Ottobre è un mese importante per chi percepisce l’Assegno di Inclusione (ADI). Come previsto dal calendario ufficiale dell’INPS, le date di accredito sono due e distinguono chi riceve la prestazione per la prima volta da chi è già nel percorso di inclusione. A questo punto è inevitabile chiedersi: quando arriva la ricarica di ottobre? cosa succede con il rinnovo? e quali controlli possono bloccare il pagamento? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Radio UCI APS sulle date dei pagamenti Inps di ottobre 2026.
Le date di ottobre: primo pagamento il 15, ricarica ordinaria il 27
La prima data da segnare è giovedì 15 ottobre 2026. Quel giorno riceveranno l’accredito i nuclei che hanno presentato domanda di recente e per i quali l’INPS ha concluso positivamente la verifica dei requisiti. Per ottenere la prima mensilità è indispensabile aver firmato il Patto di Attivazione Digitale (PAD). Insieme alla ricarica di ottobre, arrivano anche eventuali arretrati, maturati durante l’istruttoria.
La seconda data è martedì 27 ottobre 2026, dedicata alle ricariche mensili ordinarie. Chi percepisce già l’ADI troverà l’importo sulla Carta di Inclusione, la prepagata di Poste Italiane su cui vengono caricati i fondi mese per mese. L’accredito avviene solo se l’INPS conferma che il nucleo mantiene i requisiti: ISEE valido, composizione familiare aggiornata e rispetto degli impegni previsti dal percorso di inclusione.
Il calendario dei mesi successivi è già definito:
- 13 novembre per i nuovi pagamenti
- 27 novembre per le ricariche ordinarie
- 15 dicembre per i nuovi pagamenti
- 23 dicembre per le ricariche ordinarie, anticipate per le festività
Rinnovo ADI: addio al mese di stop e prima mensilità ridotta
Il 2026 ha introdotto una novità decisiva: non esiste più il mese di sospensione dopo le prime 18 mensilità e dopo ogni rinnovo. La legge di bilancio ha eliminato lo “stop obbligatorio”, e l’INPS lo ha confermato con il messaggio n. 640 del 23 febbraio 2026.
Questo significa che le famiglie possono presentare la domanda di rinnovo già dal mese successivo all’ultimo pagamento, evitando interruzioni e ritardi.
La durata dell’ADI resta quella originaria:
- 18 mesi iniziali
- rinnovo di 12 mesi
C’è però una particolarità: la prima mensilità dopo il rinnovo è pari alla metà dell’importo spettante, mentre dal mese successivo si torna alla cifra piena. Una regola che spesso sorprende i beneficiari, ma che è prevista dalla normativa.
La manovra ha inoltre esteso il contributo straordinario aggiuntivo (fino a 500 euro) ai nuclei che hanno raggiunto il diciottesimo mese a novembre 2025 e hanno presentato domanda entro fine anno, sempre dopo verifica dei requisiti.
Controlli, DSU scaduta e variazioni familiari: quando l’INPS può bloccare il pagamento
Il pagamento dell’ADI può essere sospeso in diversi casi, e ottobre è uno dei mesi in cui molti nuclei si accorgono di problemi legati all’ISEE.
La causa più frequente è la scadenza della DSU: senza un ISEE valido e sotto la soglia di 10.140 euro, l’erogazione si blocca automaticamente. È fondamentale aggiornare la DSU appena scade, perché l’INPS non invia avvisi preventivi.
Altre situazioni che possono incidere sul diritto o sull’importo sono:
- cambiamenti nella composizione del nucleo (nascite, separazioni, trasferimenti)
- variazioni della situazione lavorativa
- mancato rispetto degli impegni previsti dal percorso di inclusione
Ogni modifica deve essere comunicata tempestivamente, perché l’INPS incrocia i dati con altre amministrazioni e può sospendere la prestazione in caso di incongruenze.
Lo stato della domanda e delle ricariche può essere controllato nell’area personale del sito INPS o tramite patronato.