Bonus allarmi 2026: come funziona, chi può ottenerlo e quali interventi sono ammessi

Benna Cicala Benna Cicala - 27/02/2026 07:45

Bonus allarmi 2026: come funziona, chi può ottenerlo e quali interventi sono ammessi

Il Bonus allarmi 2026 continua a essere una delle agevolazioni più utilizzate da chi desidera migliorare la sicurezza della propria abitazione senza sostenere interamente i costi di installazione di antifurti, videocamere e sistemi di protezione. 

L’Agenzia delle Entrate, con la guida aggiornata a febbraio 2026, ha confermato che l’agevolazione rientra nel più ampio Bonus ristrutturazioni, pur potendo essere richiesta anche in assenza di lavori edilizi. Una possibilità che amplia notevolmente la platea dei beneficiari e rende l’incentivo particolarmente interessante per proprietari, inquilini e familiari conviventi.

Per capire come sfruttare al meglio il Bonus allarmi 2026, conviene partire da alcune domande fondamentali: chi può richiederlo? Quali interventi rientrano nella detrazione? E come si ottiene concretamente lo sconto fiscale? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video Youtube di Pausa Caffè News su come funziona il Bonus allarmi 2026.
 

Cos’è il Bonus allarmi 2026 e quali interventi rientrano nell’agevolazione

Il Bonus allarmi 2026 è una detrazione fiscale che permette di recuperare una parte delle spese sostenute per installare o potenziare sistemi di sicurezza nelle abitazioni. L’agevolazione rientra nel Bonus ristrutturazioni, ma non richiede necessariamente lavori edilizi: è sufficiente effettuare interventi finalizzati a prevenire furti, intrusioni o danneggiamenti.

La detrazione è pari al 50% delle spese sostenute per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, con un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. L’importo viene recuperato in dieci quote annuali di pari importo tramite la dichiarazione dei redditi.

Gli interventi ammessi sono numerosi e coprono sia sistemi elettronici sia misure di protezione passiva. Tra le installazioni più frequenti rientrano allarmi, videocamere, sensori di apertura, porte blindate, grate alle finestre, vetri antisfondamento e serrature rinforzate. Sono agevolabili anche le spese per centraline, collegamenti con centrali di vigilanza e dispositivi di rilevazione delle effrazioni.

L’obiettivo dell’agevolazione è duplice: da un lato incentivare la protezione delle abitazioni, dall’altro sostenere economicamente chi decide di investire in sicurezza. L’assenza dell’obbligo di ristrutturazione rende il bonus accessibile anche a chi vuole semplicemente installare un antifurto o sostituire una porta con un modello più resistente.

Chi può richiedere il Bonus allarmi 2026: beneficiari e requisiti da rispettare

Il Bonus allarmi 2026 può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento dell’IRPEF, senza limiti di reddito. La platea dei beneficiari è ampia e comprende non solo i proprietari degli immobili, ma anche chi detiene un diritto reale o utilizza l’abitazione in base a un contratto.

Possono accedere alla detrazione:

  • proprietari e nudi proprietari
  • usufruttuari, titolari di uso o abitazione
  • inquilini e comodatari
  • soci di cooperative
  • soci di società semplici
  • imprenditori individuali (solo per immobili non strumentali)

Hanno diritto alla detrazione anche i familiari conviventi del proprietario, purché sostengano la spesa e risultino intestatari delle fatture e dei pagamenti. Lo stesso vale per il convivente more uxorio e per il coniuge separato assegnatario dell’immobile.

Per ottenere il bonus è necessario che le spese siano documentate e pagate con strumenti tracciabili. Il bonifico parlante è la modalità più utilizzata, perché consente di indicare tutti i dati richiesti dall’Agenzia delle Entrate: codice fiscale del beneficiario della detrazione, partita IVA o codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori e causale del versamento.

La documentazione deve essere conservata per eventuali controlli e comprende fatture, ricevute dei pagamenti, certificazioni tecniche e, se necessari, permessi o comunicazioni edilizie. Anche se l’intervento non richiede opere murarie, è fondamentale che l’installazione sia conforme alle norme di sicurezza e agli standard tecnici previsti.

Come ottenere il Bonus: procedura, documenti e consigli pratici

Il Bonus allarmi 2026 non richiede una domanda preventiva. L’agevolazione si ottiene direttamente in dichiarazione dei redditi, inserendo l’importo delle spese sostenute nel modello 730 o nel modello Redditi. La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo e riduce l’imposta dovuta dal contribuente.

Per accedere al bonus è necessario seguire alcuni passaggi:

  • Installare i dispositivi di sicurezza tramite imprese abilitate, assicurandosi che l’intervento sia conforme alle norme vigenti.
  • Effettuare i pagamenti con bonifico parlante, indicando tutti i dati richiesti dall’Agenzia delle Entrate.
  • Conservare la documentazione, comprese fatture, ricevute, schede tecniche e certificazioni.
  • Inserire le spese nella dichiarazione dei redditi, allegando i documenti necessari in caso di controllo.
     

La detrazione può essere richiesta anche da chi non effettua lavori di ristrutturazione. È sufficiente che l’intervento sia finalizzato a migliorare la sicurezza dell’immobile. Questa caratteristica rende il Bonus allarmi 2026 particolarmente flessibile e adatto a chi vuole proteggere la propria abitazione senza intraprendere lavori più complessi.

Gli interventi ammessi includono sistemi di allarme, videocamere, porte blindate, inferriate, vetri antisfondamento, serrature rinforzate e videocitofoni. Sono esclusi invece accessori non legati alla sicurezza, come arredi, toelettatura o manutenzione ordinaria.
 

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer »

Argomenti

VIDEO