La fine di febbraio è sempre un momento delicato per chi usufruisce di bonus e agevolazioni fiscali. Il 28 febbraio 2026 concentra infatti una serie di scadenze che coinvolgono famiglie, lavoratori autonomi, pensionati e contribuenti che hanno aderito a misure di sostegno o a procedure agevolate.
È un periodo in cui la programmazione diventa essenziale, perché un semplice ritardo può tradursi nella perdita di un beneficio economico o nella riduzione di un importo spettante.
Per orientarsi in questo calendario fitto, conviene partire da alcune domande fondamentali: quali bonus scadono esattamente il 28 febbraio? Perché questa data è così importante? E quali agevolazioni prevedono una tolleranza o un margine di tempo aggiuntivo? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Bonus e Pagamenti sui bonus confermati per il 2026.
Bonus e agevolazioni in scadenza il 28 febbraio 2026: cosa bisogna fare entro la fine del mese
Il 28 febbraio rappresenta una sorta di spartiacque per diverse misure economiche. Non si tratta solo di adempimenti fiscali, ma anche di condizioni che determinano l’accesso o la continuità di bonus e agevolazioni già in corso. È un momento in cui famiglie, lavoratori e contribuenti devono verificare la propria posizione per evitare di perdere opportunità importanti.
Tra le scadenze più rilevanti rientra l’aggiornamento dell’ISEE per chi percepisce l’Assegno unico. Presentare la nuova Dsu entro il 28 febbraio consente di mantenere l’importo calcolato sulla situazione economica aggiornata. Se l’ISEE non viene rinnovato in tempo, l’INPS continua a erogare la prestazione, ma applica l’importo minimo previsto dalla normativa. È un dettaglio che può incidere in modo significativo sul bilancio familiare, soprattutto per chi ha più figli o rientra nelle fasce di reddito più basse. Chi non riesce a rispettare la scadenza ha comunque tempo fino al 30 giugno per aggiornare l’indicatore e recuperare eventuali differenze.
Un’altra scadenza importante riguarda i contribuenti in regime forfettario. Il 28 febbraio è l’ultimo giorno utile per richiedere la riduzione dei contributi previdenziali. La domanda permette di ottenere una diminuzione dell’aliquota dovuta all’INPS, un vantaggio che può alleggerire in modo concreto i costi di gestione dell’attività. Chi ha già presentato la richiesta negli anni precedenti non deve ripetere la procedura, mentre i nuovi forfettari devono rispettare la scadenza per non perdere il beneficio.
Il 28 febbraio è anche la data entro cui il personale della scuola deve presentare la domanda di cessazione dal servizio per accedere alla pensione dal successivo anno scolastico.
La rottamazione quater e le scadenze fiscali di fine febbraio: cosa cambia per i contribuenti
Accanto ai bonus e alle agevolazioni, il 28 febbraio 2026 segna anche un passaggio decisivo per chi ha aderito alla rottamazione quater. La rata in scadenza rappresenta l’undicesimo appuntamento del piano di pagamento e deve essere versata entro la fine del mese. La normativa prevede una tolleranza di cinque giorni, quindi il pagamento è considerato valido fino al 9 marzo 2026.
La puntualità è fondamentale, perché il mancato versamento comporta la perdita dei benefici della definizione agevolata e la riattivazione del debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi. È una scadenza che riguarda migliaia di contribuenti e che richiede un controllo accurato degli importi dovuti.
Perché il 28 febbraio è una data così importante per bonus e agevolazioni: rischi e opportunità
La fine di febbraio è diventata negli anni un punto di riferimento per molte misure economiche. Da un lato, rappresenta la chiusura del primo bimestre dell’anno, periodo in cui vengono aggiornati indicatori come l’ISEE e vengono definite le condizioni per accedere a bonus e agevolazioni. Dall’altro, coincide con scadenze fiscali che incidono direttamente sul bilancio di famiglie e lavoratori.
Aggiornare l’ISEE, presentare una domanda contributiva o pagare una rata della rottamazione non sono semplici formalità. Sono passaggi che determinano la possibilità di continuare a beneficiare di sostegni economici o di ridurre il peso degli obblighi fiscali. Una mancata presentazione o un ritardo può tradursi in una perdita immediata, motivo per cui la programmazione diventa essenziale.