Il 2026 si presenta come un anno particolarmente ricco di misure dedicate all’occupazione femminile. Tra novità introdotte dalla Legge di Bilancio, agevolazioni già strutturali e proroghe confermate, il panorama degli incentivi per le donne è ampio e articolato. Le imprese possono contare su strumenti diversi per favorire nuove assunzioni, mentre molte lavoratrici possono beneficiare di sostegni che rendono più conveniente l’ingresso o il rientro nel mercato del lavoro.
Il quadro è variegato e tocca ambiti differenti: dalle mamme con più figli alle donne over 50, dalle lavoratrici residenti in aree svantaggiate alle vittime di violenza, fino ai contributi per sostituire colleghe in maternità.
A questo punto è naturale chiedersi: quali sono i bonus per le donne nel 2026? Come funzionano nel dettaglio? E quali vantaggi offrono alle lavoratrici e alle imprese? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Adnkronos su un altro bonus, il Bonus mamme 2026.
Il nuovo Bonus Donne 2026: l’esonero contributivo per le mamme con tre o più figli
La misura più attesa del 2026 è il nuovo incentivo dedicato alle madri con almeno tre figli minori. La Legge di Bilancio ha introdotto un esonero contributivo totale sulla quota a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 8.000 euro annui. È un intervento che non agisce direttamente sul costo aziendale, ma sul netto in busta paga della lavoratrice, rendendo la posizione più sostenibile e incentivando la permanenza nel mercato del lavoro.
Per accedere al bonus, la lavoratrice deve essere priva di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. La durata dell’agevolazione varia in base al tipo di contratto: ventiquattro mesi per le assunzioni a tempo indeterminato, dodici mesi per i contratti a termine e diciotto mesi in caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato. Il beneficio può arrivare a circa 650 euro al mese, un sostegno significativo per molte famiglie.
Questa misura si inserisce in un contesto più ampio di politiche per la natalità e punta a sostenere le donne che spesso si trovano a dover conciliare carichi familiari importanti con la necessità di mantenere un’occupazione stabile. L’obiettivo è rendere più conveniente il lavoro rispetto all’inattività, soprattutto nelle fasce di reddito medio-basse.
Agevolazioni strutturali: incentivi per donne over 50, residenti in aree svantaggiate e vittime di violenza
Accanto alle novità della Legge di Bilancio, nel 2026 restano attivi diversi incentivi strutturali che da anni rappresentano un punto di riferimento per le imprese. Tra questi, lo sgravio previsto dalla Legge Fornero per l’assunzione di donne over 50 disoccupate da almeno dodici mesi. L’agevolazione consiste in una riduzione del 50% dei contributi previdenziali e dei premi INAIL e può durare fino a diciotto mesi per i contratti a tempo indeterminato.
Lo stesso beneficio è riconosciuto anche alle donne di qualsiasi età residenti in aree svantaggiate o impiegate in settori con forte disparità di genere, purché prive di impiego da almeno sei mesi. Le regioni interessate sono quelle ammesse alle deroghe del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, come Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Un capitolo a parte riguarda le donne vittime di violenza. L’incentivo, confermato anche per il 2026, prevede un esonero contributivo totale fino a 8.000 euro annui per le assunzioni di donne inserite in percorsi di protezione certificati dai servizi sociali o dai centri antiviolenza. La durata varia tra dodici e ventiquattro mesi, a seconda della tipologia contrattuale. È una misura che ha un valore non solo economico, ma anche sociale, perché favorisce l’autonomia e il reinserimento lavorativo di chi ha vissuto situazioni estremamente delicate.
Un altro strumento rilevante è il Superbonus Lavoro, operativo per tutto il 2026. Non si tratta di uno sgravio contributivo, ma di una deduzione fiscale maggiorata sull’IRES o sull’IRPEF per le imprese che aumentano il numero di dipendenti a tempo indeterminato. La deduzione sale al 130% quando l’assunzione riguarda categorie considerate meritevoli di maggiore tutela, tra cui le donne con almeno due figli minori o residenti in aree svantaggiate.
Bonus per le donne nelle PMI: sostituzione maternità e incentivi per nuove assunzioni
Per le piccole e medie imprese, il 2026 conferma un’agevolazione molto utile: lo sgravio contributivo del 50% per l’assunzione di personale destinato a sostituire lavoratrici in congedo di maternità. La misura è riservata alle aziende con meno di venti dipendenti e richiede che il contratto sia a tempo determinato e che venga indicato il nominativo della lavoratrice sostituita. È un incentivo che permette alle imprese di mantenere la continuità operativa senza sostenere costi eccessivi, favorendo allo stesso tempo l’occupazione femminile.
Il quadro degli incentivi per le donne nel 2026 è quindi molto articolato. Le misure si rivolgono a profili diversi e rispondono a esigenze differenti: sostenere le mamme con più figli, favorire il reinserimento delle donne over 50, aiutare chi vive in aree svantaggiate, proteggere le vittime di violenza e supportare le imprese nei periodi di maternità.
L’Agenzia delle Entrate e l’INPS pubblicheranno nei prossimi mesi le istruzioni operative per ciascuna misura, così da permettere alle aziende di pianificare correttamente le assunzioni e alle lavoratrici di verificare i requisiti