Da diversi anni migliaia di contribuenti hanno sfruttato i vari bonus casa concessi dai Governi per poter alleggerire le spese degli interventi di ristrutturazione edilizia e di efficientamento energetico.
Se prima però le aliquote di detrazione risultavano decisamente generose (si veda il Superbonus 110%), oggi le percentuali sono decisamente più contenute.
Ma mai quanto quelle previste dal 2027, che potrebbero far perdere a diversi proprietari di case migliaia di euro di detrazioni. Ecco il punto della situazione.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Missione Casa.
Cosa cambia dal 2027 per i bonus casa
In pratica le odierne aliquote si abbasseranno ulteriormente.
A partire dal 1 gennaio 2027, l'aliquota prevista per i lavori su abitazioni adibite a residenza principale ("prime case") passerà dal 50% al 36%, mentre quella per gli interventi sulle seconde case andrà dal 36% al 30%.
Tutto questo, però, salvo inversioni a U in sede di Legge di Bilancio. All'inizio si prevedeva di introdurre la stretta sulle aliquote già nel 2026, ma l'ultima Manovra ha fatto slittare la sua entrata in vigore, fissando il termine del precedente regime al 31 dicembre 2026.
Tra l'altro, il taglio dei bonus casa non si fermerà al 2027. Come si può leggere sul sito ufficiale dell'Agenzia delle Entrate, la percentuale di detrazione subirà ulteriori modifiche nel periodo compreso tra il 2028 e il 2033.
Durante questo sessennio l'aliquota verrà uniformata al 30% per tutte le tipologie di immobile, eliminando la distinzione tra prima e seconda casa. Contemporaneamente verrà dimezzato il tetto massimo di spesa ammesso in detrazione, che passerà da 96.000 euro a 48.000 euro per unità immobiliare.
Invece, a partire dal 2034 la percentuale risalirà al 36%, ma il limite massimo di spesa rimarrà bloccato alla soglia dei 48.000 euro.
Chi rischia la prossima stretta sul bonus
Solo quelli che non hanno provveduto a saldare e fatturare i pagamenti dei lavori entro e non oltre il 31 dicembre 2026.
Ai fini fiscali si applica infatti il principio delle "spese sostenute", basato sull'effettiva data di sostenimento della spesa.
Non è dunque necessario che il lavoro inizi (o finisca) entro l'odierna scadenza: un intervento edilizio avviato nel 2026, ma il cui pagamento viene effettuato nel 2027, ricadrà interamente nelle nuove aliquote ridotte.
Non c'è tra l'altro alcuna distinzione tra proprietari: la stretta si applicherà sia ai proprietari di prime case sia a chi possiede seconde case.
Pertanto, chi intende svolgere interventi di ristrutturazione, riqualificazione energetica o Sismabonus sull'abitazione principale (o seconda casa che sia) dovrà pianificare tutto in maniera precisa, se non vuole finire all'anno dopo.
E perdere così migliaia di euro di detrazioni.

Quanto si perderà nei prossimi anni
Facciamo due conti. Fino al 31 dicembre 2026 per i lavori su prime case è prevista una detrazione del 50% su un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro, dunque è possibile avere un beneficio fiscale fino a 48.000 euro.
Nel caso degli interventi sulle seconde case, l'aliquota attuale è del 36%, perciò lo sconto massimo è di 34.560 euro su 96.000 euro di spesa.
Dal 2027, con la discesa delle aliquote rispettivamente al 36% e al 30%, il beneficio massimo raggiungibile scenderà a 34.560 euro per i lavori sulle prime case e a 28.800 euro per gli interventi sulle seconde case.
A conti fatti, la perdita va da circa 5.760 euro per i primi, fino ai 13.440 euro per i secondi.
E questo fino al 2034. Applicando l'aliquota del 36% al nuovo tetto massimo di spesa di 48.000 euro, la detrazione massima ottenibile sarà pari a 17.280 euro, circa un terzo rispetto al massimo oggi consentito.