La mobilità elettrica continua a crescere e il Governo conferma anche per il 2026 il Bonus Colonnine domestiche, misura inserita nel DPCM Automotive di giugno. L’obiettivo è sostenere la diffusione delle infrastrutture di ricarica private, sia per le abitazioni singole sia per i condomini. Ma quanto vale il contributo? Chi può richiederlo? E come si presenta la domanda? Domande centrali, perché il bonus copre fino all’80% delle spese di acquisto e installazione delle colonnine, con importi che variano a seconda del tipo di intervento. Vediamo nel dettaglio come funziona e quali sono le novità previste per il 2026.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Gianluca Gualco – Energia e Strategia su come funziona il Bonus Colonnine 2026.
Bonus Colonnine 2026: importi, requisiti e spese ammissibili
Il Bonus Colonnine 2026 copre le spese per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica non accessibili al pubblico, destinate all’uso privato o condominiale. Il contributo è pari all’80% del costo totale, con un tetto massimo di:
- 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente;
- 8.000 euro per installazioni sulle parti comuni dei condomini, come garage o parcheggi condominiali.
Sono ammesse le spese per:
- acquisto e installazione della colonnina o wallbox;
- opere edili e adeguamenti elettrici necessari;
- progettazione, direzione lavori e collaudi;
- connessione alla rete elettrica e certificazioni di conformità.
Non sono invece rimborsabili tasse, imposte, terreni o servizi non previsti dal decreto. Tutti i pagamenti devono essere tracciabili (bonifico, carta, non contante). Le colonnine devono essere nuove di fabbrica, conformi al DM 37/2008, installate in Italia e destinate a uso esclusivamente privato o condominiale.
Come richiedere il Bonus Colonnine: domanda e fondi disponibili
La domanda si presenta online sulla piattaforma Invitalia, accessibile con SPID, CIE o CNS. Il contributo viene accreditato direttamente sul conto corrente del beneficiario entro 90 giorni dalla chiusura delle domande, nel limite delle risorse disponibili.
Per il 2026 sono previsti 15 milioni di euro, di cui 10 milioni residui dal 2025 e 5 milioni nuovi stanziati. Il fondo proseguirà anche negli anni successivi:
- 15 milioni per ciascun anno dal 2027 al 2029;
- 8 milioni per il 2030.
La misura sarà retroattiva: chi ha già installato una colonnina nel 2026 potrà chiedere il rimborso una volta aperto lo sportello. Conviene quindi completare i lavori prima dell’apertura ufficiale, per evitare di restare esclusi in caso di esaurimento fondi.
Bonus Colonnine per privati e condomini: chi può aderire e come funziona
Il bonus è riservato a:
- persone fisiche residenti in Italia, per installazioni domestiche;
- condomini, per infrastrutture sulle parti comuni.
Sono esclusi imprese e liberi professionisti. Per i condomini serve una delibera assembleare che autorizzi i lavori e la ripartizione delle spese secondo i millesimi di proprietà. L’importo del contributo non si divide in parti uguali, ma riduce la spesa complessiva in base alla quota di ciascun condòmino.
Esempio: se l’impianto costa 10.000 euro, il bonus copre 8.000 euro e i restanti 2.000 vengono suddivisi tra i proprietari. Chi possiede 100 millesimi pagherà il 10%, cioè 200 euro.
Il Bonus Colonnine 2026 rappresenta quindi un’occasione concreta per favorire la transizione elettrica anche nelle abitazioni private, con un contributo diretto e semplice da ottenere. Il consiglio? Preparare subito la documentazione e monitorare l’apertura della piattaforma Invitalia: la finestra potrebbe durare poche settimane.