Bonus Mamme prorogato al 31 dicembre 2026: ecco chi ha più tempo per fare domanda

Benna Cicala Benna Cicala - 30/12/2025 07:45

Bonus Mamme prorogato al 31 dicembre 2026: ecco chi ha più tempo per fare domanda

Il Bonus Mamme torna al centro dell’attenzione con una proroga che apre uno spiraglio importante per molte lavoratrici. La decisione ufficiale di estendere i termini per la domanda fino al 31 gennaio 2026 riguarda una platea ben definita, ma offre comunque un margine prezioso a chi ha visto cambiare la propria situazione familiare proprio a ridosso della scadenza. 

In un contesto economico in cui il sostegno al reddito resta un tema sensibile, soprattutto per l’occupazione femminile, la misura si conferma uno strumento rilevante, seppur con limiti e condizioni precise. Chi può davvero beneficiarne? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Radio UCI APS sui nuovi bonus attivi nel 2026.

Proroga Bonus Mamme 2026: chi rientra nella finestra extra

La proroga del Bonus Mamme fino al 31 gennaio 2026 non riguarda tutte le lavoratrici, ma solo chi matura i requisiti dopo la scadenza ordinaria del 9 dicembre 2025 e comunque entro il 31 dicembre dello stesso anno. In pratica, la misura guarda soprattutto alle madri che hanno avuto o avranno un figlio nel mese di dicembre, situazione tutt’altro che marginale se si considera il rigido calendario amministrativo legato alle prestazioni Inps.

La scadenza originaria restava fissata al 9 dicembre 2025, ma l’intervento correttivo consente di evitare penalizzazioni per eventi familiari avvenuti negli ultimi giorni dell’anno. La richiesta potrà quindi essere presentata anche a gennaio 2026, con pagamenti previsti entro il mese di febbraio. Un’estensione che rende il Bonus Mamme più aderente alla realtà, pur restando circoscritta a una finestra temporale molto precisa.

Dal punto di vista finanziario, la proroga non cambia la natura del contributo, che resta un sostegno diretto al reddito e non una detrazione fiscale. Una scelta che garantisce liquidità immediata, elemento spesso decisivo per le famiglie con figli piccoli, soprattutto in presenza di un solo stipendio o di lavori discontinui.

Bonus Mamme Inps: requisiti, importo e categorie escluse

Il Bonus Mamme è riconosciuto alle lavoratrici con almeno due figli, compresi quelli adottati o in affidamento preadottivo, a condizione che il più piccolo non abbia compiuto dieci anni. Per le madri con tre o più figli, invece, il limite di età sale a diciotto anni. Sul fronte lavorativo, la misura coinvolge sia dipendenti pubbliche e private sia lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie.

Restano però diverse esclusioni che meritano attenzione. Le lavoratrici domestiche non rientrano nel perimetro del Bonus Mamme, così come le titolari di cariche sociali e le imprenditrici non iscritte all’Assicurazione generale obbligatoria. Un altro punto delicato riguarda le madri con tre o più figli titolari di un contratto a tempo indeterminato, che non possono cumulare il bonus mensile perché già destinatarie dell’esonero contributivo totale sui contributi previdenziali fino al 31 dicembre 2026.

L’importo è pari a 40 euro al mese per ogni mese, o frazione di mese, di attività lavorativa nel 2025. La soglia di reddito da lavoro, calcolata al lordo, non deve superare i 40.000 euro annui. Secondo i dati Inps, le domande presentate hanno superato quota 675 mila, con oltre 580 mila pagamenti già disposti, segnale di un interesse concreto e diffuso.

Domanda: modalità, scadenze e tempi di pagamento

Per chi rientra nella proroga, la domanda del Bonus Mamme può essere presentata attraverso i canali tradizionali messi a disposizione dall’Inps. Il portale online resta la strada più rapida per chi ha dimestichezza con Spid, Cie o Cns, mentre il Contact Center multicanale offre supporto telefonico a chi preferisce un contatto diretto. Un ruolo centrale continua a essere svolto da patronati e intermediari abilitati, spesso decisivi per evitare errori formali.

La scadenza del 31 gennaio 2026 rappresenta un termine perentorio, oltre il quale non saranno ammesse ulteriori richieste. Una volta accolta la domanda, il pagamento è previsto entro febbraio, consentendo alle beneficiarie di programmare con maggiore certezza le spese familiari di inizio anno.

Nel quadro delle politiche di sostegno alla natalità e al lavoro femminile, il Bonus Mamme resta una misura ponte, destinata a convivere con altri strumenti come l’esonero contributivo, che dal 2027 dovrebbe essere esteso a un numero più ampio di madri lavoratrici con almeno due figli. Un segnale di continuità che guarda al medio periodo, pur muovendosi ancora per interventi mirati e selettivi.

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer »

Argomenti

VIDEO