Bonus Mamme Lavoratrici 2026: ecco chi può presentare domanda integrativa all’Inps e come fare

Benna Cicala Benna Cicala - 22/01/2026 07:45

Bonus Mamme Lavoratrici 2026: ecco chi può presentare domanda integrativa all’Inps e come fare

Il Bonus Mamme Lavoratrici torna sotto i riflettori dopo la pubblicazione del Messaggio Inps n. 147 del 15 gennaio, che introduce un aggiornamento rilevante per chi aveva già presentato domanda nel 2025. L’Istituto ha infatti aperto la possibilità di inviare una richiesta integrativa per recuperare le mensilità non incluse nella prima istanza, un passaggio che interessa molte lavoratrici dipendenti e autonome. La misura, pensata per sostenere il reddito delle madri con due o più figli, si conferma uno degli strumenti più discussi nel panorama dei sostegni economici 2025-2026.

A questo punto è naturale chiedersi: chi può presentare la nuova domanda? Quali requisiti restano validi? E cosa chiarisce esattamente l’Inps nel suo ultimo messaggio? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Giornale di Brescia su come funziona il nuovo Bonus Mamme Lavoratrici.

Bonus Mamme Lavoratrici: come funziona e chi può richiederlo

Il Bonus Mamme Lavoratrici nasce dal Decreto del 30 giugno 2025, che ha introdotto un contributo economico temporaneo in attesa dell’esonero contributivo previsto per il 2026. Il sostegno consiste in 40 euro per ogni mese di attività lavorativa svolta nel 2025, erogati dall’Inps in un’unica soluzione annuale da 480 euro.

Il beneficio è rivolto alle lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, e alle autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le casse professionali. Per le dipendenti il bonus è riconosciuto solo nei mesi in cui il rapporto di lavoro risulta attivo, mentre per le autonome conta il periodo di iscrizione alla propria cassa.

Il requisito familiare è centrale:

  • madri con almeno due figli, con il più piccolo sotto i dieci anni
  • oppure madri con tre o più figli, con il minore ancora minorenne

Accanto alla composizione del nucleo familiare, pesa anche il reddito: la somma dei compensi da lavoro percepiti nel 2025 non deve superare i 40 mila euro. Una soglia che indirizza il sostegno verso chi affronta con maggiore difficoltà l’aumento dei costi legati alla gestione familiare.

Il Bonus Mamme Lavoratrici non è quindi una misura universale, ma un aiuto mirato che richiede attenzione nella verifica dei requisiti e nella compilazione della domanda, soprattutto ora che l’Inps ha introdotto la possibilità di integrare le mensilità mancanti.

Messaggio Inps n. 147: nuove domande integrative e scadenze da rispettare

Il Messaggio Inps n. 147 del 15 gennaio rappresenta la vera novità del 2026. L’Istituto ha aggiornato la procedura online per consentire alle lavoratrici di presentare una domanda integrativa dedicata ai mesi non richiesti nella prima istanza. Una soluzione pensata per risolvere un problema concreto: molte domande presentate nei mesi scorsi non coprivano l’intero periodo spettante, spesso per errori materiali o per dubbi sui requisiti.

La nuova domanda può essere presentata fino al 31 gennaio 2026, una scadenza che riguarda:

  • chi aveva già inviato la richiesta entro il 9 dicembre 2025
  • chi ha maturato i requisiti dopo quella data, purché entro il 31 dicembre 2025

L’Inps ha inoltre annunciato che entro il 31 gennaio verranno completate le lavorazioni delle domande che non avevano superato i primi controlli automatici. Un passaggio che potrebbe sbloccare molte posizioni rimaste sospese.

Un altro elemento importante riguarda il riesame delle domande respinte o accolte solo in parte. L’Istituto ha anticipato che verrà rilasciata una funzionalità dedicata, permettendo alle lavoratrici di chiedere una verifica approfondita della propria posizione. Un dettaglio che offre una seconda possibilità a chi ritiene di avere diritto al bonus ma si è vista negare l’erogazione per motivi tecnici.

Come presentare la domanda integrativa per il Bonus Mamme Lavoratrici e cosa verificare prima dell’invio

La domanda integrativa segue lo stesso percorso della richiesta iniziale. Dal portale Inps, nella sezione dedicata ai sostegni per i genitori, la lavoratrice può accedere al servizio e visualizzare la propria posizione. È possibile controllare quali mensilità risultano già richieste e quali possono essere aggiunte, evitando duplicazioni o omissioni.

Prima dell’invio conviene verificare:

  • la continuità del rapporto di lavoro nel 2025, per chi è dipendente
  • i mesi di iscrizione alla cassa previdenziale, per le autonome
  •  il reddito complessivo dell’anno, che non deve superare i 40 mila euro

La domanda può essere presentata anche tramite Contact Center o patronati, una soluzione utile per chi preferisce assistenza diretta.

La scadenza del 31 gennaio 2026 rappresenta quindi un’opportunità concreta per recuperare eventuali mensilità non richieste. L’aggiornamento dell’applicativo online, annunciato nel Messaggio 147, va proprio in questa direzione: semplificare il percorso e permettere alle lavoratrici di ottenere l’intero importo spettante.

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