Assegno unico e Bonus nido: cosa cambia per gli extracomunitari dopo il nuovo orientamento INPS

Benna Cicala Benna Cicala - 30/01/2026 07:24

Assegno unico e Bonus nido: cosa cambia per gli extracomunitari dopo il nuovo orientamento INPS

Il 2026 si apre con una novità rilevante per molte famiglie straniere residenti in Italia. Con il messaggio n. 205 del 22 gennaio, l’INPS recepisce un orientamento giurisprudenziale che amplia l’accesso a due delle misure più importanti per il sostegno alla genitorialità: Assegno unico e Bonus nido. Una decisione che arriva dopo una serie di sentenze che hanno ritenuto discriminatoria l’esclusione dei cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno per attesa occupazione. L’Istituto, pur precisando che si tratta di una soluzione provvisoria in attesa della Cassazione, apre di fatto la strada a una platea più ampia di beneficiari.

A questo punto è naturale chiedersi: cosa cambia concretamente per l’Assegno unico e il Bonus nido? Chi potrà presentare domanda e con quali modalità? E quali sono le implicazioni della “liquidazione con riserva” annunciata dall’INPS? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di sulle novità per l'Assegno unico 2026.

Perché l’INPS ha cambiato rotta: il ruolo delle sentenze e il nuovo quadro interpretativo

La revisione delle istruzioni INPS nasce da una serie di decisioni dei tribunali di Trento, Torino e Monza, che hanno giudicato illegittima l’esclusione dei titolari di permesso di soggiorno per attesa occupazione dalle prestazioni familiari. Secondo i giudici, quel titolo non può essere considerato “debole”, perché deriva da un precedente rapporto di lavoro e mantiene un legame diretto con il mercato occupazionale. Per questo motivo deve essere equiparato ai permessi per motivi lavorativi ai fini dell’accesso alle misure sociali.

Le sentenze hanno imposto all’INPS di modificare le proprie circolari e di riesaminare i provvedimenti di rigetto già adottati. L’Istituto ha quindi aggiornato le istruzioni interne, riconoscendo che, allo stato attuale, il permesso di soggiorno per attesa occupazione rientra tra i titoli validi per accedere all’Assegno unico e al Bonus nido, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.

Il cambio di orientamento non è definitivo. L’INPS lo sottolinea chiaramente: la questione è ancora all’esame della Cassazione e potrebbero arrivare ulteriori chiarimenti o interventi legislativi. Tuttavia, in attesa di una decisione finale, l’Istituto ha scelto una linea prudenziale che consente alle famiglie interessate di accedere subito ai benefici, evitando disparità di trattamento che la giurisprudenza ha già censurato.

Assegno unico e Bonus nido: cosa cambia per gli extracomunitari e come funzionano le nuove regole

L’aggiornamento delle istruzioni INPS produce effetti immediati. Le nuove domande presentate dai cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno per attesa occupazione devono essere accolte, se complete e conformi ai requisiti di legge. Questo significa che il titolo di soggiorno non rappresenta più un ostacolo automatico all’accesso alle prestazioni.

Parallelamente, l’INPS ha disposto il riesame delle domande già presentate e rimaste sospese o respinte. Chi aveva ricevuto un rigetto può chiedere un riesame in autotutela, senza dover ripresentare una nuova domanda. È un passaggio importante, perché consente di recuperare situazioni che fino a poche settimane fa sembravano definitivamente compromesse.

Il riconoscimento delle prestazioni avviene però con riserva di ripetizione. L’INPS erogherà gli importi, ma in via provvisoria, in attesa dell’esito dei giudizi pendenti in Cassazione. Se il quadro giuridico dovesse cambiare, l’Istituto potrebbe chiedere la restituzione delle somme. È una formula che tutela l’ente, ma allo stesso tempo permette alle famiglie di non restare senza sostegno in una fase di incertezza normativa.

Per quanto riguarda i requisiti, restano invariati quelli previsti dalla legge: residenza in Italia, presenza del minore nel nucleo familiare, ISEE aggiornato e rispetto delle condizioni specifiche previste per ciascuna misura. L’unica novità riguarda il titolo di soggiorno, che ora viene considerato valido ai fini dell’accesso.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi e come orientarsi tra domande e riesami

L’apertura dell’INPS rappresenta un passo significativo verso un’applicazione più inclusiva delle prestazioni familiari. Tuttavia, la natura provvisoria della misura richiede attenzione. Le famiglie interessate devono presentare domanda o chiedere il riesame senza attendere ulteriori sviluppi, perché l’accesso immediato ai benefici può fare la differenza nel bilancio mensile.

Allo stesso tempo, sarà fondamentale monitorare gli aggiornamenti dell’INPS e le decisioni della Cassazione, che potrebbero consolidare o modificare l’attuale orientamento. In un contesto in cui la giurisprudenza ha già evidenziato la necessità di garantire parità di trattamento, l’evoluzione normativa potrebbe andare nella direzione di una stabilizzazione della misura.

Per ora, l’Assegno unico e il Bonus nido diventano accessibili anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno per attesa occupazione, offrendo un sostegno concreto alle famiglie che vivono e lavorano in Italia e che, fino a oggi, erano rimaste escluse da due strumenti fondamentali per la genitorialità.

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