Btp e Titoli di Stato, il piano del Tesoro per il 2026: cosa aspettarsi nel primo trimestre

Benna Cicala Benna Cicala - 31/12/2025 07:45

Btp e Titoli di Stato, il piano del Tesoro per il 2026: cosa aspettarsi nel primo trimestre

Il calendario delle emissioni di Btp e Titoli di Stato per l’inizio del 2026 si preannuncia particolarmente intenso. Il programma diffuso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze accende l’attenzione di investitori istituzionali e risparmiatori, chiamati a orientarsi tra nuove aste e possibili riaperture di titoli già in circolazione. 

Il primo trimestre del nuovo anno rappresenta, come spesso accade, un passaggio delicato per la gestione del debito pubblico, soprattutto in una fase di mercati ancora sensibili alle mosse delle banche centrali e alle prospettive macroeconomiche. Quali Btp verranno offerti nei primi mesi del 2026? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Lexplain su cosa sono i titoli di stato e perchè investire.

Btp e Titoli di Stato: il piano di emissioni del primo trimestre 2026

Secondo il programma trimestrale, il Tesoro prevede nel primo trimestre del 2026 emissioni di Btp e Titoli di Stato per un ammontare minimo complessivo pari a 38 miliardi di euro. La distribuzione delle aste punta a coprire diverse fasce della curva delle scadenze, così da intercettare una domanda ampia e diversificata. Sono infatti previste emissioni di Btp short term e Btp a tre anni per circa 9 miliardi ciascuno, affiancate da Btp a cinque e sette anni per 10 miliardi rispettivamente.

Una scelta che risponde all’esigenza di bilanciare il costo medio del debito con la necessità di garantire continuità al mercato secondario. Le scadenze più brevi risultano spesso appetibili in fasi di incertezza, mentre i titoli a medio termine consentono di stabilizzare il profilo delle emissioni nel tempo. Il Tesoro ha comunque lasciato intendere che il quadro resta aperto a modifiche, in funzione dell’andamento dei mercati finanziari e delle condizioni di domanda.

Il dato dei 38 miliardi rappresenta una soglia minima. L’esperienza degli ultimi anni insegna che il volume effettivo può crescere, soprattutto se il contesto risulta favorevole e se le aste registrano una partecipazione robusta.

Scadenze, tranche e flessibilità del Tesoro sui mercati

Accanto alle nuove emissioni, il programma del primo trimestre 2026 prevede la possibilità di offrire ulteriori tranche di Btp già in corso di emissione. Si tratta di una pratica consolidata, utile a migliorare la liquidità dei titoli sul mercato secondario e a rispondere in modo più puntuale alla domanda degli operatori.

Nel dettaglio, potranno essere riaperti Btp con scadenze collocate tra il 2029 e il 2036, caratterizzati da cedole differenziate che riflettono il contesto di tassi degli ultimi anni. Il Tesoro si riserva inoltre la facoltà di intervenire su titoli con scadenza superiore ai dieci anni, sui CCTeu e sui Btp indicizzati all’inflazione, soprattutto nel caso emergano dislocazioni sul mercato secondario.

La flessibilità resta quindi uno degli elementi centrali della strategia. Non solo nuove aste, ma anche riaperture mirate e, se necessario, il ritorno temporaneo di titoli non più in emissione. Una gestione attiva che punta a garantire efficienza e continuità, evitando tensioni eccessive sui rendimenti.

Sul piano più ampio, il Tesoro ricorda che nel 2026 le emissioni complessive saranno influenzate dalle scadenze dei titoli in circolazione, che superano i 250 miliardi al netto dei BOT, e dal fabbisogno del settore statale stimato intorno ai 125 miliardi.

Btp Valore e risparmiatori: cosa può accadere nel 2026

Un capitolo a parte riguarda i Btp Valore, la famiglia di Titoli di Stato pensata per i risparmiatori individuali. Dopo le emissioni del 2025, che hanno raccolto complessivamente oltre 30 miliardi di euro, il Tesoro ha chiarito che nel 2026 valuterà l’opportunità di nuove operazioni dedicate al pubblico retail.

La linea guida resta quella della massima flessibilità. Scadenze, struttura delle cedole, eventuali premi finali e persino la possibilità di rimborso anticipato del capitale saranno definiti in base alle condizioni di mercato e alle esigenze di finanziamento. L’introduzione di soluzioni innovative, come avvenuto di recente, potrebbe continuare, con denominazioni specifiche pensate per distinguere ogni nuova emissione.

L’attenzione dei risparmiatori resta alta, anche perché i Btp Valore rappresentano ormai una quota non trascurabile del debito pubblico in circolazione. Nel primo trimestre del 2026 il focus resterà sulle aste tradizionali, ma il percorso dell’anno potrebbe aprire nuove occasioni anche per chi guarda ai Titoli di Stato come strumento di investimento di medio-lungo periodo.

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