Le quotazioni di ENI restano sostenute grazie non solo all’andamento del petrolio. Quali sono gli altri elementi che aiutano il titolo?

 

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Notizie sulle quotazioni: 4 motivi per cui Eni è al top oggi!

29/04/2022 14:58

ENI è uno dei vincitori del primo trimestre di quest'anno, visto che è tra i titoli che si sono mossi in controtendenza rispetto al Ftse Mib


ENI batte il Ftse Mib da inizio anno

Alla fine dei primi tre mesi del 2022, l'indice delle blue chips mostra un saldo negativo dell'8,5%, mentre ENI presenta una situazione diametralmente opposta, con un rialzo dell'8,78%

La distanza tra la performance dell'indice e quella del titolo aumenta ulteriormente se si aggiornano i dati alle prime sedute del mese in corso. 

Al close dell’11 aprile il Ftse Mib evidenzia una perdita del 9,5%, mentre alla stessa data il bilancio positivo di ENI è pari al 12,9%. 

Diversi sono i motivi per cui il titolo è in qualche modo al top e che permettono di spiegare l'andamento divergente dello stesso rispetto all'indice di riferimento. 


ENI sostenuto dal rialzo del petrolio 

Quando si parla di ENI non si può non fare riferimento al petrolio, al quale è molto legato l'andamento del titolo, subendo in positivo e in negativo i movimenti di prezzo della materia prima. 

Dopo aver chiuso il 2021 in area 75 dollari al barile, il petrolio ha visto un'impennata delle quotazioni fino a un picco in area 130 dollari, da cui è partito un rapido ritracciamento, con un ritorno delle quotazioni al di sotto dei 100 dollari al barile. 

ENI ha beneficiato del vivace shopping sul petrolio, arrivando a segnare un top di periodo in area 14,85 euro lo scorso 3 marzo, per poi ripiegare sotto i 13,5 euro. 

C'è da dire che il petrolio viaggia ancora oltre 20 dollari al di sopra dei valori del close del 2021 e questo contribuisce a mantenere sostenute anche le quotazioni di ENI.   

Quest'ultimo trae beneficio anche dall'aumento dei prezzi del gas euro che però hanno visto una riduzione di oltre un terzo dai top di marzo a 345 euro. 


ENI al top grazie anche al dividendo

Il petrolio è indubbiamente un elemento che influisce parecchio sulle quotazioni di ENI, ma a rendere appetibile il titolo e quindi a sostenere le sue quotazioni è anche il d ividendo

L'appuntamento è tra poco più di un mese e precisamente il 23 maggio, giorno dello stacco cedola, cui seguirà il 25 maggio il pagamento della stessa. 

A valere sull'esercizio 2021, il Cda di ENI ha proposto la distribuzione di dividendo di 0,86 euro per azione, di cui 0,43 euro già distribuiti a settembre 2021 come acconto. 

Il 23 maggio si procederà allo stacco del saldo nella misura di 0,43 euro, con un rendimento pari al 3,21%, calcolato sui prezzi di chiusura di ENI del 6 aprile.   

Se rapportassimo l'intera cedola a questo close, otterremmo uno yield del 6,42%, uno dei più altri tra le blue chips di Piazza Affari. 

Tanto basta a spiegare l'appeal di ENI in termini di dividendo, in vista del quale è probabile che ulteriori acquisti contribuiranno a mantenere le quotazioni al top. 

A rendere ancora più interessante la remunerazione degli azionisti è anche il piano di riacquisto di azioni proprie.

A maggio l'assemblea di ENI sarà chiamata ad approvare un buy-back da 1,1 miliardi di euro, in linea con quanto previsto dal piano industriale 2022-2025 presentato a marzo scorso.


ENI in crescita grazie ai conti 2021

A puntellare l'andamento di ENI nel primo trimestre dell'anno sono stati anche i risultati relativi al 2021. 

Il gruppo ha chiuso lo scorso con dei numeri molto solidi, malgrado la revisione di alcune cifre rispetto al preconsuntivo, per via del profit warning lanciato da Saipem a fine gennaio.     

ENI si è lasciato alle spalle il 2021 con un utile netto adjusted pari a 4,74 miliardi di euro, il dato più elevato dal 2012, in forte crescita rispetto alla perdita di 758 milioni di euro accusata nel 2020. 

Deciso l'incremento anche dei ricavi della gestione caratteristica, balzati del 74% a oltre 76 miliardi di euro.   


ENI: i catalizzatori delle IPO nel 202

Tra i catalizzatori di ENI troviamo anche le IPO previste per quest'anno, grazie alle quali il gruppo potrà accelerare il suo cammino sul fronte della transizione energetica. 

Il 16 febbraio è sbarcata alla Borsa di Oslo Var Energi, la società norvegese controllata da ENI per il 69,85%, con il restante 30,1% nelle mani di HitecVision. 

Grazie alla quotazione di Var Energi, il gruppo petrolifero ha incassato 0,5 miliardi di euro. 

Poco meno di un mese dopo c'è stata l'IPO al London Stock Exchange di Neoa, New energy one acquisition corporation, la spac di ENI e Livestream che ha rastrellato 175 milioni di sterline, centrando così i target previsti.   

Il focus si sposta ora sulla prossima IPO, quella di Plenitude, che dovrebbe avvenire nel corso dell'anno. 

Già a novembre scorso ENI aveva informato il mercato di questo suo progetto, confermato a marzo in occasione della presentazione del piano strategico 2022-2025. 

Non c'è ancora una data precisa, così come non sono disponibili ancora indicazioni precise in merito alla quota di capitale da piazzare in Borsa. 

C'è interesse però da parte del mercato per l'IPO di Plenitude che, al pari di quella di Var Energi, contribuirà a liberare valore per ENI e ad accrescere la sua visibilità. 
 

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© TraderLink News - Direttore Responsabile Marco Valeriani - Riproduzione vietata


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