Il decreto lavoro che il governo presenterà in occasione del Primo Maggio porta con sé due misure molto attese: il Bonus Giovani under 35 e il Bonus Donna, due strumenti pensati per sostenere l’occupazione stabile e favorire l’ingresso nel mercato del lavoro delle categorie più fragili.
L’obiettivo è rendere strutturali agevolazioni che negli ultimi anni sono state prorogate di volta in volta, creando incertezza sia per le aziende sia per i lavoratori.
Il nuovo pacchetto punta a ridurre il costo del lavoro, incentivare i contratti a tempo indeterminato e sostenere la partecipazione femminile, ancora troppo bassa rispetto alla media europea.
Ma come funzionano esattamente i due bonus? Quali sono i requisiti per accedervi? E quali vantaggi concreti offrono alle imprese? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Michele Fiorella su come funziona il Bonus Giovani under 35.
Come funziona il Bonus Giovani under 35: requisiti, vantaggi e novità territoriali
Il Bonus Giovani under 35 è un incentivo rivolto alle aziende che assumono con contratto a tempo indeterminato giovani che non hanno mai avuto un rapporto stabile. La misura, già presente negli anni scorsi, viene ora potenziata e resa strutturale, così da garantire continuità e programmazione alle imprese.
Il meccanismo è semplice: l’azienda che assume un giovane under 35 ottiene un esonero contributivo, cioè uno sconto sui contributi previdenziali da versare.
L’esonero può essere:
- totale (100%) se l’assunzione comporta un aumento reale dell’organico rispetto alla media dell’anno precedente
- parziale (70%) se l’assunzione sostituisce un lavoratore uscito dall’azienda
Il tetto massimo dello sgravio è fissato a 500 euro al mese, ma può salire fino a 650 euro per le imprese che operano nelle Regioni ZES, ovvero le Zone Economiche Speciali.
Si tratta di territori che includono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria, dove il governo punta a rafforzare la crescita occupazionale.
Il Bonus Giovani under 35 diventa così uno strumento strategico per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di chi fatica a ottenere il primo contratto stabile, soprattutto in un mercato sempre più competitivo.
Bonus Donna: proroga e potenziamento per sostenere l’occupazione femminile
Accanto al bonus dedicato ai giovani, il decreto Primo Maggio conferma e rafforza anche il Bonus Donna, un incentivo rivolto alle aziende che assumono lavoratrici appartenenti a categorie considerate svantaggiate.
La misura era già stata prorogata fino al 31 dicembre tramite il Milleproroghe, ma ora si punta a renderla stabile. Il Bonus Donna prevede un esonero contributivo per le imprese che assumono donne:
- disoccupate da almeno 6 mesi
- residenti in aree svantaggiate
- con difficoltà di reinserimento nel mercato del lavoro
- appartenenti a nuclei familiari monoreddito
L’obiettivo è ridurre il divario occupazionale che ancora oggi penalizza molte lavoratrici, soprattutto dopo periodi di inattività dovuti alla maternità o alla cura dei figli.
Il funzionamento è simile a quello del Bonus Giovani: l’azienda ottiene uno sconto sui contributi, che può arrivare fino al 100% in caso di incremento dell’occupazione.
La misura si affianca ad altre agevolazioni già sperimentate, come la tassazione agevolata sugli straordinari e la flat tax sugli aumenti contrattuali.
Il decreto introduce inoltre un intervento per accelerare i rinnovi dei contratti collettivi: se dopo sei mesi dalla scadenza non viene raggiunto un accordo, ai lavoratori spetterà un’indennità pari al 30% dell’inflazione programmata, che salirà al 60% dopo un anno.
Un modo per tutelare il potere d’acquisto in un periodo di forte instabilità economica.
Perché il decreto Primo Maggio punta su giovani e donne: un cambio di passo per il mercato del lavoro
Il governo sceglie di concentrare gli interventi su due categorie che, più di altre, risentono delle difficoltà del mercato del lavoro: i giovani che cercano il primo impiego stabile e le donne che faticano a rientrare dopo periodi di inattività.
Il Bonus Giovani under 35 e il Bonus Donna diventano così strumenti complementari, pensati per sostenere la crescita occupazionale e ridurre le disuguaglianze.
Il decreto include anche misure dedicate ai rider e interventi per velocizzare i rinnovi contrattuali, segno di una volontà più ampia di intervenire sulle dinamiche del lavoro contemporaneo.
Il pacchetto, nel suo complesso, punta a rendere più conveniente assumere e più semplice per i lavoratori ottenere stabilità e tutele.