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Azioni nel settore utility: Enel

23/12/2021 12:51

Le azioni del settore utility occupano un posto di un certo rilievo a Piazza Affari, basti pensare che solo nel Ftse Mib, ossia nell’indice principale del mercato italiano, 6 titoli su 40 appartengono a questo comparto.

Nelle utility rientrano tutte quelle società che offrono servizi essenziali, quali l’acqua, l’energia elettrica e il gas e questo fa sì che il settore assuma caratteristiche molto particolari.

In primis il comparto delle utility è anticiclico, ossia è meno legato all’andamento del ciclico economico e quindi risente meno delle fasi in cui la congiuntura è in difficoltà o addirittura in recessione.

Dal momento che le utility erogano servizi essenziali che sono richiesti in qualsiasi momento del ciclo economico, in Borsa il comparto delle utility tende ad avere una certa stabilità e una natura difensiva.

Questo significa che le azioni del settore perdono meno nelle fasi ribassiste del mercato, ma è anche vero che sono solitamente meno performanti di altre quando io listino di riferimento cresce.

Le utility hanno di solito una volatilità più contenuta di altre azioni e crescono nel tempo, motivo per cui sono spesso apprezzate da chi investe in ottica di lungo periodo e da quanti preferiscono non assumersi grandi rischi nel loro investimento.

Un altro elemento caratterizzante del settore utility è dato dai buoni dividendi che sono generalmente solidi e crescenti nel tempo, in virtù di un flusso di cassa affidabile grazie alla natura dei servizi offerti.

ENEL

Quando si parla delle utility a Piazza Affari, non si può non fare riferimento ad Enel che è sicuramente la regina incontrastata del comparto, con una posizione di tutto rispetto anche a livello internazionale.

Enel è una società attiva nella produzione di energia elettrica ed è uno dei principali operatori integrati globali nei settori dell’energia elettrica e gas.

Le origini di Enel risalgono a quasi 60 anni fa, visto che la sua nascita avviene verso la fine del 1962 come ente pubblico. 

Enel, acronimo di Ente nazionale per l’energia elettrica, esattamente 30 anni dopo, nel 1992, si trasforma in società per azioni e nel 1999 sbarca a Piazza Affari.

Questa evoluzione di Enel non ha impedito allo Stato di mantenere una posizione dominante nell’azionariato della società, basti pensare che ad oggi il MEF, il Ministero dell’Economia e della Finanza, detiene ancora il 31,24% del capitale, confermandosi così primo azionista.

ENEL: il debutto e l’evoluzione nel tempo a Piazza Affari

Le azioni Enel hanno debuttato a Piazza Affari nel 1999 ad un prezzo di 4,3 euro, corrispondente a 8,6 euro se si considera il raggruppamento risalente al 2001 e avvenuto nel rapporto di una nuova azione per ogni 2 già in circolazione, con conseguente raddoppio della quotazione del titolo.

Enel è cresciuta nel tempo, tanto da essere diventato il titolo più capitalizzato non solo del paniere del Ftse Mib, ma anche di tutto il mercato italiano.

ENEL: il titolo più capitalizzazione di Piazza Affari

Sulla base dei dati forniti da Borsaitaliana, si apprende che al 30 settembre Enel aveva una capitalizzazione pari a 68,034 miliardi di euro.

Inutile dire che le azioni del colosso elettrico sono anche quelle che hanno il maggior peso specifico nel paniere del Ftse Mib, pari al 9,36%.

C’è da evidenziare che la capitalizzazione evidenziata a fine settembre 2021 è inferiore al record segnato da Enel a inizio gennaio 2021, quando è stata superata dal titolo, per la prima volta nella sua storia, la soglia di 90 miliardi di euro.

Proprio al primo mese dell’anno e precisamente al 12 gennaio 2021 risale il valore record toccato dalle azioni Enel a 9,047 euro.

Un livello di prezzo da allora non più rivisto dal titolo che ha invece vissuto una parabola discendente, culminata nel minimo di periodo toccato l’1 ottobre 2021 a 6,55 euro.

Da inizio anno Enel mostra un calo di quasi il 14%, con una evidente sottoperformance rispetto al Ftse Mib.

Questo risultato negativo del titolo è in parte compensato per gli azionisti dal dividendo che Enel ha pagato anche quest’anno in due tranche, la prima a gennaio e la seconda a luglio.

ENEL: focus sul dividendo

Nel 2021 il gruppo ha staccato un dividendo complessivo pari a 0,358 euro, con un rendimento pari a circa il 5%, rapportando la cedola agli attuali valori di Borsa.

Enel piace molto agli investitori anche per il dividendo che la società ha pagato ogni anno dal 2000 ad oggi.

L’anno più ricco è stato il 2001, quando il titolo ha staccato una cedola pari a 0,69 euro, da cui però si è avuta una progressiva riduzione fino al 2015, con 0,15 euro.

Da questo minimo il dividendo di Enel è tornato a crescere e l’ultima novità è stata annunciata con la presentazione del piano industriale 2021-2023.

Il colosso elettrico ha infatti annunciato che per questo triennio sarà pagato agli azionisti un dividendo fisso e garantito con un tasso di crescita medio annuo nell’ordine del 7%.

Partendo dalla cedola di 0,358 euro relativa all’esercizio 2020 e pagata quest’anno, si arriverà nel 2023 ad un dividendo pari a 0,43 euro.

Il dividendo è senza dubbio uno dei punti di forza di Enel ed è anche uno dei motivi per cui le azioni del gruppo piacciono a numerosi broker.

In tanti raccomandano l’acquisto del titolo con target anche vicini ai 10 euro che offrono quindi un potenziale di upside davvero allettante rispetto alle quotazioni attuali a Piazza Affari.

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© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata


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TAG:

Stock Borsa Dividends Economy Ftse mib

AUTORI:

Redazione traderlink

GRAFICI:

Enel Etfb Ftse mib

TRADERPEDIA:

Azioni Energia elettrica Piazza affari Volatility (chaikin's)


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