Tutto pronto per il bonus centri estivi 2026, il contributo destinato a rimborsare le spese sostenute dalle famiglie per la frequenza dei figli ai centri estivi e ai servizi socioeducativi.
Sono infatti operative le disposizioni che disciplinano l'utilizzo del Fondo per le attività socioeducative per i minori, quello alla base del sopramenzionato bonus.
Vediamo quindi come funziona, chi può beneficiarne e come richiederlo.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Come Faccio A.
Bonus centri estivi 2026, come funziona e a chi spetta
Previsto dall'articolo 1, comma 222, della Legge di Bilancio 2026 e reso operativo dal decreto interministeriale dell'8 maggio 2026, il bonus consiste in un rimborso delle spese sostenute dalle famiglie per la partecipazione dei figli minorenni ai servizi socioeducativi territoriali, organizzati "in collaborazione con enti pubblici e privati", tra cui appunto i centri estivi.
Rispetto però ad altre misure simili, quest'agevolazione non ha valenza su tutto il territorio nazionale. Il fondo, portato a circa 70 milioni di euro nel 2026 come previsto dal decreto dipartimentale firmato il 17 giugno, è destinato esclusivamente ai Comuni.
In particolare, possono beneficiare del contributo esclusivamente le famiglie residenti nei Comuni destinatari delle risorse.
Tra l'altro, il finanziamento è determinato dal rapporto tra l?importo complessivo delle risorse "e il numero della popolazione residente 0-17 anni in ciascun comune, rilevato dai dati ISTAT definitivi alla data del 1 gennaio 2025", si legge nel decreto dipartimentale.
Come richiedere il rimborso
Intanto bisogna capire se sia possibile ottenere il contributo. Per farlo, occorre in primis controllare che il proprio Comune rientri tra quelli destinatari del Fondo.
Stando alla lista ufficiale del dipartimento, figurano tra le amministrazioni beneficiare del fondo in particolare i capoluoghi di regione (Roma, Milano, Napoli, Genova, Bologna, Catania, Firenze ecc.), ma anche capoluoghi di provincia e centinaia di altri comuni.
A sua volta, spiega SKY TG 24, occorre consultare la delibera della Giunta comunale e l'eventuale avviso pubblico dove saranno riportate le informazioni chiave (requisiti, modalità di presentazione, documentazione, importi ecc.).
Tra giugno e luglio le amministrazioni, ricevute le somme assegnate, pubblicheranno i relativi bandi, per questo è bene monitorare l?Albo Pretorio. Anche perché molti avvisi, in genere, restano aperti per pochi giorni.
Inoltre, ogni ente locale può decidere come utilizzare le risorse, se distribuire voucher da usare nelle strutture convenzionate, oppure ridurre direttamente le tariffe dei centri comunali.

L'alternativa al bonus per le spese relative ai centri estivi
Se non si riesce ad accedere al bonus, è possibile comunque recuperare qualcosa dalle spese.
Ad esempio attraverso la dichiarazione dei redditi, anche se in misura limitata. L'articolo 15, comma 1, lettera i-quinquies del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) prevede infatti una detrazione del 19% su una spesa massima di 210 euro per ciascun figlio di età compresa tra 5 e 18 anni.
Ma non necessariamente sui centri estivi. La detrazione è infatti relativa alle spese sostenute "per l'iscrizione annuale e l'abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture o impianti sportivi".
riconosciuta solo se il centro è gestito da un'Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) oppure da una società sportiva iscritta al Registro nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche.