Il mese di maggio porta con sé una nuova tornata di accrediti per l’Assegno di Inclusione, la misura che ha sostituito il Reddito di cittadinanza e che rappresenta oggi uno dei principali sostegni economici per famiglie fragili, nuclei con minori, persone con disabilità e over 60. Come sempre, l’INPS ha confermato due date distinte per l’erogazione, creando un calendario che varia in base alla situazione del singolo beneficiario e al momento in cui è stato firmato il Patto di Attivazione Digitale.
Quando arriva l’accredito di maggio? Chi riceve il pagamento il 15 e chi invece dovrà attendere il 27? E come funziona la Carta di Inclusione per controllare saldo e movimenti? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Bonus e Pagamenti su come funziona l'Assegno di Inclusione, date e rinnovi.
Assegno di Inclusione maggio 2026: le due date ufficiali dei pagamenti
Per il mese di maggio, l’INPS ha confermato due momenti distinti per l’erogazione dell’Assegno di Inclusione. La prima data utile è venerdì 15 maggio, mentre la seconda è mercoledì 27 maggio. La distinzione non è casuale e segue lo schema ormai consolidato dall’inizio dell’anno.
Il pagamento del 15 maggio riguarda chi accede alla misura per la prima volta. Si tratta dei beneficiari che hanno firmato il Patto di Attivazione Digitale (PAD) nel mese di aprile e che quindi ricevono la prima mensilità direttamente sulla Carta di Inclusione, ritirabile presso gli uffici postali. Nella stessa giornata arriva anche il primo accredito dopo il rinnovo, con una particolarità: la prima mensilità successiva alla richiesta è dimezzata, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026, che ha eliminato il mese di sospensione obbligatorio ma ha introdotto una riduzione del 50% per il primo pagamento dopo il rinnovo.
Il pagamento del 27 maggio, invece, è destinato a chi ha già ricevuto almeno una mensilità e continua a rispettare i requisiti economici e patrimoniali richiesti. Per questi beneficiari, l’accredito segue il calendario tradizionale di fine mese.
Il sistema a doppia data permette all’INPS di gestire in modo ordinato sia i nuovi ingressi sia le erogazioni continuative, garantendo una distribuzione regolare dei pagamenti lungo tutto l’anno.
Come funziona la Carta di Inclusione e come controllare il saldo
Anche per maggio, l’Assegno di Inclusione viene accreditato sulla Carta di Inclusione, lo strumento messo a disposizione da Poste Italiane e utilizzato esclusivamente per questa misura. La carta funziona come una normale carta di debito, con alcune limitazioni: non permette acquisti online e non consente spese legate al gioco d’azzardo. Per il resto, può essere utilizzata nei negozi fisici, negli esercizi convenzionati e per prelievi entro i limiti stabiliti.
Il saldo può essere controllato in diversi modi. Il più immediato è l’ATM Postamat, dove basta inserire la carta e digitare il PIN. In alternativa, ci si può rivolgere agli sportelli di Poste Italiane oppure utilizzare il servizio telefonico dedicato. Il numero verde 800.666.888 è gratuito da rete fissa, mentre il numero 06.4526.6888 è attivo per cellulari e chiamate dall’estero, con costi variabili in base al piano tariffario.
È importante ricordare che la domanda per l’Assegno di Inclusione non attiva automaticamente l’Assegno Unico, a differenza di quanto accadeva con il Reddito di cittadinanza. Le famiglie con figli a carico devono quindi presentare una richiesta separata all’INPS per ricevere entrambe le prestazioni.
Requisiti, ISEE aggiornato e novità introdotte dalla Manovra
Per accedere all’Assegno di Inclusione nel 2026 restano validi i requisiti economici aggiornati dalla Legge di Bilancio 2025. Il limite ISEE è fissato a 10.140 euro, mentre il reddito familiare non deve superare 6.500 euro. La Manovra 2026 ha introdotto anche una nuova franchigia per la prima casa e una scala di equivalenza rivista, elementi che incidono sul calcolo dell’ISEE e che possono modificare la platea dei beneficiari.
Il rispetto dei requisiti è fondamentale per continuare a ricevere l’ADI. L’INPS effettua controlli periodici e incrocia i dati con altre amministrazioni per verificare la permanenza delle condizioni richieste. Chi non rispetta i parametri rischia la sospensione del beneficio o la revoca, con eventuale richiesta di restituzione delle somme percepite.
Il calendario dei pagamenti, quindi, non è solo una questione di date, ma si intreccia con un sistema di verifiche costante che accompagna l’intera durata della prestazione.