Asta Bot del 28 aprile 2026: caratteristiche, rendimenti e calendario delle nuove emissioni MEF

Benna Cicala Benna Cicala - 28/04/2026 07:45

Asta Bot del 28 aprile 2026: caratteristiche, rendimenti e calendario delle nuove emissioni MEF

Il Tesoro torna sul mercato con una nuova asta di Bot, un appuntamento molto atteso dagli investitori che seguono da vicino i movimenti dei titoli di Stato a breve termine. L’operazione del 28 aprile introduce due riaperture, una a tre mesi e una a sei mesi, entrambe con vita residua ridotta e importi significativi destinati a soddisfare la domanda del mercato. Il calendario delle sottoscrizioni è già definito e scandisce con precisione le fasi operative, dalla prenotazione del pubblico fino al regolamento finale. 

A questo punto è naturale chiedersi: quali sono le caratteristiche dei Bot in asta? Come si articolano le scadenze? E quali elementi possono influenzare i rendimenti? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Lexplain su cosa sono i titoli di stato e come funzionano.

Caratteristiche dei Bot in asta: durata, importi e codici ISIN

L’asta del 28 aprile mette in circolazione due titoli già noti agli investitori, entrambi oggetto di riapertura. Il primo è un Bot a tre mesi, che in realtà presenta una vita residua di due mesi, mentre il secondo è un Bot a sei mesi, con una vita residua di cinque mesi. Il Bot a tre mesi, identificato dal codice ISIN IT0005704454, ha una durata residua di 75 giorni e deriva dall’emissione del 14 aprile 2026, con scadenza fissata al 14 luglio dello stesso anno. L’importo offerto è pari a 2,5 miliardi di euro, con una tranche che arriva alla terza riapertura. Il Bot a sei mesi, invece, porta il codice ISIN IT0005702656, ha una durata residua di 153 giorni ed è stato originariamente emesso il 31 marzo 2026, con scadenza al 30 settembre. L’importo offerto è di 2 miliardi di euro, anch’esso in terza tranche.

Entrambi i titoli prevedono una quota supplementare del 10% riservata agli specialisti, pari rispettivamente a 250 milioni e 200 milioni di euro. Il Tesoro ricorda inoltre che, in base alla normativa vigente, la commissione massima applicabile dagli intermediari è dello 0,03% per il Bot a 75 giorni e dello 0,10% per quello a 153 giorni.

Come funziona l’asta Bot: modalità, richieste e meccanismo competitivo

L’asta del 28 aprile segue il tradizionale sistema competitivo, nel quale gli operatori presentano le richieste indicando il rendimento desiderato. Ogni partecipante può inoltrare fino a cinque proposte, purché ciascuna abbia un importo minimo di 1,5 milioni di euro. Il Tesoro accoglie le richieste partendo da quelle con rendimento più basso, fino a coprire l’intero ammontare offerto. Non sono ammesse richieste prive dell’indicazione del rendimento, e non è possibile ritirare le proposte dopo la scadenza dei termini.

I Bot sono completamente dematerializzati e vengono registrati tramite scritture contabili. La Banca d’Italia gestisce automaticamente la compensazione e la liquidazione, accreditando gli importi sui conti degli intermediari aggiudicatari. Il prezzo fiscale di riferimento per ogni emissione è calcolato sulla base del prezzo medio ponderato della prima tranche, elemento che consente agli investitori di orientarsi nella valutazione del rendimento effettivo.

Calendario dell’asta Bot del 28 aprile: prenotazioni, scadenze e regolamento

Il calendario dell’operazione è scandito con precisione. Il pubblico può effettuare la prenotazione fino al 27 aprile, mentre le domande d’asta devono essere presentate entro le 11:00 del 28 aprile. Il giorno successivo, il 29 aprile, è dedicato al collocamento supplementare riservato agli specialisti che hanno partecipato all’asta ordinaria. Il regolamento finale è fissato per il 30 aprile, data in cui avviene l’accredito dei titoli e il regolamento finanziario.

Il Tesoro segnala inoltre che, alla data del 14 aprile 2026, risultano in circolazione 2,54 miliardi di Bot a tre mesi, 28,94 miliardi di Bot a sei mesi e 105,85 miliardi di Bot annuali, per un totale superiore a 137 miliardi. Nessun titolo risulta in scadenza il 30 aprile, elemento che contribuisce a mantenere stabile il profilo delle emissioni.

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