Il 2026 si apre con un doppio intervento sulle bollette dell’energia, pensato per sostenere famiglie con redditi diversi e bisogni differenti. Il Governo ha infatti previsto un rafforzamento del bonus sociale e, parallelamente, l’introduzione di uno sconto destinato a chi non rientra nella fascia più vulnerabile ma ha comunque un ISEE contenuto. Due strumenti che convivono, ma che funzionano in modo molto diverso e che richiedono un’attenzione particolare per capire a chi spettano e come verranno applicati.
A questo punto è naturale chiedersi: quali sono le differenze tra Bonus Bollette e sconto? Quali requisiti ISEE servono? E soprattutto, chi potrà davvero beneficiarne nel 2026? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Mr LUL lepaghediale sulle nuove agevolazioni relative al Bonus Bollette.
Il Bonus Bollette potenziato: come funziona l’aumento da 115 euro e perché è automatico
Il primo intervento riguarda il bonus sociale, una misura ormai consolidata che sostiene le famiglie con redditi molto bassi. Nel 2026 il contributo viene rafforzato con un incremento di 115 euro, che si aggiunge allo sconto già previsto sulle bollette elettriche. È un potenziamento che arriva dopo mesi di discussioni e che punta a dare un sostegno più concreto a chi si trova in condizioni economiche fragili.
Il bonus sociale spetta ai nuclei con ISEE fino a 9.796 euro. Non è necessario presentare domande o compilare moduli: è sufficiente aggiornare l’ISEE, perché l’ARERA riconosce automaticamente l’agevolazione attraverso le informazioni trasmesse dall’INPS. Questo meccanismo evita passaggi burocratici e garantisce che il contributo arrivi direttamente in bolletta.
L’aumento da 115 euro si somma al bonus base, portando il totale a valori più consistenti. Per una famiglia numerosa, ad esempio, il contributo complessivo può superare i 300 euro annui. È un aiuto che, pur non risolvendo il problema dei costi energetici, alleggerisce la spesa per chi ha redditi molto bassi e consumi contenuti.
Il valore finale del bonus varia in base alla composizione del nucleo familiare. Le famiglie con uno o due componenti ricevono un importo più contenuto, mentre quelle con quattro o più membri ottengono lo sconto più elevato. È una logica che tiene conto dei consumi medi e delle esigenze dei nuclei più numerosi, che spesso affrontano bollette più pesanti.
Il potenziamento del bonus sociale riguarda circa 2,7 milioni di famiglie. È una platea ampia, che rappresenta la fascia più vulnerabile della popolazione e che dipende in larga parte da agevolazioni automatiche per far fronte ai rincari energetici.
Lo sconto da 60 euro: come funziona l’agevolazione per gli ISEE fino a 25.000 euro
Accanto al bonus sociale, il decreto introduce una seconda misura: uno sconto fino a 60 euro destinato ai contribuenti con ISEE superiore alla soglia del bonus sociale e fino a 25.000 euro. È un intervento pensato per quella fascia di famiglie che non rientrano tra i più vulnerabili, ma che comunque risentono dell’aumento dei costi energetici.
A differenza del bonus sociale, lo sconto non è finanziato dallo Stato, ma dai venditori di energia. È un’agevolazione facoltativa: ogni fornitore può decidere se applicarla o meno, ricevendo in cambio un’attestazione dell’ARERA utilizzabile a fini commerciali. Questo elemento introduce un’incertezza significativa, perché non tutti i clienti con ISEE fino a 25.000 euro riceveranno automaticamente lo sconto.
Il beneficio sarà riconosciuto solo ai titolari di forniture attive al 1° gennaio dell’anno di riferimento, oppure entro il primo bimestre per le nuove attivazioni. Le modalità operative saranno definite dall’ARERA, che dovrà stabilire come i fornitori individueranno i clienti aventi diritto. È probabile che venga utilizzato un sistema di verifica simile a quello del bonus sociale, ma con procedure più snelle e orientate al mercato.
Un aspetto rilevante riguarda i limiti di consumo. Le bozze del decreto prevedono che lo sconto sia riconosciuto solo se i consumi del bimestre osservato non superano 0,5 MWh e se, nei dodici mesi precedenti, non superano i 3 MWh. È una condizione che punta a premiare i consumi contenuti e a evitare che l’agevolazione vada a famiglie con consumi molto elevati.
Lo sconto da 60 euro, quindi, non è un diritto automatico, ma una possibilità che dipende dalle scelte commerciali dei fornitori. Questo lo rende meno prevedibile rispetto al bonus sociale, ma comunque utile per una fascia di contribuenti che spesso non rientra nelle agevolazioni tradizionali.
Bonus Bollette o sconto: differenze, requisiti e a chi spettano davvero
La differenza principale tra le due misure riguarda la natura dell’agevolazione. Il bonus sociale è un diritto riconosciuto automaticamente ai nuclei con ISEE fino a 9.796 euro. Lo sconto da 60 euro, invece, è una misura facoltativa, applicata dai fornitori e destinata ai contribuenti con ISEE fino a 25.000 euro.
Il bonus sociale è finanziato dallo Stato e regolato dall’ARERA, mentre lo sconto è sostenuto dai venditori di energia, che decidono se applicarlo. Il primo è certo e automatico, il secondo dipende dal mercato. Anche i requisiti sono diversi: il bonus sociale non prevede limiti di consumo, mentre lo sconto sì.
In sintesi, il bonus sociale sostiene le famiglie più vulnerabili, mentre lo sconto amplia la platea degli aiuti a chi ha redditi medio‑bassi. Entrambe le misure, però, richiedono un ISEE aggiornato: senza questo documento, nessuna agevolazione può essere riconosciuta.