Il MEF torna sul mercato con una nuova asta di BTP e CCTeu, un appuntamento che interessa sia gli investitori istituzionali sia chi segue da vicino l’evoluzione del debito pubblico italiano. L’emissione del 27 marzo 2026 prevede un collocamento fino a 8,5 miliardi di euro, con la possibilità di arrivare oltre i 10 miliardi includendo le aste supplementari. Il regolamento è fissato per il 1° aprile, data in cui i titoli verranno effettivamente accreditati.
La nuova emissione coinvolge tre strumenti: un BTP a 5 anni, un BTP a 10 anni e un CCTeu con scadenza 2035. Una combinazione che permette al Tesoro di coprire diverse fasce temporali e, allo stesso tempo, offrire al mercato titoli con caratteristiche differenti.
A questo punto è naturale chiedersi: quali sono le caratteristiche dei nuovi BTP e del CCTeu? Come funziona il calendario dell’asta del MEF? E quali rendimenti possono aspettarsi gli investitori? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Lexplain su cosa sono i titoli di stato.
Le caratteristiche dei nuovi BTP: scadenze, cedole e importi in emissione
Il MEF ha confermato che nell’asta del 27 marzo verranno collocati due BTP già presenti sul mercato, proposti in nuove tranche. Il primo è il BTP febbraio 2031, undicesima tranche, identificato dal codice ISIN IT0005671273. È stato emesso per la prima volta nell’autunno 2025 e offre una cedola annua lorda del 2,85%. La prossima cedola verrà pagata il 1° agosto 2026. L’importo in asta varia tra 2 e 2,5 miliardi, con un supplementare da 500 milioni.
Il secondo titolo è il BTP febbraio 2036, nona tranche, codice ISIN IT0005676504. Anch’esso già presente sul mercato, è stato emesso nel novembre 2025 e presenta una cedola annua del 3,45%. Anche in questo caso il pagamento della prossima cedola è previsto per il 1° agosto 2026. L’importo offerto è identico al titolo quinquennale: tra 2 e 2,5 miliardi, con un supplementare da 500 milioni.
Questi due BTP coprono due orizzonti temporali distinti: il quinquennale è tipicamente scelto da chi cerca un equilibrio tra durata e volatilità, mentre il decennale è più adatto a chi punta a un rendimento stabile nel lungo periodo. Entrambi vengono collocati tramite asta marginale, con prezzo e quantità determinati dal MEF in base alle condizioni di mercato.
Il CCTeu 2035: struttura, rendimento e ruolo nel portafoglio
Accanto ai BTP, il MEF metterà in asta anche un CCTeu con scadenza 15 aprile 2035, settima tranche, codice ISIN IT0005680753. Si tratta di un titolo a tasso variabile, legato all’andamento del tasso Euribor a 6 mesi, con uno spread aggiuntivo dello 0,8%. Il tasso annualizzato attuale è pari al 2,903%, mentre la cedola semestrale è dell’1,486%.
L’importo offerto oscilla tra 2,5 e 3,5 miliardi, con un supplementare da 525 milioni. Il CCTeu è uno strumento molto diverso dai BTP a tasso fisso: la sua cedola si adegua periodicamente ai movimenti dei tassi europei, rendendolo interessante in fasi di incertezza monetaria o quando si teme un rialzo dei tassi nel medio periodo. Per gli investitori istituzionali, il CCTeu rappresenta una componente utile per bilanciare il portafoglio, perché riduce il rischio di tasso tipico dei titoli a lunga scadenza. Per il MEF, invece, è un modo per diversificare le fonti di finanziamento e mantenere un mix equilibrato tra titoli a tasso fisso e variabile.
Calendario dell’asta MEF: scadenze, prenotazioni e regolamento
Il calendario dell’asta del 27 marzo segue la consueta struttura in quattro fasi. Il 26 marzo è il termine per la prenotazione da parte del pubblico, mentre entro le 11:00 del 27 marzo devono essere presentate le domande in asta. Il giorno successivo, 28 marzo, fino alle 15:30, è dedicato alle richieste supplementari riservate agli operatori specialisti. Il regolamento delle sottoscrizioni è fissato per il 1° aprile 2026.
A differenza delle emissioni rivolte anche ai piccoli risparmiatori, questa asta è riservata esclusivamente agli operatori specialisti in titoli di Stato, come previsto dalla normativa. Il collocamento avviene tramite asta marginale, che consente al MEF di determinare il prezzo di aggiudicazione e la quantità effettivamente emessa all’interno degli intervalli annunciati.
In totale, l’asta regolare potrà raggiungere 8,5 miliardi, mentre includendo i supplementari si può arrivare fino a 10,02 miliardi. Una cifra significativa, che conferma il ruolo centrale dei BTP e dei CCTeu nella strategia di finanziamento del Tesoro.