, che rispecchia anzi una logica decisamente favorevole per gli investitori a cui è indirizzato questo prodotto.

Perché BNP Paribas punta su Meta, Dell e HP nel nuovo Certificate
Il mercato tech e digital è in grande fermento negli ultimi mesi, forte per i grandi investimenti nel ramo IA e infrastrutturale da parte delle big Tech, come appunto la stessa Meta.
Sul piano finanziario, il settore ormai fa da traino alle borse newyorkesi da settimane, tenendo il grosso della capitalizzazione a Wall Street (esempio: sempre Meta è oggi a 1,5 trilioni di dollari).
E con un Credit Linked Certificate su Meta, Dell e HP BNP Paribas ha fatto una scelta molto più specifica: non si punta sul rialzo delle azioni, ma sulla tenuta della loro solidità finanziaria.
Non a caso, la selezione guarda a tre realtà importanti nel settore.
La prima, Meta Platforms, rappresenta il segmento più “growth” del tech: alta redditività, forte generazione di cassa, ma anche maggiore sensibilità alla spesa digitale.
La seconda, Dell, è legata al ciclo hardware e infrastrutturale, quindi più esposta a investimenti corporate e alla domanda IT globale.
Infine, abbiamo HP Inc: azienda più “matura”, con business stabile ma margini più compressi e ciclicità legata a PC e printing.
Insieme formato dunque un paniere diversificato per profilo di rischio (il prodotto è a 3/7, livello medio-basso) e modello di business, sempre ovviamente entro il perimetro del settore tech e digital.
Scommettere sul credito dei big tech: cosa significa davvero nel 2026
Significa non tanto scommettere su aziende che saliranno in Borsa, quanto su realtà che resteranno solventi e continueranno a onorare i loro debiti nei prossimi anni.
Guardiamo ai recenti dati delle società. Meta Platforms, ad esempio, resta uno dei principali generatori di cassa nel settore pubblicitario digitale. Con un trimestrale Q1 2026 chiuso con ricavi per 56,31 miliardi di dollari, in aumento del 33%, Meta sta investendo massicciamente a giudicare dal capex a 19,84 miliardi di dollari (dovuto alla forte espansione infrastrutturale AI) e dal debito a lungo termine, a 58,78 miliardi, sostanzialmente stabile rispetto a quello di anno.
A sua volta HP, che ha chiuso il Q1 2026 con 14,4 miliardi (+6,9%), rappresenta una realtà più matura, con flussi di ricavi relativamente stabili nel segmento hardware e printing, e con debiti a lungo termine nell’ultimo trimestre a 8,83 miliardi di dollari.
Dell, che ha chiuso il Q1 2026 a 23,4 miliardi (+5% in anno) e un utile operativo a 1,2 miliardi (+21%), è esposta al ciclo dei data center e alla domanda corporate legata all’infrastruttura tecnologica, e presenta un debito a lungo termine a circa 24 miliardi.
Il vero trade del 2026 non è sulla crescita, ma sulla solidità del credito
È una scelta che guarda nel lungo periodo, non a caso il certificato in questione, XS3312413779, è concepito in particolare per tutti gli investitori retail che guardano a un orizzonte d'investimento di lungo periodo (oltre cinque anni).
E sono alla ricerca di un investimento in un prodotto che distribuisce premi per potenzialmente diversificare il proprio portafoglio complessivo.
Strumenti come questo cercano di combinare premi periodici con una selezione di emittenti percepite come relativamente solide dal punto di vista creditizio. Proprio per questo, BNP Paribas ha scelto come base aziende ad alta capitalizzazione e forte presenza globale.
Perché punta sulla tenuta del credito del settore tech americano, accettando che il rendimento dipenda più dalla “stabilità” che dalla crescita.
NICCOLO’ MENCUCCI
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