Assegno Unico 2026: quando arrivano i pagamenti nel nuovo anno e le regole INPS

Benna Cicala Benna Cicala - 27/01/2026 07:30

Assegno Unico 2026: quando arrivano i pagamenti nel nuovo anno e le regole INPS

Il 2026 si apre con una serie di aggiornamenti rilevanti per l’Assegno Unico Universale, la misura che sostiene milioni di famiglie con figli a carico. L’INPS ha pubblicato il nuovo calendario dei pagamenti e, parallelamente, la Legge di Bilancio ha introdotto una rivalutazione degli importi, un aggiornamento delle soglie ISEE e una revisione della scala di equivalenza che potrebbe aumentare l’importo mensile per molti nuclei. L’insieme di questi interventi rende l’anno particolarmente significativo per chi percepisce l’assegno o presenterà domanda per la prima volta.

A questo punto è naturale chiedersi: quali sono le date dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026? Come cambiano gli importi e le soglie ISEE? E quali famiglie potranno ottenere arretrati grazie ai ricalcoli automatici? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Insindacabili sui pagamenti dell'Assegno Unico di gennaio 2026.

Calendario pagamenti Assegno Unico 2026: quando arriva l’accredito mese per mese

L’INPS ha confermato un calendario più regolare rispetto agli anni precedenti, con pagamenti concentrati tra la terza e la quarta settimana del mese. Per le prestazioni già in corso e senza variazioni, gli accrediti seguiranno una cadenza fissa, iniziata a gennaio con i versamenti del 21 e 22. Lo stesso schema si ripeterà per tutto l’anno, con date che oscillano sempre tra due giornate consecutive, come avviene ormai da tempo per garantire una distribuzione ordinata dei flussi.

Per febbraio, ad esempio, gli accrediti sono previsti il 19 e il 20, mentre marzo seguirà con i pagamenti del 19 e del 20. La stessa logica si ripete nei mesi successivi, con aprile fissato al 20 e 21, maggio al 20 e 21, giugno al 18 e 19, e così via fino a dicembre, che anticipa leggermente con gli accrediti del 16 e 17. È un calendario che permette alle famiglie di programmare con maggiore precisione le proprie spese, soprattutto in un contesto economico in cui la regolarità delle entrate rappresenta un elemento essenziale.

Per chi presenta domanda per la prima volta, invece, la prima rata viene erogata nell’ultima settimana del mese successivo alla richiesta. Lo stesso vale per chi aggiorna l’ISEE in ritardo o modifica la composizione del nucleo: in questi casi l’INPS può effettuare ricalcoli e spostare l’accredito alla fine del mese, includendo eventuali conguagli.

Importi aggiornati e nuove soglie ISEE: cosa cambia con l’Assegno Unico 2026

La Legge di Bilancio 2026 introduce una rivalutazione dell’1,4% che si riflette sia sugli importi mensili sia sulle soglie ISEE. La prima fascia, quella che consente di ottenere l’importo massimo, sale a 17.468,51 euro, mentre la soglia più alta arriva a 46.582,71 euro. Questo spostamento può sembrare marginale, ma in realtà permette a molte famiglie di collocarsi in una fascia più favorevole pur mantenendo lo stesso reddito dell’anno precedente.

L’importo massimo passa da 201 a 203,80 euro mensili per figlio, mentre il minimo sale da 57,50 a 58,30 euro. La struttura dell’assegno resta invariata: l’importo diminuisce progressivamente all’aumentare dell’ISEE, ma una quota base viene comunque riconosciuta anche a chi non presenta l’indicatore.

Una delle novità più rilevanti riguarda la scala di equivalenza ISEE, che dal 2026 viene rivista per favorire le famiglie con più figli. L’aumento dei coefficienti rende l’ISEE più leggero e, di conseguenza, l’assegno più alto. È un cambiamento che interessa soprattutto i nuclei numerosi, che spesso si collocano nella fascia decrescente e possono beneficiare di un ricalcolo automatico con accredito degli arretrati.

La Legge di Bilancio interviene anche sulla franchigia della prima casa, che sale da 52.500 a 91.500 euro. Questo aggiornamento amplia ulteriormente l’accesso all’assegno e alle prestazioni collegate, come il bonus nido e l’assegno di inclusione.

Requisiti, arretrati e scadenze ISEE: cosa devono fare le famiglie nel 2026

Per continuare a ricevere l’Assegno Unico 2026 nella misura corretta, è necessario aggiornare l’ISEE entro due scadenze fondamentali. Chi presenta l’indicatore entro il 28 febbraio riceverà da marzo l’importo adeguato senza interruzioni. Chi invece aggiorna entro il 30 giugno potrà ottenere un ricalcolo retroattivo e ricevere eventuali arretrati maturati da marzo in poi.

Il ricalcolo automatico riguarda soprattutto le famiglie che nel 2025 si trovavano nella fascia decrescente e che, con il nuovo ISEE, potrebbero salire di livello. Chi invece rientra già nella prima fascia percepisce già l’importo massimo e non subirà variazioni.

L’INPS continuerà a effettuare controlli periodici sulla composizione del nucleo e sulle variazioni che possono incidere sull’importo, come la nascita di un figlio, il compimento dei 18 anni o l’ingresso di un nuovo componente. Ogni aggiornamento può generare conguagli a credito o a debito, che vengono poi inclusi nei pagamenti mensili.

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