Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficializzato l’emissione dei nuovi Btp e CCTeu che saranno collocati nell’asta di giovedì 28 agosto 2026. Si tratta di quattro titoli di medio‑lungo termine: un Btp a 5 anni, un nuovo Btp decennale e due CCTeu con vita residua di 8 e 9 anni. L’appuntamento è particolarmente atteso dagli investitori, perché offre un ventaglio di strumenti che combinano cedole fisse e tassi variabili, con scadenze differenziate e rendimenti calibrati sull’attuale contesto di mercato. Ma quali sono le date da segnare? Come funzionano i titoli in emissione? E quali rendimenti metterà sul tavolo il Tesoro? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Lexplain su come funzionano i titoli di stato.
Calendario dell’asta e modalità di collocamento
Il MEF ha definito un calendario molto preciso. Le prenotazioni del pubblico si chiuderanno il 27 agosto, mentre le domande degli operatori dovranno arrivare entro le 11:00 del 28 agosto, giorno dell’asta. La fase supplementare si svolgerà il 31 agosto, e il regolamento dei titoli è fissato per il 1° settembre 2026.
Il collocamento avverrà con il consueto meccanismo dell’asta marginale, che permette al Tesoro di determinare discrezionalmente il prezzo di aggiudicazione e la quantità emessa. Le offerte non in linea con le condizioni di mercato potranno essere scartate, mentre quelle al prezzo marginale saranno eventualmente ripartite pro‑quota. Come sempre, potranno partecipare soltanto gli operatori Specialisti e gli Aspiranti Specialisti, che presenteranno le richieste alla Banca d’Italia. Il pubblico potrà invece prenotare i titoli attraverso gli intermediari, che potranno chiedere un acconto a garanzia della sottoscrizione.
Caratteristiche dei titoli: tra cedole fisse e tassi variabili
Il primo titolo in emissione è il Btp a 5 anni, identificato dal codice ISIN IT0005707614. È una tranche già in corso di emissione, con scadenza al 1° giugno 2031 e una cedola annuale del 3,15%. Il Tesoro metterà sul mercato tra 2,25 e 2,5 miliardi di euro, con una provvigione dello 0,150% e un’asta supplementare pari al 20% dell’importo collocato. Un titolo stabile, pensato per chi cerca un rendimento moderato su un orizzonte temporale non troppo lungo.
Molto atteso è invece il nuovo Btp a 10 anni, il cui ISIN sarà attribuito al momento dell’emissione. Debutterà il 1° settembre 2026 e scadrà il 1° ottobre 2036, con una cedola del 4%. La prima cedola sarà “corta”, pari allo 0,327869%, perché coprirà un periodo di soli 30 giorni. L’offerta complessiva oscillerà tra 3,5 e 4 miliardi di euro, con un’asta supplementare particolarmente ampia, pari al 30% dell’importo. È il titolo più appetibile per chi punta su un rendimento fisso e su una scadenza lunga.
Passando ai titoli a tasso variabile, il MEF propone due CCTeu. Il primo, con ISIN IT0005652828, ha una vita residua di 8 anni e scade il 15 aprile 2034. Offre un tasso annualizzato del 3,487%, con uno spread dell’1,05% e una cedola semestrale dell’1,773%. L’importo in emissione sarà compreso tra 750 e 1.000 milioni di euro.
Il secondo CCTeu, ISIN IT0005680753, ha una vita residua di 9 anni e scade il 15 aprile 2035. Il tasso annualizzato è leggermente più contenuto, 3,237%, con uno spread dello 0,8% e una cedola semestrale dell’1,645%. Anche in questo caso l’offerta sarà tra 750 e 1.000 milioni di euro. Entrambi i CCTeu sono pensati per chi preferisce seguire l’andamento dei tassi di mercato, con rendimenti che si aggiornano periodicamente e una struttura più flessibile rispetto ai Btp.
Conclusione
L’asta del 28 agosto 2026 si presenta come uno degli appuntamenti più rilevanti dell’estate finanziaria. Il Tesoro mette a disposizione un mix equilibrato di titoli: cedole fisse per chi cerca stabilità e strumenti indicizzati per chi vuole proteggersi da eventuali variazioni dei tassi. Una strategia che conferma l’intenzione del MEF di mantenere un’offerta diversificata e coerente con le esigenze degli investitori e con il quadro macroeconomico attuale.