Il Ministero dell’Economia ha ufficializzato una nuova emissione di BOT che sarà al centro dell’asta dell’11 febbraio 2026. Si tratta di un appuntamento molto atteso dagli investitori che cercano strumenti a breve termine, con rendimento certo e un profilo di rischio contenuto. Il Tesoro offrirà un nuovo Buono Ordinario del Tesoro annuale, in un contesto in cui la domanda per i titoli a breve scadenza resta elevata, soprattutto tra chi vuole parcheggiare la liquidità senza esporsi alla volatilità dei mercati.
A questo punto è naturale chiedersi: quali sono le caratteristiche del BOT in asta? Come funziona il calendario operativo fissato dal Mef? E cosa deve sapere chi intende partecipare alla sottoscrizione? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Lexplain su cosa sono i titoli di stato e come funzionano.
Calendario dell’asta BOT dell’11 febbraio: come si svolge la procedura e quali sono le scadenze da rispettare
Il Mef ha programmato l’asta dei BOT annuali per mercoledì 11 febbraio 2026, un appuntamento che segue un calendario operativo molto preciso. Le richieste devono essere trasmesse dagli intermediari entro le 11 del giorno dell’asta, mentre il pubblico deve prenotare i titoli presso banca o posta entro il 10 febbraio. Il collocamento supplementare, riservato agli specialisti, si svolgerà il 12 febbraio, mentre la data di regolamento è fissata per il 13 febbraio, giorno in cui avverrà l’effettiva emissione.
Il Tesoro ha inoltre comunicato che non verrà offerto alcun BOT trimestrale. La scelta deriva dall’assenza di esigenze di cassa nel brevissimo periodo, motivo per cui l’attenzione si concentra interamente sul titolo annuale. La decisione non sorprende: negli ultimi mesi il Mef ha modulato le emissioni in base alle scadenze in arrivo e alle condizioni di mercato, privilegiando strumenti che garantiscono una gestione più equilibrata del fabbisogno finanziario.
Il 13 febbraio scadranno BOT per 8,8 miliardi di euro, tutti annuali. L’emissione dell’11 febbraio servirà quindi anche a rinnovare parte del debito in scadenza, mantenendo stabile il livello di circolazione dei Buoni Ordinari del Tesoro, che al 30 gennaio ammontava a oltre 131 miliardi, di cui più di 106 miliardi relativi ai titoli a 12 mesi.
Caratteristiche del nuovo BOT annuale: durata, importo offerto e modalità di collocamento
Il BOT in asta l’11 febbraio avrà una durata di 364 giorni, con scadenza fissata al 12 febbraio 2027. Il codice ISIN assegnato è IT0005695256 e l’importo offerto dal Mef è pari a 8,5 miliardi di euro. Si tratta della prima tranche del titolo, che sarà collocato tramite asta competitiva: gli operatori presenteranno le richieste indicando il rendimento desiderato, e il Tesoro accetterà le offerte partendo da quelle più favorevoli per lo Stato.
Il titolo sarà emesso alla pari, come avviene per i BOT, e potrà essere sottoscritto con un investimento minimo di 1.000 euro. La commissione massima applicabile dagli intermediari per i titoli annuali è fissata allo 0,15%, un tetto stabilito per contenere i costi a carico dei risparmiatori.
Il collocamento supplementare, pari al 10% dell’importo offerto, sarà riservato agli specialisti in titoli di Stato. Questa fase aggiuntiva consente al Tesoro di calibrare meglio la domanda e di garantire una distribuzione più efficiente del titolo sul mercato.
Il BOT annuale è uno strumento molto apprezzato da chi cerca un investimento semplice, privo di cedole e con rendimento determinato dallo scarto tra prezzo di acquisto e valore di rimborso. La sua natura a breve termine lo rende adatto a chi vuole mantenere liquidità disponibile senza rinunciare a un rendimento certo.
Come sottoscrivere il BOT e cosa valutare prima dell’acquisto
La sottoscrizione del BOT avviene tramite banca, ufficio postale o home banking, se abilitato alle operazioni di trading. Il pubblico non partecipa direttamente all’asta: le richieste vengono inoltrate dagli intermediari, che raccolgono le prenotazioni fino al giorno precedente. Il rendimento finale sarà determinato dalle offerte presentate dagli operatori professionali durante l’asta dell’11 febbraio.
Per chi valuta l’acquisto, è utile considerare alcuni aspetti. I BOT sono strumenti a breve termine, privi di cedole, e il loro rendimento dipende esclusivamente dal prezzo di emissione. Sono adatti a chi vuole proteggere il capitale e ottenere un ritorno certo, senza esporsi alle oscillazioni dei mercati finanziari. Non sono invece ideali per chi cerca rendimenti elevati o strumenti più dinamici.
Il BOT annuale rappresenta una soluzione interessante anche per chi desidera diversificare la liquidità in attesa di opportunità più redditizie. La scadenza a un anno consente di pianificare con precisione il rientro del capitale, mentre la struttura dell’asta competitiva permette di ottenere un rendimento in linea con le condizioni di mercato del momento.
Il Mef pubblicherà i risultati dell’asta subito dopo la chiusura, consentendo ai risparmiatori di conoscere il rendimento effettivo e il prezzo di aggiudicazione.