Il mercato dei Titoli di Stato si prepara a un nuovo appuntamento con il collocamento del Bot semestrale previsto per il 28 gennaio 2026. L’emissione arriva in un momento in cui molti risparmiatori stanno tornando a utilizzare i Bot come strumento di gestione della liquidità, grazie alla loro semplicità e alla prevedibilità del rendimento. Il Mef punta così a rinnovare parte del debito in scadenza e a mantenere stabile la curva delle emissioni a breve termine.
Per orientarsi al meglio conviene chiedersi: quali sono le caratteristiche del nuovo Bot? Come funziona l’asta competitiva? E perché i Bot continuano a essere una scelta strategica per chi vuole investire senza esporsi alla volatilità? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video Youtube di Lexplain su cosa sono i titoli di stato.
Caratteristiche del Bot semestrale in asta il 28 gennaio 2026
Il Mef ha confermato l’emissione di un Bot semestrale con scadenza 31 luglio 2026. Si tratta della prima tranche del titolo, con un’offerta significativa che risponde alla necessità di rinnovare i 9,51 miliardi in scadenza il 30 gennaio.
Caratteristiche principali del Bot:
- Codice ISIN: IT0005692485
- Emissione e regolamento: 30 gennaio 2026
- Scadenza: 31 luglio 2026
- Durata: 182 giorni
- Importo offerto: 7,5 miliardi di euro
- Collocamento supplementare: pari al 10% dell’asta ordinaria
- Sottoscrizione minima: 1.000 euro
Il titolo non prevede cedole, come tipico dei Bot. Il rendimento deriva dallo scarto tra prezzo di acquisto e valore di rimborso, un meccanismo che continua a essere apprezzato da chi cerca strumenti lineari e privi di complessità.
Asta competitiva e scadenze operative
La partecipazione all’asta richiede attenzione alle tempistiche. Il termine per la prenotazione da parte del pubblico è fissato al 27 gennaio, mentre il 28 gennaio si svolgerà l’asta primaria riservata agli operatori qualificati. Il 29 gennaio sarà dedicato al collocamento supplementare, rivolto agli specialisti in Titoli di Stato.
Il meccanismo utilizzato è quello dell’asta competitiva: gli operatori presentano richieste espresse in termini di rendimento e il Tesoro accoglie le offerte più favorevoli fino al raggiungimento dell’importo previsto. Le richieste con rendimenti troppo elevati vengono escluse, garantendo un equilibrio tra domanda e sostenibilità del costo del debito.
La procedura è gestita dalla Banca d’Italia e gli investitori retail possono partecipare tramite banca, ufficio postale o home banking abilitato. Il regolamento del 30 gennaio segna il momento in cui i titoli vengono accreditati in portafoglio.
Perché i Bot restano centrali nella gestione della liquidità
L’emissione del 28 gennaio conferma il ruolo dei Bot come strumento ideale per chi desidera investire senza esporsi alle oscillazioni dei mercati finanziari. La loro struttura priva di cedola, unita alla scadenza breve, li rende perfetti per chi vuole parcheggiare la liquidità in attesa di opportunità più lunghe o semplicemente proteggere il capitale con un rendimento prevedibile.
Il Mef utilizza queste aste anche per mantenere ordinata la curva delle scadenze e garantire continuità nel finanziamento del debito pubblico. È un equilibrio che permette ai Titoli di Stato italiani di rimanere tra i più liquidi e affidabili in Europa.